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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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30 gennaio 2016

DONATO FEZZUOGLIO DIECI ANNI DOPO

DALLA PAGINA FACEBOOK DEL SOTTOSCRITTO OGGI 30 GENNAIO 2016

Umbertide non è soltanto una delle più splendide e rinomate cittadine medioevali dell'Umbria.
La cronaca purtroppo ci ricollega a quel tristissimo episodio del 30 gennaio 2006 quando durante un normale servizio di pattugliamento stradale e perlustrazione una pattuglia del Nucleo Radiomobile CC con a bordo il Carabiniere Scelto Donato Fezzuoglio e l'Appuntato Enrico Monti si era recata, prontamente e su richiesta del NORM di Città di Castello nei pressi della filiale dei Monti Paschi di Siena della cittadina del perugino (famosa anche perché in quel periodo si giravano le scene del serial tv "Don Matteo" di RAIUNO) banca all'interno della quale si stava consumando una rapina a mano armata.

Tra loro vennero poi individuati e riconosciuti fior di criminali come Raffaele Arzu di Talana e Pietro Pala di Marsciano ma dalle chiare e palesi origini sarde, entrambi beccandosi l'ergastolo confermato nel 2014, e l'orunese Ivo Carta, autista della Lancia thema con la quale Pala si dileguò, ucciso meno di sei mesi dopo a Orune con undici fucilate in un bar. Undici fucilate calibro dodici su tutto il corpo e che spezzarono letteralmente le braccia al pregiudicato.
Vendetta, dissero subito gli inquirenti; per essersi deileguato costringendo Arzu a reperire un auto di fortuna, esplodendo colpi di pistola contro auto che passavano e gambizzando i conducenti i quali venivano poi gettati per terra per poi allontanarsi a velocità elevatissima.

Donato Fezzuoglio, il quale non dimentichiamo fu colpito a morte alle spalle, venne insignito dal Presidente della Repubblica dell'onorificenza di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:

"...Nel corso di servizio perlustrativo, palesando spiccate doti di coraggio, ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava ad a montare, unitamente ad altro militare, tre pericolosi malviventi sorpresi in flagrante rapina ai danni di un istituto di credito. esponendosi alla violenta azione di fuoco dei malfattori, replicava con l'arma in dotazione costringendo alla fuga i rapinatori finchè, attinto da un colpo proditoriamente esplosogli alle spalle da altro rapinatore in posizione defilata si accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di eroismo, di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all'estremo sacrificio..."
30 gennaio 2006 Umbertide (PG)

*********************************************

Nei primi anni del boom del social network ideato da Mark Zuckerberg, adesso posso dirlo senza nessun problema: con Emanuela, moglie di Donato Fezzuoglio e madre del figlio Michele che gli aveva dato pochi mesi prima, eravamo contatti di Facebook .
Una dolce e bellissima donna, alla quale chiesi se fosse mai stata in Sardegna e, se capitava ciò, sarei stato felice di incontrarla, di parlarci.
Lei mi disse di sì, mi disse che tramite l'O.N.A.O.M.A.C. (o forse l'ANC non ricordo bene a dre il vero) aveva soggiornato in una famosa località turistica della costa orientale sarda tra l'altro non molto distante dalla mia casetta marina.

" Se alcuni sardi hanno fatto del male a me, a mio figlio, privandoci di Donato questo non significa che tutti i sardi sono colpevoli; i sardi sono belle persone e nulla hanno a che fare con questi criminali"

Credo che abbia detto tutto: se è vero che da un detenuto potenzialmente, attraverso piani rieducativi ben studiati da gente COMPETENTE e CON ALTISSIME DOTI UMANE può benissimo trasformars in un cittadino italiano modello, ritengo che sia altrettanto vero che l'Italia ha bisogno di dieci, cento, mille ufficiali dei Carabinieri come Enrico Barisone e quelli della scuola di Dalla Chiesa e tanti altri.

Quelli (detenuti incensurati o detenuti pregiudicati) con i quali funzionano buon senso e raziocinio bene, tanto di guadagnato per loro, le loro famiglie, la società.

Per gli altri, i criminali irreversibilmente sanguinari, freddi e che non tornano sui loro passi, lo Stato le soluzioni le trova sempre: definitive, state tranquilli e sereni. 
Destra o sinistra poco importa.

(immagine web: www . lanazione . it )











permalink | inviato da enzocumpostu il 30/1/2016 alle 20:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 febbraio 2015

TRIPOLI BEL SUOL D'AMORE ( DA PERDERCI LA TESTA!)

Dalla bacheca Facebook di Enzo Cumpostu, Nuoro 17/02/2015 

Quando nelle Forze Armate si è arrivati a certi livelli nella catena di comando, volente o nolente i tre-quattro stelle italici sono sempre dei mentori di qualche politico. O aspiranti statisti e presunti tali.
E' naturale, fisiologico: Mini, grande generale di corpo d'armata, con alle spalle una espereinza notevole maturata con la KFOR, in questa intervista tradisce probabilmente anche la sua natura politica.

Io, da ultimo ignorante, senza aver mai assistito a una sola lezione di Scienze Strategiche e senza aver mai messo piede al Centro Alti Studi Difesa dico che l'eventuale internazionalizzazione del conflitto in terra libica non sarebbe inizialmente consigliabile per le forze terrestri, eccezion fatta per l'élite, sicuramente capace di uscire "dal pantano" che egli delinea in un ipotetico scenario da combattimento a medio e lungo termine.

La Brigata delle forze da Sbarco MM e EI, diversi reparti della Folgore e di altre Brigate dell'Esercito, alcuni reparti dei Carabinieri ma anche l'Aviazione dell'Esercito riuscirebbero ad operare con professionalità, precisione, rapidità, efficacia di neutralizzazione.

Riguardo, poi, alla gestione democratica da esportare, si possono sempre studiare forme di governo create ad hoc, esaminate da esperti.

E tutto all'insegna di ottenere il massimo risultato in termini operativi e il minor danno per la popolazione civile, senza dimenticare ovviamente quanto vitale sia la Libia per l'Italia e non solo.

Calma. Meditare. E imparare a divenire abili, abilissimi giocatori di scacchi, quanto e più di Putin.

http://www.tgcom24.mediaset.it/…/-in-libia-si-combatterebbe…

Il generale Mini, comandante della missione Nato in Kosovo, avverte: "Facile entrare in guerra, ma si rischia di rimanere impantanati"
TGCOM24.MEDIASET.IT
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26 settembre 2014

IL PACIFINTISMO E' SINONIMO DI TERRORISMO

Dalla bacheca Facebook di Enzo Cumpostu venerdì 26 Ottobre 2014
Enzo Cumpostu
9 min · 

E adesso che l'Aeronautica Militare ha deciso di trasferire l'addestramento dei suoi caccia in Corsica, qualcuno ci spieghi una volta eper tutte se questa frettolosissima decisione è maturata in merito alla delicata questione ISIS o il Reparto Sperimentale di Standardizzazione del Tiro Aereo di Decimomannu rischia veramente di chiudere i battenti.

E se chiude i battenti pensate anche alle milleduecento retribuzioni tra avieri volontari a ferma prefissata e in servizio permanente, sottufficiali e ufficiali dei più svaritati Ruoli dell'Arma Azzurra.

Ribadisco la necessità, in momenti particolarmente delicati per la sicurezza italiana, europea e dei paesi aderenti alla NATO, di normative speciali ad hoc create dove si ipotizzino reati assimilabili al terrorismo per chi ineggia contro le Forze Armate, contro la presenza di installazioni militari interforze e contro chi fa propaganda che ineggia al disatricolamento di Istituzioni cardine, in uno stato democraticvo, quali le sue FF.AA.

Poi analizzeremo, passo dopo passo, cosa potrebbe succedere, oltre alla perdita di lavoro per molti, nel caso in cui Decimo chiuda. Ne risentirebbe quasi certamente anche il soccorso aereo che ha competenze non solo militari ma vitale per la popolazione sarda e per chi solca i nostri mari! Pareri? Gigii Pischedda Gigi Littarru Maurizio Maw Marco Scalas Gianfranco Scalas Marco Dionisi Regia Aeronautica Benve Vale Agostino TiccaSalvatore Sasso Deidda Giuseppe Tilocca Erminio Pierangelini Fabrizio Tanucci Gabri Ella

 

La base aérienne 126 de Solenzara recrute des militaires techniciens de l'air dans les spécialités équipier fusilier commando de l'air et équipier maître-chiende l'air.
Les candidats civils devront réunir les conditions suivantes : être âgé de 17 ans et de moins de 25, détenir un niveau scolaire allant de la fin de la 3ème à la Terminale de l'enseignement général ou technologique ou être titulaire d'un CAP, d'un BEP ou d'un bac professionnel. Les candidatures devront parvenir à la BA 126 - services gestion synthèse 0B126 - Cellule recrutement - 20 223 Ventiseri-Solenzara Air. Joindre une lettre de motivation et un CV avec photo. Contact : 04 95 56 85 36.




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11 luglio 2014

LA STELLA DI DAVID E I LIMITI DI SOPPORTAZIONE

Lungi da me cercare giustificazioni.

Lungi da me motivare la pesante azione di Israele su Gaza. Ma come qualcuno giustamente ricorda e sbandiera Israele è giunto a questi livelli solo ed esclusivamente per gravissime colpe e gravissime responsabilità di terzi: di chi sparti la Palestina, di chi non fermò l'arroganza islamica ispiratrice dell'alimentare l'odio.

Di chi ha sottaciuto per non aver problemi. A spese degli israeliani ma anche - direttamente e indirettamente - dei palestinesi. 

Noi o non conosciamo la storia degli ebrei o passivamente accettiamo le versioni e teorie propinate che propongono un Israele assassino e una Palestina vittima sacrificale piena di agnelli innocenti. Non è così! 
Noi dimentichiamo troppe cose. Dimrntichiamo o non sappiamo cosa ci sia dietro Hamas. 
Dimentichiamo i loro Qassam rockets lanciati verso Israele. 
Dkmentichiamo troppo velocemente il terrorismo islamico recente e passato.

Già: il passato. Le barche a vela che provenivano dal Medio Oriente destinazione Italia. Con brigatisti a bordo. 
Vogliamo parlare dei campi paramilitari dove si addestravano fior di terroristi e delinquenti di sx e di dx?

Lunga vita a Israele il quale sbaglia clamorosamente con le operazioni militari colossali mentre è con la "chirurgia d'assalto", scegliendo e colpendo obbiettivi ben definiti, precisi, radicali che si avrà la meglio.





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23 gennaio 2014

REQUIESCAT IN PAX


IL NOSTRO ESERCITO HA ANCORA IN LINEA I VECCHI AB-206 E SAREBBE ORA DI SOSTITUIRLI!
ED E' A BORDO DI UNO DI QUESTI CHE NEL PRIMO POMERIGGIO HA PERSO LA VITA IL COMANDANTE DELL'AVIZIONE DELL' ESERCITO GENERALE DI DIVISIONE GIANGIACOMO CALIGARIS, GIA' COMANDANTE DELLA BRIGATA AEROMOBILE "FRIULI".

CON LUI, A BORDO DELL'AEROMOBILE, ANCHE IL TEN. PAOLO LOZZI.

UNA DURA E PESANTE PERDITA PER L'AV.ES. E PER L'INTERO ESERCITO ITALIANO.




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17 dicembre 2013

DONNE E FORZE ARMATE ITALIANE: LA PRIMA DONNA GENERALE DEI CARABINIERI

 http://www.anae.it/tutte-le-notizie/241-il-primo-generale-donna-delle-forze-armate-italiane-sui-luoghi-dove-presto-servizio-il-papa-come-comandante-del-ral




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12 novembre 2013

UN RICORDO IMPRESSO NEI CUORI ITALIANI E SARDI

 

 
( la spilla ricordo simbolo di partecipazione attiva appesa sul taschino sinistro nella giacca della divisa dei militari italiani che parteciparono a Italfor Antica Babilonia)
 
Ho sempre odiato la demagogia, la falsità di certe cerimonie ricordo, dove solo negli interessati riaffiorano disgraziatamente  e si ri-esacerbano il dolore dei ricordi che ritornano alla memoria, mentre altri sguazzano e cavalcano l'onda del passato, memori di aver cavalcato - speso con buoni frutti per loro - l'onda del presente da quel dodicii novembre del duemilatre in poi.
 
E per costoro, il rispetto totale e l'assoluta e incondizionata vicinanza, solidarietà. Loro reduci e protagonisti diretti ed indiretti tra la base Maestrale e la Battaglia dei Ponti di cinque mesi dopo 8 sapevate che fu il più cruento e lujngo conflitto a fuoco mai sostenuto in combattimento dalla fine della seconda guerra mondiale con diciotto interminabili ore di fuoco da entrambe le parti?) e i congiunti dei caduti, per le fidanzatine, le compagne, le mogli, le madri, i padri, i fratelli e gli amici più cari dei militari e civili caduti, morti senza un perché, senza aver avuto modo di capire in una frazione di secondo. 

Sicuramente vi furono grandi e pesantissime responsabilità, perché non si poteva non prevedere una eventuale azione terroristica intimidatoria o di rappresaglia finalizzata all tentativo di sfiancare, psicologicamente, la coalizione internazionale nell'ambito dell'Operazione Antica Babilonia.

L'utilizzo dell'esplosivo, così facile da reperire in questi luoghi ai tempi più dell'oro nero fonte principale del domino dei combattimenti che interessarono questa terra, era cosa consuetudinaria, addestrati ed essi stessi addestratori di svariate organizzazioni terroristiche nel loro utilizzo e nella costruzione dei famigerati IED e dei veicoli-bomba kamikaze. 

Quella volta fu un camion cisterna imbottito fino all'orlo di tritolo: i dilaniati all'interno della base "Maestrale" sede dell' Iraqi Police Headquarter furono alcuni miilitari dell'Esercito, come il nostro corregionale Maresciallo Capo Silvio Olla, del 151.mo Reggimento fanteria "Sassari", le stellette nel DNA di famiglia; ma soprattutto Carabinieri, tanti militari dell'Arma giunti da ogni luogo d'Italia.
 
E giornalisti, civili dunque.

Ci si chiede se i nostri trentatre morti complessivi della missione "Antica Babilonia" possano insegnare qualcosa: ci si chiede, inoltre, cosa rode nelle contorte menti italiane che spesso e volentieri hanno ineggiato contro le nostre Forze Armate: li accusavano di essere dei prezzolati mercenari al servizio del capitalismo statunitense e delle multinazionali quando poi si sono dimostrati loro i veri mercenari della politica, i veri prezzolati dalla penna facile e dalla caccia al mantenimento dello scranno ben saldo al loro fondoschiena.
 
Forze Armate che sono sempre nel mirino dei politici ambiziosi, eterni parafulmine delle vicissitudini di questa sporca italia malgestita, senza giustizia credibile, priva di equità sociale, particolarmente "distratta" rispetto a quelle che sono le esigenze e le preoccupazioni collettive. 
Ed ecco che si è sempre sparato a zero su di loro da decenni a questa parte.
 
 
La fratellanza cristiana e lo spirito di solidarietà dell' Italia, nonché dei Volontari civili e militari della Croce Rossa Italiana non è però venuta mai meno, in quell'arco temporale denso di ordigni esplosi per strada al passaggio di nostri mezzi, di agguati, di imboscate vigliacche: chissà quanti figli, nipoti, fratelli e sorelli nonché mogli di chi ha materialmente azionato telecomandi o premuto il grilletto dei loro Kalashnikov contro i nostri soldati è stato prontamente e amorevolmente curato negli ospedali da campo o in quelli riattivati dopo i bombardamenti americani anche da medici e infermieri nonché altro personale sanitario italiano: militare, della CRI e di altre organizzazioni umanitarie.
 
Ora, in questo drammatico momento che vede il nostro paese protagonista in primis di questo interessamento da parte degli immigrati ergo chi per loro, c'è chi si chiede e propone controcorrente che gli aiuti vengano proietati, pianificati e portati avanti soprattutto nei paesi luogo di origine di questi fenomeni.

Ammirevole comunque il ruolo avuto per quanto sopra dalle Forze Armate le quali, ancora una volta, sono state mirabilmente usate dall' attuale esecutivo quale strumento elettorale vedasi appunto il loro colossale impiego nel salvataggio dei profughi provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente:  nell' attesa che qualcuno capisca che occorre invertire la rotta e non far assolutamente vincere e trionfare chi, della sofferenza di questa gente, ne fa un vero e proprio business.

P.S. tornando alla tragica e terrificante esplosione di dieci anni fa, uno dei tanti personaggi di questa complessa e poco conosciuta realtà irachena  che tra tutti andrebbe ricordato e con estrema attenzione analizzato per un certo suo operato: operato non certo diplomatico.
 
 
 
English from wikipedia:
 
 




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12 settembre 2013

SYRIA CRISIS: INTERNATIONAL DIPLOMACY (AND VATICAN TOO) MUST TO WIN

Fino a pochi anni fa, esattamente cinque, un grosso deposito di questi missili era presente nell'isola d Santo Stefano, arcipelago di La Maddalena.
Servivano per armare i sommergibili nucleari della U.S. Navy, grazie al supporto prestato dalla nave appoggio e dal personale del Naval Support Activity maddalenino, ora disciolto e trasferito.

Ed è proprio a bordo di questi submarine che centinaia di essi sono pronti per essere lanciati sui target siriani, insieme a quelli a bordo delle unità navali di superficie.


La speranza è quella che la crisi e la situazione, piuttosto infuocata, si risolva grazie al dialogo della diplomazia.

nonostante l'appoggio assolutamente interessato di Putin e quello, altrettanto orientato alle sorti dello scenario siriano, di un Obama che paradossalmente arma gli assassini di migliaia di americani in Iraq.

Se devo essere sincero, ritengo che questa situazione e questo clima mediorientale roventissimo con i repubblicani alla White House (forse) non si sarebbero creati.

A tutti quelli del centrosinistra italiano che in articoloni a caratteri cubitali plaudeavano a Obama sta più che bene: i pacifinti, i veri paci...fintissimi!

Dio mai voglia che venga dato l'ordine di lanciarli. Dio mai voglia.

http://it.wikipedia.org/wiki/BGM-109_Tomahawk

DALLA BACHECA FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU, 12/09/2013




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10 settembre 2013

TUTTO MALEDETTAMENTE INACCETTABILE

 

Il digiuno internazionale richiesto accoratamente dal pontefice giorni fa ha avuto un riscontro in termini di partecipazione fattiva - per lo meno per quanto riguarda gli italiani - abbastanza significativo.
Mi si consenta però di dire che probabilmente questo gesto avrà un mero significato simbolico, purtroppo senza la conseguenza di scongiurare completamente il rischio di un imminente attacco di forze aeronavali statunitensi, francesi etcetera. Rischio ancora elevatissimo.

Ritengo invece molto più incisivo, invece, il discorso di Papa Bergoglio su questa nuova tipologia di conflitti ai quali si assiste da oltre un decennio, tra gli auspicati e obamiani limited strikes e guerre di lunga durata e conseguente lunga permanenza dove finalmente ha il coraggio di affermare l'equazione guerre uguale business di weapons trafficking: la verità, purtroppo, sta nel fatto che gli affari o les affaires  - comment on dit les amis
français de Obama - sta nel fatto che ai missili, drone e cacciabombardfieri invisibili si sposa anche il cosiddetto "rebuilding", ovvero la fase di ricostruzione che sicuramente rientra nei planning dello Joint Staff statunitense.

Il mondo è ancora con il fiato sospeso e in attesa, preoccupato soprattutto del fatto che questa volta il pericolo di estensione geografica del conflitto sia più che concreto.

Questo mentre nell'area tribale di Hardh, nello Yemen, la piccola Rawan, una bambina di appena OTTO ANNI viene costretta dalla famiglia ad andare in sposa con un quarantenne il quale, la notte delle nozze, la costringe ad avere con lui un rapporto sessuale: un imeneo fatale che provoca una terribile lacerazione interna di questa povera bimba, morta a segito di una devastante emorragia interna, sicuramente non prima di aver sofferto le pene dell'nferno.

Una società con usanze criminali e senza scusa alcuna: una vera e propria forma di legalizzazione della pedofilia con pretestualità religiose e di antiche e bestiali tradizioni, laddove gli esseri umani ergo BAMBINI sono trattati alla pari o peggio di bestie. Ma tant'è che lo stesso profeta Maometto, sposando ?A?isha Bint Abi Bakr all'età di sei anni e "perfezionando il contratto matrimoniale", ovvero andandoci a letto, in  un età che gli storici stimano tra i nove e dieci anni, oggi sarebbe stato sicuramente classificato come pedofilo da rinchiudere a chiave e buttarla in alto mare.
 
Altro che "Rivelazione". Senza offesa per gli islamici.

Compito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, parimenti alla vigilanza sull'uso delle armi chimiche e più in generale di distruzione di massa nell'ambito di controversie tra paesi (guerre) e controversie interne tra opposte fazioni politiche (guerre civili) dovrebbe essere quello di salvaguardare i diritti degli esseri umani di tutte quelle nazioni che della stessa organizzazione da molti (giustamente o no è tutto da vedere...) è ritenuta ben poco utile dovrebbe esser quello di votare leggi che proibiscano, pena le più pesanti condanne di natura penale previste dall'ordinamento giuridico dei vari paesi aderenti, la possibilità che possano essere celebrati riti nuziali sotto una certa età. 

Mi incuriosisce, in maniera molto particolare, quale potrebbe essere il parere in merito a quanto sopra della "nostra" ministra Kyenge a proposito dell'orrenda fine della povera bimba, interprete suo malgrado del ruolo di sposa a otto anni in questi macabri e umanamente aberranti fiori d'arancio yemeniti.




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29 maggio 2013

LA RABBIA DI UN GENERALE (MA QUANTI COME LUI?)

Della vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone scrivono in tanti; spesso e volentieri con palese ipocrisia.
Una vicenda umana ma anche e sopratutto di delicati rapporti internazionali usata e strausata politicamente un pò da tutti. Un cavallo di Troia elettorale sia del PD sia del PdL per ragioni opposte. Una vicenda vergognosissima sulla quale si rendeva necessaria un' azione di forza DA SUBITO.
Il Generale di Divisione della riserva Nicolò Manca, ex comandante della Brigata di Fanteria Meccanizzata "Sassari" deciso intraprende una iniziativa coraggiosa ed encomiabile: restituisce al mittente-Stato le decorazioni a lui conferite all'epoca del suo servizio per l'Esercito Italiano.

Ecco l'estratto dell'articolo al riguardo:

 http://www.ilgiornale.it/news/esteri/mar-abbandonati-restituisco-medaglie-921069.html

GEN. MANCA: NELLA VICENDA GIRONE-LATORRE SENZA LIMITI L'AMBIGUITA' DEI POLITICI




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11 febbraio 2013

NESSUNO LI FERMA

Postato nella mia pagina di Facebook lunedì 11 Febbraio 2013



E adesso pensiamo alle sofferenze dei più che vulnerabili...
Dimissioni  pontificali a parte...
Questo video è stato caricato su Youtube pochi giorni fa e documentano la creazione, da parte dell'FSA, in territorio siriano ovviamente, di una Brigata formata da Child Soldiers, bambini soldato.
Non vi sarà difficile capire che tra questi bimbi in tenuta da combattimento ( qui sarebbero mascherine carnevalesche lì ha tutt'altro significato ) ve ne sono alcuni che quasi sicuramente non hanno nemmeno compiuto i sei anni di età. 

Bambini usati per combattere da una fazione e dall'altra oggetto di efferati bombardamenti, cannoneggiamenti e rastrellamenti che sottraggono loro gli affetti più cari. Con prigionie, sparizioni, fosse comuni, massacri anche sotto i loro occhi.

Nessuno, nessuno potrà rimuovere dalle loro menti, anche con i migliori progetti psicosociali collettivi o individuali operati, le scene e i suoni delle atrocità commesse; atrocità che resteranno scolpite nelle loro menti.

E viene difficile pensare a come la Croce Rossa potrà operare con chi non rispetta simboli, diritti basilari ed elementari, con chi non ha il benché minimo briciolo di pietà ed umanità.

Eppure, nonostante tutto, in Siria e non solo, riproporrò fino alla nausea che dovremo agire, intervenire, portare via questi bambini da questi luoghi affinché i loro occhi cessino di vedere questi orrori.

Ma io non sono nessuno quindi tocca ad ognuno di voi sensibilizzare e battere il ferro in questo senso.

Vi chiedo: ce la faremo? E' una bella domanda...


( QUESTO VIDEO NON PUò ESSERE VISUALIZZATO ALL'INTERNO DELL'ASL DI NUORO E IN MOLTE ALTRE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI PROVVISTE DI SOFTWARE DI BLOCCO)




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17 gennaio 2013

PER AL QAIDA DEL MAGHREB ISLAMICO NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE: PESSIMA ALGERIA NEL GESTIRE LE OPERAZIONI CON LE LORO SPECIAL FORCES...














Il Mali che confina con l'Algeria; il Mali interessato nello scorso anno da un colpo di stato e lo stesso Mali da qualche giorno teatro di operazioni di guerra da parte dei francesi con il nostro supporto a livello Aeronautica Militare relativamente all'aspetto tecnico-logistico.
Holland che dichiara: " sono solo dei naroctrafficanti e terroristi e noi li annienteremo". E Terzi che conferma il nostro supporto a Parigi probabilmente sotto forma di aerocooperazione militare tra Armée de l'Air e Armée de Terre con la nostra Aeronatutica Militare.
Nessun militare italiano sarà inviato nel Maghreb quindi questo fa pensare a un molto probabile utilizzo delle basi italiane per il supporto tecnico-logistico, forse con Sardegna e Sicilia con funzioni da "carro gittaponte" tra le Francia e il Maghreb riguardo a carburanti e non solo. 
E in Algeria rappresaglia dei terroristi legati al brand AQMI (dietro il quale non si capisce bene chi ci sia a tirare le fila) che catturano e sequestrano 41 tecnici stranieri della compagnia BP impegnati nella gestione e installazione di impianti dedicatii per l'estrazione di gas con un finale a sorpresa non certo da americanata alla Sylvester Stallone o alla Chuck Norris visto l'impiego delle armi da parte dell'esercito algerino che non ha esitato, anche con l'ausilio degli elicotteri, all'assalto finale contro i terroristi di AQMi (rapitori dei tecnici BP) uccidendo senza problema alcuno sia i terroristi sia gli ostaggi: su 41 rapiti sono sopravvisuti solo in sei e il bilancio delle vittime parla anche di quindici terroristi rimasti sul terreno - come si dice a Nuoro, "cancarati" e stecchiti.
Algeria, Mali, Mauritania, Rossella Urru e il suo caso particolarmente strano, AQMI, servizi segreti algerini, marocchini, francesi, italiani. Fu un bell'enigma e non appaiono del tutto chiare e trasparanti le ragioni che spingono la Francia all'intervento militare né appaiono chiare le ragioni di Terzi e Di Paola nell'avvallare il sostegno della nostra Aeronautica facendo - uso un termin eche si usava qualche annetto su un forum nel web a carattere strategico-militare - gli "sherpa".
 
Lascino, gli algerini, gestire le operazioni che richiedono necessariamente l'impiego delle Forze Operative Speciali ad altri stati europei e non come gli USA: hanno dimostrato, tragicamente, di non essere assolutamente all'altezza.
Ecco perché si rende operativamente necessaria una forza di pronto impiego speciale e segreta, attrezzatissima e addestratissima, a carattere sovranazionale che dia una risposta in tempi rapidissimi in questi casi, agendo se necessario con criteri di guerra non-ortodossa ma di pronto impiego nelle diverse aree del pianeta.
 
Corpo speciale internazionale a livello NATO o diverse centinaia di supercontractors disseminati in tutti i continenti? In entrambe ii casi, si renderebbero indispensabili puirché in loro funzione vi siano altrettante basi operative, tecnico-logistiche e sanitarie e di appoggio aereo che siano, troviamo una soluzione per garantire lo svolgimento tranquillo e sereno delle attività produttive ed estrattive tra Maghreb e Medio Oriente e non parlo solo di questo genere di attività o questa tipologia di lavoratori.
 
  




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21 dicembre 2012

TUTTO QUESTO DEVE FINIRE - NO MORE CHILD SOLDIERS

 

 
Basterebbe solo parlare di certe cifre per avere una idea di questo orrendo fenomeno, vecchio oramai nel tempo, relativo all'impiego dei bambini-soldato nei teatri di combattimento, specie da parte di una miriade di forze irregolari e di formazioni terroristiche ( ma avvallate e spesso legate anche ad alcune agenzie di intelligence occidentali... )  che poco hanno a che vedere con l'etica comportamentale di quelle forze armate rispettose delle convenzioni in materia di diritto internazionale umanitario.
 
La foto che vedete qui sopra è tratta dal portale in lingua inglese di Wikipedia ed è stata scattata durante la guerra tra le forze iraniane con quelle irachene durata ben otto anni.
Si stima che ben 95.000 child soldiers potrebbero aver perso la vita durante questo tormentato e sanguinario conflitto, dove - quasi sicuramente almeno da una parte - furono utilizzate anche armi di distruzione di massa, la cosiddetta guerra NBC .
 
Ieri ho potuto vedere con i miei occhi, in un video caricato su Youtube, la drammatica testimonianza di un videoreportage effettuato in Libano, dove un bambino di dieci anni che frequenta l'equivalente della nostra quarta elementare racconta all'intervistatore la sua esperienza di bimbo in armi: un bambino che invece di giocare conosce a menadito e quasi più del sottoscritto che con le armi ci vive da una vita buona parte delle ordinanze degli eserciti occidentali e dell'ex Patto di Varsavia: parla del Kalashnikov, del Simonov, dell' M-14 ed M-16 statunitensi, del tedesco H&k G3, del FAL belga della FN di Herstal. un simpatico e vivace bambino che forse ha già cagionato la morte a diverse persone.
 
Odio la retorica e l'ipocrisia che si cela dietro ad apparenti condanne e sdegni dimostrati per queste cose, soprattutto nel periodo delle cosiddette feste comandate; ma non posso astenermi dal pronunciare una forte condanna e un fortissimo disappunto sul fatto che la politica internazionale e, probabilmente, gli stessi alti comandi dei contingenti militari di peace enforcing impiegati in tutto il mondo sotto le direttive NATO e ONU non sembra proprio si impegnino a sufficienza in questo senso.
 
Bambini che oggi a dieci anni di età combattono casa per casa la loro urban guerrilla per poi andare a scuola; bambini che a vent'anni saranno, molto probabilmente, delle vere e proprie belve, prodotte in serie, oramai private di un ogni briciolo di umanità. Ammesso, ovviamente, sopravvivano a tutto questo.
 
E mancano quattro giorni a Natale.   

  



 
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 21/12/2012 alle 10:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 novembre 2012

SE LA PALESTINA E' TERRA SANTA, CERTI PALESTINESI NON LO SONO DI CERTO ( E NON FANNO ONORE AL LORO POPOLO...) PAROLA D'ORDINE: DISARMARE HAMAS E NON POSSIAMO LAVARCI LE MANI

 

File:GivatiBrigade.svg

Distintivo della 84.ma Brigata di Fanteria "Givati"
delle Forze di Difesa Israeliane.

 

Trovo particolarmente interessante questo articolo sul portale in italiano del sito www.israele.net
riguardo alla reazione dell'IDF sulla striscia di Gaza, a seguito dell'attacco nei confronti di un mezzo
militare avvenuto il 17 scorso quando un razzo ha colpito un fuoristrada della Brigata "Givati", miscela che ha generato la reazione di Tel Aviv alla quale fino ad oggi sono poi seguiti una infinità di lanci di razzi Al-Qassam e Fajer 5 da parte di Hamas, facendo vivere nel terrore i cittadini israeliani.
Capire Gaza e capire Israele significa porre fine a quersti crimini senza lavarci le mani: occorre, a mio modesto avviso, l'occupazione pacifica dei territori e il disarmo totale delle milizie Hamas nonché la cattura di tutte quelle forze palestinesi incontrollabili e schegge impazzite vicinissime alla Jiihad islamica che opera in Palestina ma soprattutto PIANTARLA DEFINITIVAMENTE , adoperandosi affinché i palestinesi tutti possano arrivare  una volta per tutte al riconoscimento - del resto come lo stesso articolo del Jerusalem Post riportato qui sotto chiede - dello stato di Israele.

Capire Gaza, capire Israele

 

DAL BLOG DELL'IDF (ISRAELIAN DEFENCE FORCES)

 

Live Updates: IDF Targeting Terrorist Sites

In response to the incessant rocket attacks from the Gaza Strip, – the IDF has launched
a widespread campaign against terror targets in Gaza. The operation, called Pillar
of Defense, has two main goals: to protect Israeli civilians and to cripple the terrorist infrastructure in Gaza.

Tuesday, November 20, 2012:

12:20: PM: 120 trucks of goods were ready to enter Gaza from Israel today via the Kerem Shalom crossing.
However, Hamas was firing rockets at the crossing this morning, and so the crossing was forced to close.

10:50 AM: A rocket fired from Gaza earlier this morning hit a car in Beersheba, destroying it completely.
One bystander was injured.

6:40 AM: Overnight, the IDF targeted approximately 100 terror sites, including underground rocket
launchers, terror tunnels and ammunition storage facilities. The IDF has targeted several buildings
that were used by terror operatives as command and control centers, as well as approximately
ten terror tunnels that were used as hideouts by Hamas operatives. A financial institution used
by Hamas to fuel its terror activity was targeted in the northern Gaza Strip.

Additionally, since midnight, three rockets hit Israel and an additional two were intercepted
by the Iron Dome System.

Monday, November 19, 2012:

12:00 AM: Overall, 664 rockets fired from Gaza hit Israel since the start of the operation,
with an additional 347 intercepted by the Iron Dome system. More than 100 rockets
fired by 
Palestinian terrorists organisations in the Gaza Strip aimed at Israel hit the Gaza Strip.

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  • 84ª Brigata di fanteria "Givati" - Wikipedia





  • permalink | inviato da enzocumpostu il 20/11/2012 alle 13:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    16 novembre 2012

    HAMAS E TEL AVIV SBAGLIANO CONDOTTA

    Hamas: l'intensificarsi, in questi giorni, del lancio dei rudimentali ma terroristicamente efficaci, soprattutto a livello psicologico sulla popolazione israeliana, dei razzi Al-Qassam sulle città di Ashkelon e Sderot non giova e non segna di certo punti a favore dei palestinesi, tant'è che Israele ha deciso di intenstificare e non inrterrompere i raid contro i territori della Striscia di Gaza con le conseguenze che conosciamo anche a soprattutto su innocenti civili, bambini.
     
    Ma se è vero che questi razzi artigianali lanciati a casaccio e senza sistemi di puntamento e che possono raggiungere distanze anche sui 45 km, delle volte arrivando alle porte di Tel Aviv, è anche vero che a queste centinaia di lanci di razzi home made si alternano anche quella di veri e propri razzi d'artiglieria, come l'iraniano Fajr 5, evoluzione nel tempo del Fajr 3, lungo oltre dieci metri, del peso di oltre nove quintali e che al suo interno può alloggiare una carica di circa novanta chilogrammi di esplosivo.
     
    Entrambe dovrebbero finirla di sparare o lanciar razzi nel mucchio e ad eccezione della morte del comandante militare di Hamas (avvenuta a seguito di una operazione militare di chirurgica precisione dall'alto a Gaza) l'intervento armato, lo sparare sulle folle e bambini, non v'è giustificazione alcuna.
     
    Il vero guaio al quale non si riesce a far fronte è rappresentato dal fatto che gli Al-Qassam Rockets sono trasportabili in pochissimi minuti da una parte all'altra città, con le loro rudimentali rampe di lancio montabili e smontabili in pochissimi minuti; quindi difficilmente preventivabile la zona di lancio per poter intervenire rapidamente e chirurgicamente.

    Una mia amica di Facebook, che mi segue e interagisce con me virtualmente da diversi anni, fin dai tempi della guerra in Iraq, fin dai tempi dei blog "La torre di Babele" e "Baghdad café" di Pino Scaccia, definisce l'eterno conflitto come un genocidio.

    Terrore sopra le teste israeliane, sangue di innocenti palestinesi a Gaza.
    Se si volessero confrontare, per lo meno, lo facciano con tecniche "microchirurgiche" senza arrecar danno alle rispettive comunità.

    E' utopistico, lo so 

    Insieme ai razzi rudimentali Al-Qassam di Hamas, che per loro natura violano le regole del diritto internazionale umanitario, vengono lanciati questi veri e propri razzi d'artiglieria di fabbricazione iraniana, utilizzati anche dai siriani: i Fajr 5

    NOVEMBER, 17TH: UPDATE TODAY - TSAHAL RAIDS IN GAZA: HAMAS COMMAND DESTROY, ROCKETS IN ALL PARTS OF THE SION, JERUSALEM TOO.


    Raid su Gaza, ancora morti: distrutta base Hamas. Razzi su Israele

     

     

     

     




    permalink | inviato da enzocumpostu il 16/11/2012 alle 20:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    12 novembre 2012

    AL NASIRYA 12/11/2003 AFGHANISTAN, ISAF 12/11/2012 LORO NON MORIRONO INVANO: PIU' UNA CERTEZZA CHE UNA SPERANZA


    MISSIONE ISAF - AFGHANISTAN, DALLA BACHECA FACEBOOK DEL TEN.COL. MEDICO FRANCESCO MAGLIA - POLICLINICO MILITARE "CELIO" CASERMA "M.O. TEN. FRIGGERI"

    LA RETORICA NON SERVE: BASTA QUESTA ISTANTANEA. BASTA E AVANZA. 
      PREGHIERA DELLA SANITA' MILITARE

    Dio onnipotente ed eterno, Signore della vita e della morte, ascolta la nostra preghiera!

    Gesù Cristo figlio tuo e fratello nostro, uomo dei dolori, è morto in croce perché dalla sua sofferenza e dal suo supremo sacrificio noi tutti fossimo confortati e redenti.

    Nel suo nome e per la sua gloriosa risurrezione dona salute e serenità a quanti soffrono nel corpo e nello spirito, a coloro che li assistono dona la lunga pazienza dell'amore, la forza della speranza, i frutti del sacrificio.

    San Camillo, nostro celeste patrono, proteggi e benedici il Servizio di Sanità Militare, fa che la nostra dedizione sia sempre segno di fede e di risurrezione per i nostri fratelli ammalati, per i nostri cari lontani e per la nostra Patria.

    Così sia.








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    3 novembre 2012

    4 NOVEMBRE 1918: China su fronte si ses sezzidu pesa! ch'es passende sa Brigata tattaresa boh! boh! e cun sa manu sinna sa mezzus gioventude de Saldigna!



    SA VIDA PRO SA PATRIA

                                         
    VIDEO: COMMEMORAZIONE CADUTI 2 NOVEMBRE 2012 AL SACRARIO MILITARE DI CAGLIARI   ( VIDEO: PAOLO VACCA )

    http://youtu.be/9snJzPBNpAI?hd=1 




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    26 ottobre 2012

    CINQUANTADUE

     

     
    (Tiziano Chierotti foto: internet)
     
    Tutti abbiamo appreso la notizia, ieri ,dell'attentato: ci avevano comunicato che i feriti erano quattro e poi, sucessivamente, che uno di loro era deceduto: per Tiziano era stato fatto tutto quello che umanamente è stato possibile fare e tentare e lo leggo sul mio cellulare -appena finita la giornata di ieri accingendomi ad andare a dormire - nelle parole di amici virtuali, nella bacheca Facebook di uno di loro, proprio tra quelli che si sono occupati di Tiziano e degli altri tre commilitoni feriti; leggo e sento vera ed autentica umana (ed intensa) sofferenza, nelle sue parole, nel raccontare, con rassegnazione. Lui, uno dei medici che hanno tentato di strapparlo alla morte. Invano, perché nulla si poteva fare. Il destino era segnato.

    Tiziano Chierotti è il cinquantaduesimo eroe, un 24enne sanremese che appena diplomato tenta di entrare nella Polizia di Stato ma non vi riesce e decidendo, infine, per arruolarsi come Volontario in Ferma Prefissata nell'Esercito. 2° Reggimento Alpini, Caserma "Vian" di S. Rocco di Castagnaretta, nei pressi di Cuneo.
     
    Eroe lui ed eroi silenziosi tutti i medici ed infermieri e gli appartenenti ad altri ruoli del Corpo Sanitario dell' Esercito presenti in Afghanistan in questo momento.    
     




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    17 ottobre 2012

    ABOUT SYRIAN CHILDREN WOUNDED IN THE CIVIL WAR: A PROPOSAL , AN OPINION

     

    C-130J Hercules in MEDEVAC opsGiulio Terzi di Sant'Agata nella giornata di ieri ha rilasciato una intervista dove auspica la partecipazione dell'Italia a una missione di peacekeeper ed osservatori in Siria per fermare la carneficina di migliaia di persone, per lo più innocenti e non direttamente interessate ai combattimenti ed alle ostilità di natura bellica e che si va consumando giorno per giorno, strada  per strada e casa per casa, tra raffiche di AK 47 e mitragliatrici leggere, pesanti, bombardamenti dei MIG lealisti, cannonate delle unità corazzate e colpi di mortaio.
    La notizia suscita in molti perplessità e anche un pò di stupore, visto che per porre in essere una tale operazione di peace enforcing ( tradotto in sardo guerra ) occorrerebbe il via libera della Federazione Russa, da sempre alleata del governo criminale di Assad.
     
    Una missione che in questo contesto risulterebbe molto più rischiosa di Antica Babilonia o dell'intervento militare NATO in Libia  il quale era prevalentemente di natura aerea e quindi con rischio calcolato per i paesi intervenuti ergo per i suoi militari in supporto degli allora insorti oggi a capo di una barcollante coalizione governativa a Tripoli assolutamente insicura e una altrettanto barcollante e tremolante condizione di relativa "pace".
     
    Militari italiani nel suolo siriano allo stato delle cose, significherebbe esporli a rischi elevatissimi: molto più di Falluja o Nassirya, molto più della battaglia dei ponti, delle scaramucce ai check-point, del sorvolare con gli AB-412 o gli HH3F le sponde dei fiumi iracheni a bassa quota ed alta velocità brandeggiando la MG e le MINIMI con il rischio del tiro al piccione.
     
    Da contro, vedo (e penso vediamo in tanti...) la possibilità di creare sia corridoi umanitari che permettano l'esodo dei profughi siriani verso paesi confinanti sia l'intervento umanitario a terra da parte, per esempio, della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
     
    Ma soprattutto vedo fattibile la possibilità di creare un corridoio aereo umanitario-sanitario molto simile alle operazioni militari di MEDEVAC, dove l'Italia potrebbe dare un concreto e valido e determinante contributo con velivoli che volano sugli spazi aerei siriani in una sorta di "free fly zone" protetti dagli emblemi internazionali di protezione di Croce Rossa secondo quanto stabilito dalle convenzioni internazionali.
     
    Bambini, donne, malati e persone anziane di Damasco o Aleppo e delle altre località interessate ai martellanti bombardamenti di varia natura sia terrestri che aerei portati via, spero anche in Italia, per poter essere curati nel caso in cui essi siano stati vittime e oggetto degli eventi bellici o meglio guerriglia urbana su vasta scala tra chi usa il brand di Al-Qaida e i c.d. "lealisti", difensori di una dinastia tirannica e criminale da sempre sistema nervoso centrale delle organizzazioni di campi paramilitari per addestrare formazioni terroristiche - probabilmente anche italiane - un tempo sotto guida URSS.
     
    C'è chi sostiene che parlarne è controproducente e spropositato perché c'è già chi lavora in silenzio in questa direzione.
     
    Io dico: ancora non si è visto nulla ma spero che effettivamente sia davvero così.
     
    Ma mai smettere di parlare: di questo così come di tanti altri problemi, interni ed esteri, per i quali le soluzioni dal punto di vista pratico ci sarebbero ma nessuno sembrerebbe intenzionato ad attivarsi per concretizzare...
     
    Siria: Terzi, non esiste una soluzione militare   (  N.B.: agenzia di ieri )
     




    permalink | inviato da enzocumpostu il 17/10/2012 alle 8:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    26 settembre 2012

    ALCUNE IMMAGINI DELLA ESERCITAZIONE "GRIFONE 2012" TRATTE DALLA MIA BACHECA DI FACEBOOK: FONNI (NU) 26/9/2012


    IPPODROMO DI FONNI: AB-212 AERONAUTICA MILITARE S.A.R. GRAZZANISE


    SEMPRE L'AB-212 SAR DELL'AERONAUTICA MILITARE ARRIVATO DA GRAZZANISE.

    73985_228886813904237_1466055228_n.jpg (960×540)

    ANCORA...

    227977_228885403904378_1564204444_n.jpg (960×540)

    TRA GLI OSSERVATORI MILITARI SBARCATI IN UNA SUPERFICIE AFFIANCO ALL'IPPODROMO DI FONNI C'ERA ANCHE QUESTO SIMPATICO TENENTE COLONNELLO DELLA JORDANIAN LANDING FORCE. ABBIAMO FATTO AMICIZIA SUBITO QUANDO PARLAMMO DI RE HUSSEIN E DELLA SUA PASSIONE COME RADIOAMATORE: INFATTI, DIVERSI ANNI FA SIA IO CHE ALTRI COLLEGHI RADIOAMATORI NUORESI PARLAMMO CON RE HUSSEIN SULLA BANDA HF DEI 14 MHZ, HA INSISTITO PER UNA FOTO RICORDO. RITENGO SIA IMPORTANTE CHE LE CONOSCENZE SULLE MODALITA' DEGLI AEROSOCCORRITORI SIANO OGGETTO DI SCAMBI INTERNAZIONALI A PRESCINDERE DAGLI SCHIERAMENTI GEO-STRATEGICI DEL MOMENTO VOLUTI DA QUESTO O QUEL GOVERNO: E' LA VITA UMANA, SACRA, AD ESSERE DIFESA E TUTELATA...

    TRA GLI ALTRI OSSERVATORI MILITARI HO CONOSCIUTO ANCHE UN UFFICIALE PILOTA DELLA AERONAUTICA EGIZIANA. MA VI ERANO ANCHE SERBI, FRANCESI...

    GLI OSSERVATORI MILITARI SONO STATI SBARCATI DOPO LE DODICI DA QUESTO ELICOTTERO:

    HH3F SIKORSKY DEL 15° STORMO A.M. C-SAR COMBAT SEARCH AND RESCUE:



    DAL PORTALE DELL'AERONAUTICA MILITARE 
    WWW.AERONAUTICA.DIFESA.IT 

    Nell'attività operativa dell'Aeronautica Militare grande risalto hanno gli interventi a favore della collettività che vanno dal concorso in occasione di pubbliche calamità (in coordinamento con la Protezione Civile) all'intera tipologia delle missioni SAR (Search And Rescue, Ricerca e Soccorso). Lo schieramento e le caratteristiche ognitempo degli elicotteri bi-turbina HH-3F e AB.212 permettono di raggiungere qualsiasi parte del territorio nazionale o delle acque territoriali in un massimo di un'ora e mezza di volo. Insieme ai velivoli da trasporto, gli HH-3F del 15° Stormo di Cervia (Ravenna) sono anche tra le risorse più versatili a disposizione dell'Aeronautica Militare per l'impiego in missioni "fuori area". I reparti HH-3F del 15° Stormo, hanno anche sviluppato una capacità Combat SAR, molto apprezzata in campo internazionale e alleato, che rende possibile condurre, anche in ambiente ostile, operazioni di soccorso e di evacuazione sanitaria, così come missioni di trasporto o di supporto alle forze speciali, a cominciare dagli incursori del 17° Stormo di Furbara (Roma) e dei Fucilieri dell'Aria del 16° Stormo di Martina Franca (Taranto). Gli HH-3F possono essere impiegati anche nel ruolo SMI (Slow Mover Interceptor) nell'inconsueto ruolo di difesa aerea, di contrasto cioè ad eventuali attacchi terroristici condotti con aeromobili lenti e non convenzionali.
     

    Caratteristiche tecniche:

     

    Diametro rotore 18,90 m - lunghezza 22,25 m (con rotore in moto) - altezza 5,52 m - peso massimo al decollo 10.000 kg - due turbine General Electric T58-GE-5 da 1521 sHP - velocità massima 260 km/h - tangenza 3.500 m - autonomia 750 km - equipaggio 2 piloti, 2 specialisti polivalenti, 1 aerosoccorritori 1 assistente di sanità armamento: 2-3 mitragliatrici brandeggiabili cal. 5,56 mm.



    AB-212 670.MA SQUADRIGLIA S.A.R. DECIMOMANNU (CA) "prestato" alla Repubblica di Malta per l'attività di Soccorso aereo nell'ambito di un protocollo d'intesa sottoscritto da Italia e Malta. Gli equipaggi sono italo-maltesi. I militari maltesi appartengono alla AWM Air Wing of Malta.





    Le livree che riportano il personaggio dei cartoons americani "Speedy Gonzales" sono state aerografate in occasione del 50° anniversario della nascita della base di Decimomannu (CA) AWTI DECI AFB NATO e R.S.S.T.A.

    AB-412 X° NUCLEO ELICOTTERI CARABINIERI DI OLBIA
    L'ARMA DEI CARABINIERI OLTRE CHE CON L'AEROMOBILE "FIAMMA 12" HA PARTECIPATO ALLA ESERCITAZIONE CON UNA SQUADRA DI "CACCIATORI DI SARDEGNA" UNITA' MILITARE A LIVELLO PLOTONE ELITRASPORTATA DI STANZA AD ABBASANTA (OR)

    CALL-SIGN "VOLPE 219":  AB-412 DEL REPARTO OPERATIVO AERONAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

    AB-212 DEL 7° REPARTO VOLO DELLA POLIZIA DI STATO DI ABBASANTA (OR)
    GLI ELICOTTERI DI QUESTO REPARTO SVOLGONO LA LORO ATTIVITA' SIA PER LE ATTIVITA' DI PREVENZIONE DEL CRIMINE, CONTROLLO DEL TERRITORIO, INTERVENTO IN PARTICOLARI E SPECIFICHE INDAGINI IN CORSO, SOCCORSO PUBBLICO.
    LA PRESENZA DEL REPARTO VOLO NEL CENTRO DEL GUILCER E' DATA DALLA SUA STRETTA FUNZIONE OPERATIVA CON L'ISTITUTO DI FORMAZIONE DELLA P.S. DI GIA' DENOMINATO C.A.I.P. CENTRO ADDESTRAMENTO ISTRUZIONE POLIZIA ALL'INTERNO DEL QUALE, TRA LE ALTRE COSE, SI ADDESTRANO ANCHE I N.O.C.S. NUCLEO OPERATIVO CENTRALE SICUREZZA, I REPARTI SPECIALI DELLA POLIZIA DI STATO VOLUTI FORTEMENTE, INSIEME ALL'UN.I.S. POI DIVENUTI G.I.S. DEI CARABINIERI, DALL'ALLORA MINISTRO DELL'INTERNO SEN. PROF. FRANCESCO COSSIGA.

     

    IL LEGGENDARIO HH-3F PELIKAN DEL 15° STORMO...

     









    PICCOLO E VERSATILE, CON UNA VELOCITA' MAX. INTORNO AI 220 KM7H, QUESTO ELICOTTERO L'NH-500 E COSTRUITO IN ITALIA DALLA BREDA NARDI ANNI FA SU LICENZA DELLA HUGHES STATUNITENSE NEL CONTESTO DELLA ESERCITAZIONE INTERNAZIONALE SAR HA AVUTO COMPITI DI RICERCA DEI "SUPERSTITI" DI UN IPOTETICO CRASH AEREO NELLE MONTAGNE DEL GENNARGENTU.
    L'ELICOTTERO E' IN LINEA PRESSO IL 72° STORMO A.M. DI STANZA A FROSINONE
    E VIENE UTILIZZATO DALL'AERONAUTICA MILITARE COME ELICOTTERO DI ADDESTRAMENTO DEI PILOTI AL FNE DI OTTENERE IL BREVETTO DI PILOTA ELICOTTERISTA.

    LA SCUOLA DI FROSINONE ABILITA AL PILOTAGGIO DI ELICOTTERI ANCXHE LE FORZE DELL'ORDINE QUALI: POLIZIA DI STATO, GUARDIA DI FINANZA E CORPO FORESTALE DELLO STATO.




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    18 settembre 2012

    SABRA E SHATILA TRENT'ANNI PASSATI E NESSUNA RISPOSTA: FU POLLICE VERSO PER ISRAELE, DOBBIAMO AMMETTERLO

    Come sapete sono un ammiratore di Israele e della sua coraggiosa politica estera nonché militare, un vero e propria David contro Goliath del pianeta che fa sentire tutta la sua forza oggi come mai fin dal lontano 1948.
    Purtroppo, però, anche le leggende e gli esempi per tenacia, grinta e coraggio dimostrato (nonché coerenza) nascondono spesso degli scheletri nell'armadio apparentemente lontani dalle pagine delle cronache attuali e di ciò che per esempio avviene a Gaza.
    Per non parlare della Siria di Assad, a suo tempo molto attiva in terra palestinese e libanese.
     
    Io non voglio che colpe ricadano sui nostri militari né su quelli francesi o statunitensi ma sicuramente qualcuno l'ordine del ritiro delle truppe del contingente multinazionale ONU all'inizio del settembre 1982 lo diede.
    Ed è questo qualcuno che - se ancora vivente - avrà sulla coscienza il peso della responsabilità di questo massacro.
     
    Israele, a trent'anni esatti dalla fine di questa mattanza nei campi di Sabra e Chatila, ha responsabilità ma solo in parte.
    C'è chi maledice Ariel Sharon e chi invece come me e come altri individuano le responsabilità indirette - ma altrettanto e forse più pesanti - dell'attacco conclusosi il 18 Settembre 1982. Esattamente trent'anni fa. eh si, il tempo passa, mio padre allora era ancora in servizio, anni roventi sia in terra patria che oltremare per l'Italia.
     
    Ricorderete tutti il contingente italiano a Beirut, ITALCON, comandato dall'allora Colonnello della brigata paracadutisti Franco Angioni con un cognome di chiare origini sarde. ERAVAMO AMMIRATI, IDOLATRATI MA COSTRETTI AD ANDAR VIA.

    "Non subimmo attentati a differenza degli altri contingenti" - ricorda un Generale ora in pensione commentando ieri sera su Facebook il mio post sulla ricorrenza del trentesimo anniversario della fine dell'attacco ai campi di Beirut - perché eravamo armati di fucili mitragliatori calibro 7,62 Nato, capaci di squagliare letteralmente i pneumatici di qualsivoglia camion o TIR dell'epoca qualora tentassero di lanciarli carichi di esplosivo - Al Nasiriya docet purtroppo - contro la nostra base".
     
    Forse sarà anche per questa ragione "balistica" ma la presenza in loco di un contingente imponente e da rinforzare ulteriormente in seguito avrebbe dissuaso sia le milizie cristiane del Libano sia Israele i qualinon non si sarebbero MAI rapportati con scaramucce e combattimenti veri e propri contro Francia, Italia e Stati Uniti.
     
    Il vero assassino è chi di fatto ordinò il ritiro del contingente, sapendo benissimo quelli che di lì a poco sarebbero stati i risvolti e gli scenari più che prevedibili.
    E non Ariel Sharon preoccupato di soffocare il pericolo terrorismo ad ogni costo e che comunque poteva anzi doveva adottare dei criteri più soft e chirurgicamente selettivi, senza convolgere innocenti.
     
    Mettiamo un velo pietoso, poi, sulle vere joint-venture tra stati occidentali e terrorismo in Medio Oriente tra Palestina e Siria in quegli anni...
    E sui fiancheggiatori delle BR e non solo, compreso il terrorismo nero.
     
    Il contingente multinazionale ONU, italiani inclusi, poteva anzi doveva restare...
     
     
     




    permalink | inviato da enzocumpostu il 18/9/2012 alle 13:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    19 giugno 2012

    NELLA LOTTA CONTRO GLI INCENDI BOSCHIVI IN SARDEGNA ( E NON SOLO IN SARDEGNA!) NON SAREBBE MALE UTILIZZARE LE NOSTRE FORZE ARMATE CON COMPITI DI SORVEGLIANZA ARMATA DELLE AREE AD ALTO RISCHIO INCENDI

     

    Giorgio Oppi le chiama scelte deleterie e questa volta non gli si può certo dar torto: dico questo a prescindere da alcune scelte operate in passato in altri ambiti e realtà politico-economiche della Sardegna: l'ordine della Protezione Civile di spostare la piccola squadriglia di Canadair CL - 415 da Olbia a Cagliari Elmas non solo dovrebbe essere uno dei motivi da far insorgere la Giunta regionale sarda e i suoi consiglieri ma di tutti quelli che hanno a cuore la tutela della nostra isola e la sicurezza delle persone che la abitano, vivono e visitano periodicamente soprattutto nel periodo estivo perché sede di seconde case o scelte per trascorrere le vacanze in strutture ricettive di qualsivglia specie e disponibilità economica ovvero in quella vasta specie che sono i turisti: che va dal possessore di un portafogli a soffietto bello pieno all'emulo degli hippie anni settanta che non ha che qualche euretto in tasca.  
     
    A me fa ridere - anche se a dire il vero ci sarebbe da piangere - questa "querelle" tra la Regione Sardegna e Roma relativamente alla dislocazione dei mezzi aerei per la oramai consuetudinaria lotta AIB svolta in tutto il territorio nazionale attraverso l'impiego degli uomini e dei mezzi specifici facenti parte del Sistema Nazionale di Protezione Civile.
     
    Iniziamo con una considerazione assolutamente elementare che è un pò la preoccupazione di tutti gli operatori che partecipano alla lotta AIB nel periodo estivo: il fattore vento.
     
    Conosciamo bene il maestrale:  vento dominante nella nostra isola e conosciamo, purtroppo, la sua imponente forza devastatrice quando alimenta i focolai di un incendio, nel novantanove virgola nove per cento dei casi di natura dolosa e appiccato con determinazione e con modalità e finalità assolutamente criminali;  e sappiamo quanto sia importante nella riuscita dello spegnimento di un grande incendio l'intervento immediato delle squadre a terra, la bonifica da esse operata, l'impiego dei piccoli elicotteri (es.:  i Lama e in alcuni casi gli AB-205 e i CH-47 Chinook dell'EI e gli AB-212 e SH-3D della MM) disseminati nel territorio della Sardegna ma sopratutto l'insostituibile efficacia degli elitanker S-64 e degli idrovolanti CL-415 Canadair costruiti dalla società aeronautica canadese Bombardier.
     
    Personalmente ritengo assurdo che in proporzione al numero di abitanti, alla superficie ed alla vegetazione presente - seppur si tratti di un'isola appartenente ad un altro stato europeo visto che oltre due secoli fa la svendemmo ai cugini francesi per una manciata di lire - la Corsica abbia una dotazione di Canadair doppia e forse anche più rispetto ai tre presenti nella nostra isola (la Corsica ha una superficie di 8.681 km quadrati contro i 24.090 della Sardegna siamo in un rapporto di uno e tre...) e ritengo altrettanto assurdo la concentrazione degli stessi in un unica base aerea, nella fattispecie, dopo le scelte operate in questi giorni e resa operativa in queste ore, Cagliari Elmas.
     
    Se devo essere sincero - e penso che non pochi operatori del CFVA  della Sardegna e del CFS nazionale - sarebbero di gran lunga preferibili gli elicotteri Sikorsky Erickson Aircrane S-64, quelli che in gergo venivano definiti come "elitanker"  e che solo dopo un pò di tempo rispetto alla loro realizzazione (parliamo di elicotteri che volano per i cieli del mondo da cinquant'anni esattamente dal maggio del 1962 ) sono stati allestiti e configurati nella lotta agli incendi, dapprima testati negli Stati Uniti.
     
    Ma se il convento passa questo - bene per gli elitanker a disposizione ma ne occorrono di più - come muoversi per evitare i disastri e i danni ingenti in considerazione dei tempi che occorrono per raggiungere certe zone della Sardegna dallo scalo cagliaritano?
     
    Mi chiedo quante volte è stata presa in considerazione l'ipotesi di frammentare questa piccola squadriglia di CL-415 e, contrariamente alle intenzioni romane, dislocare i tre aerei nei tre scali passeggeri presenti in Sardegna ovvero Alghero Fertilia, Olbia Costa Smeralda e Cagliari Elmas.
     
    Su Facebook, alcuni giorni fa, un sottufficiale dell'Aeronautica Militare in servizio qui in Sardegna mi ha comunicato che le vere ragioni per le quali la Protezione Civile ha operato questa scelta sono dettate non da contese campanilistiche quanto da banali ragioni logistiche: alloggi, costi degli stessi (a Cagliari gli equipaggi degli idrovolanti dovrebbero essere ospiti presso infrastrutture dell'AM) ma io mi domando cari signori il motivo per il quale non riusciamo a legiferare (e magari poi si scopre che le normative ci sono e non vengono applicate) in maniera tale che tutti gli aeroporti presenti nel territorio italiano vengano messi a disposizione dei mezzi di soccorso dell'Aeronautica Militare e del Dipartimento della Protezione Civile, anche relativamente alla sistermazione degli equipaggi e a tutto ciò che concerne la logistica e l'assistenza tecnica?
     
    Seconda proposta: le nostre Forze Armate, compresa ovviamente l'Arma dei Carabinieri, dispongono di importanti risorse umane al momento in congedo e, in particolari situazioni, impiegabili per esigenze particolari: l'importante risorsa è la Riserva.
    Militari e graduati di truppa, sottufficiali del ruolo sergenti e marescialli in quiescenza o in ausiliaria, ex-ufficiali di complemento ed ex- ufficiali a ferma prefissata potrebbero pattugliare il territorio (servizio armato e sotto la sovraintendenza operativa del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale) individuando gli obiettivi "sensibili" in quei siti dove la presenza di verde e di particolari specie di piante richiede la massima attenzione.
     
    Dotate di tutto l'equipaggiamento necessario (binocoli a intensificazione di luce stellare o IR anche in virtù del loro impiego notturno nonché GPS e apparecchiature radio operanti sulle frequenze utilizzate da quella forza armata e della Forestale e sopratutto provviste di armamento individuale) le pattuglie dovrebbero essere costituite da un sottufficiale e due-tre graduati di truppa o militari, ai quali dovrebbe essere riconosciuto lo status di Agente di P.S. e di P.G. e Ufficiale di P.G. per i sott.li e gli ufficiali, orientando la scelta e la preferenza delle unità da impiegare tra le Armi e le loro specialità che comprendono nell'addestramento ordinario la perfetta conoscenza della topografia, l'addestramento in terreni ostili, le teniche di mimetismo, le principali misure di primo soccorso e pronto soccorso, la buona conoscenza delle lingue, delle apparecchiature radioricetrasmittenti e dei sussidi informatici e un buon addestramento nell'impiego dell'armamento individuale in assoluta sicurezza per sè e per gli altri.
     
    Potrebbero essere coinvolti: UNUCI, Federaziona Nazionale Riservisti, ANSI, ANC, ANPd'I, ANA dico questi solo a titolo d'esempio.
     
    Con turnazioni alba-tramonto e una successiva per la notte, costituendo una serie di campi base in località considerate baricentriche rispetto a quella determinata area naturale da vigilare e sorvegliare, l'equivalente di tre compagnie sarebbe sufficente per la superficie dell'isola e sicuramente una idea come questa è estendibile nelle regioni a più alto rischio di incendi boschivi senza dimenticare che il loro impiego sarebbe assolutamente complementare e non sostitutivo a chi, per normativa di legge dello Stato e delle regioni a statuto ordinario e speciale è demandato a svolgere questo delicato quanto importante compito ovvero il Corpo Forestale dello Stato e, nelle regioni a statuto speciale come la Sardegna e la Sicilia, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.  
     
    Relativamente agli aerei trasferiti ad Elmas, c'è da augurarsi che le scelte operate in materia di non contribuiscano ad arrecare danni irreversibili alla nostra isola né - e preghiamo veramente per questo - venga messa e repentaglio la vita delle persone che vi abitano o di quelle qui presenti per ragioni turistiche.  
     
    File:Heavylift-UH54A-N44094-030912-30.jpg
     
    Il cockpit dell'elitanker S-64, utilizzato dalla nostra Forestale per la lotta AIB.
     
     
    Il cockpit del Canadair CL-415 della Protezione Civile Nazionale
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     




    permalink | inviato da enzocumpostu il 19/6/2012 alle 11:54 | Versione per la stampa

    13 giugno 2012

    AI POLIZIOTTI ONESTI

    Pur essendo diverse le inchieste interne e le indagini giudiziarie in corso e forse prossime a venire orientate a contrastare e - speriamo - debellare il fenomeno della corruzione all'interno delle Forze dell'Ordine (sopratutto se inchieste e indagini attinenti reati di mafia) la foto che ho scattato il 2 giugno, considerato che la parata non è pregiudizio esclusivo delle quattro Forze Armate, la dedico a tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato che conosco, realmente e virtualmente, che lavorano con onestà, impegno d entusiasmo  e sacrificio; giorno dopo giorno, senza chiedere nulla e nel più assoluto silenzio e il più delle volte nel completo anonimato, senza compiacersi per voler a tutti i costi apparire, essere.

    A questi rappresentanti delle istituzioni repubblicane, cittadini in divisa e lavoratori, deve andare il nostro riconoscimento, soprattutto in considerazione del numero non irrilevante di agenti, sottufficiali e dirigenti caduti vittime del terrorismo stragista e infame e della criminalità organizzata o meno.

     

     

    (Foto: dalla home di Facebook di Enzo Cumpostu)




    permalink | inviato da enzocumpostu il 13/6/2012 alle 15:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    5 giugno 2012

    GIRANDO PER ROMA: FORI IMPERIALI, PRENESTINO, VIA RAMAZZINI, AUTOPARCO CRI... E VARIE ED EVENTUALI

    QUESTA E' UNA DELLE CINQUE FOTOGRAFIE CHE SONO RIUSCITO A SCATTARE CON LA VIDEOFOTOCAMERA HD SABATO 2 GIUGNO DA UNA DELLE TRIBUNE IN VIA DEI FORI IMPERIALI.


    RINGRAZIO UNA MIA AMICA, DIPENDENTE PRECARIA DELLA C.R.I. ROMANA PER ESSERSI PRESA CURA DI ME: UNA PERSONA DAVVERO SPECIALE. SPERO CHE FRANCESCO ROCCA OLTRE CHE PREOCCUPARSI DELLE STRUTTURE IMMOBILI DA LIQUIDARE NEL VASTISSIMO PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA E NELLA FATTISPECIE QUELLA ROMANA SI PRODIGHI PER STABILIZZARE I PRECARI E IN PARTICOLAR MODO QUELI ASSUNTI TRAMITE LE AGENZIE DI SOMMINISTRAZIONE DEL LAVORO. E QUI MI FERMO...

    SONO STATO IN VIA RAMAZZINI E AL CENTRO OPERATIVO OVVERO ALL'AUTOPARCO C.R.I. ROMANO. HO CONOSCIUTO QUALCHE VDS CRI, QUALCHE EX VDS CRI, DIVERSI DIPENDENTI PRECARI CON LE LORO STORIE, LE LORO ANSIE, LE LORO PREOCCUPAZIONI PER IL FUTURO.

    SONO SICURO CHE FRANCESCO ROCCA TROVERA' UNA SOLUZIONE PER I LORO PROBLEMI.

    PER LO MENO... ME LO AUGURO...
    (FOTO: ENZO CUMPOSTU)


    (FOTO: ENZO CUMPOSTU)

    (FOTO DI ENZO CUMPOSTU)




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    2 maggio 2012

    LE PICCOLE ROSE DEL GIARDINO CHIAMATO AFGHANISTAN

     

    Francesco M. è un medico: per l’esattezza un Ufficiale Medico del Corpo Sanitario dell’Esercito, lavora abitualmente in quella che è la più grande ed importante struttura sanitaria militare, ovvero il Policlinico Celio a Roma.
    E ieri, pubblicando nella sua bacheca di Facebook la fotografia di queste bimbe del Gulistan, in Afghanistan, ci ha spiazzati e lasciati senza parole tutti, dal primo all’ultimo.

    Francesco dice che Gulistan significa “ Rose del Giardino”; quelle rose che dovremo curare con devozione anche quando il Presidente degli Usa sancirà definitivamente l’exit strategy delle truppe impegnate in ambito ISAF: non me la sentirei mai di lasciarli e lasciarle sole.

     
    La sua bacheca di Facebook è ricca di immagini che colgono nel segno, che non necessitano spesso di parole, che fanno lacrimare qualcuna…

    Come quella istantanea del bambino che arriva, viene curato e va via tra le bracvia del padre nell’ospedale gestito dalla Sanità Militare, giunto urlando di dolore e con ustioni di secondo e terzo grado: no, non pensate sempre a bombe, mine antiuomo o anticarro, potenti IED o granate di RPG-7 fatte saltare accidentalmente, missili razzi o drone che erroneamente colpiscono innocenti senza un perché: ma semplicemente perché il bimbo si è bruciato mentre la mamma era intenta nel preparare il pranzo, cadendo sul fuoco, sui bracieri ardenti.

    Scene di guerra e disperazione miste a drammi di incidenti “domestici” in una società con modi di vivere che ricordano per molti versi il Medio Evo europeo.
     
    Ieri era 1 Maggio: ed è a lavoratori e lavoratrici, professionisti in servizio permanente o a ferma prefissata come lui, indipendentemente dall’essere sanitari o meno, impegnati nella terra dell’oppio e dei sporchi traffici, dei diritti negati misti a fanatismi religiosi ed ignoranza, a renderci, che dovrebbe essere principalmente dedicata la giornata, a parte i concerti in piazza e le performances da palcoscenico dei sindacalisti nazionali.
     
    Ed è in questa terra che - se potessi farlo ma ahimé non è possibile - andrei senza batter ciglio, per dare il mio insignificante contributo, come uomo di Croce Rossa, cambiando e allargando la mia mente anche grazie alla donna di C.R.I. che amo: lei non la pensa allo stesso modo ma nonostante questo mio personale dramma e dolore sentimentale che vivo sulla mia pelle riuscirò mai a ringraziarla abbastanza per avermi “attratto” anche verso altri settori e attività di Croce Rossa Italiana non propriamente di urgenza ed emergenza nazionale sanitaria 118 che pur difendo e difenderò sempre e a spada tratta.
     
    Se un giorno le truppe ISAF andranno via dall'Afghanistan… Non lasciamoli soli!!!
     
     




    permalink | inviato da enzocumpostu il 2/5/2012 alle 22:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    27 aprile 2012

    27 APRILE 2006: PARTENDO DA "CAMP MITTICA" AD AL NASIRYYA

    Camp Mittica, 27 Aprile 2006:

    quando pronunciamo il nome della città irachena di Al Nasiriyya, il ricordo drammatico per la strage del 13 Novembre 2003 è ancora impresso nella nostra memoria: di tutti noi Italiani per le diciannove vittime, di tutti noi Sardi quando ricordiamo il Maresciallo dell'Esercito Italiano Silvio Olla .
    Ma sei anni fa  un altro attentato che fece non meno impressione merita d'essere ricordato: oggi l'utilizzo dei VM 90 è solo un ricordo, in una certa maniera l'utilizzo dei VTLM "Lince" della Iveco DVD ( Divisione Veicoli Difesa ) ha decrementatoil numero delle possibilità di lasciarci le penne per via degli EOD posizonati dai criminali taliban.

    Però annegano guadando un fiume...

    Meritano il nostro ricordo:


    Nicola Ciardelli, Capitano dell'Esercito, paracadutista della Brigata Folgore  - 173º Corso Accademia Militare di Modena denominato "Valore"
     
    Carlo De Trizio, maresciallo aiutante dei carabinieri

    Enrico Frassanito, maresciallo aiutante dei carabinieri
     
     
     
     
    Bodgan Hancu, caporale della polizia militare rumena


     
    Franco Lattanzio, maresciallo aiutante dei carabinieri




    permalink | inviato da enzocumpostu il 27/4/2012 alle 13:37 | Versione per la stampa

    19 aprile 2012

    ADESSO BASTA: LIBERATELA! ACTION, NOW! YOU MUST FREE ROSSELLA URRU THE YOUNG ITALIAN COOPERANT IN THE HANDS OF THE TERRORIST (OR RAIDERS...) ABOUT SIX MONTHS, KIDNAPPED IN THE RABOUNI SAHARAWI REFUGEE CAMP AND WE THINK NOW IN MALI...




    permalink | inviato da enzocumpostu il 19/4/2012 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    5 aprile 2012

    MAIORA VIRIBUS AUDERE: DOPO IL 151° DELLA "MONFENERA" E IL 5° GENIO GUASTATORI DELLA "BECHI LUSERNA" RIENTRANO A TEULADA I BERSAGLIERI DEL TERZO REGGIMENTO DAL PRT DI HERAT: TASSELLI DI SICUREZZA E CIVILITA' PER LA POPOLAZIONE AFGHANA

     

     
    ( La bandiera di guerra portata dall'alfiere seguito dal gruppo bandiera del 3° Reggimento Bersaglieri di Capo Teulada e con alla testa il suo Colonnello Comandante è arrivata stamane prima dell'alba al'aeroporto di Cagliari Elmas - Fonte immagine: www.esercito.difesa.it )
     
    La bandiera di guerra è atterrata nelle priime ore del mattino in Sardegna: e il 3° Reggimento Bersaglieri di stanza a Capo Teulada torna a casa dopo il suo semestre di attività presso il Provincial Reconstruction Team di Herat: durante questi centottanta giorni i fanti piumati appartenenti all'unità del nostrro Esercito tra le più decorate non ha svolto solo attività in seno alla sicurezza e all'addestramento rituale dell'Afghan National Army e delle forze di polizia ma ha contribuito anche a portare a termine tutta una serie di iniziative utili anche e soprattutto per la popolazione civile quali attività volte al miglioramento dei livelli di istruzione, realizzazione di scuole, strutture sanitarie, impianti idrici per l'uso domestico, impianti fognari realizzati evidentemente per migliorare le precarie condizioni igieniche, impianti di irrigazione nel territrorio di Herat per applicazioni e le necessità agricole.

    Dispiace sapere che ci sono anche nella mia città numerose persone - uomini e donne e soprattutto di una certa levatura culturale - contrarie alla realizzazione della nuova caserma a Prato Sardo. Ricordo che fecero un casino del diavolo (alcuni per un ideale apertamente manifestato e che rispetto pur non condividendolo e altri nonché altre molto velatamente e quasi di nascosto per ragione molto meno nobili di politiche convinzioni...)  
     
    3° reggimento bersaglieri  clicca per conoscere storia, organizzazione etc... del Reparto

    (da
    www.esercito.difesa.it )
  •   

  •  
    Ma ora diamo un'occhiata dalla finestra di tutte le operaziopni militari tutt'ora attive nel mondo dove partecipano le nostre Forze Armate:
     
     
     
     
     




    permalink | inviato da enzocumpostu il 5/4/2012 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    20 marzo 2012

    150 GIORNI IN MANO AI TERRORISTI: DOVETE IMMEDIATAMENTE LIBERARE ROSSELLA URRU DALLE LORO GRINFIE - - - ONE HUNDRED AND FIFTY DAYS ROSSELLA URRU IS IN THE HANDS OF TERRORIST... YOU MUST TO FREE IMMEDIATELY!




    permalink | inviato da enzocumpostu il 20/3/2012 alle 13:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    16 marzo 2012

    A "ORIENTASARDEGNA" LE FORZE ARMATE SI SONO DIMOSTRATE UNA IMPORTANTE RISORSA PER IL FUTURO DEI GIOVANI ANCHE NELLA NOSTRA ISOLA ( LA QUALE VANTA PERCENTUALI ELEVATE DI ARRUOLAMENTI NELLE QUATTRO FF.AA.)

    Vi segnalo a tal proposito, l'articolo apparso sul sito del Ministero della Difesa:
    sociologiamente parlando "Nihil novi sub sole" ma l'evento ha avuto la funzione di grande polo di attrazione per i giovanissimi ed i giovani sardi; con la speranza che la motivazione primaria che spinge e spingerà all'arruolamento dei futuri volontari a ferma breve e prefissata, sergenti, marescialli ed ufficiali sia motivata più dalla passione e dalle motivazioni piuttosto che dalla componente economica che è sì indispensabile per poter programmare un futuro ma...

    Esercito, Carabinieri, Marina ed Aeronautica non sono solo questo, evidentemente.

    ORIENTASARDEGNA: BILANCIO POSITIVO 

    www.orientasardegna.it




    permalink | inviato da enzocumpostu il 16/3/2012 alle 12:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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    febbraio