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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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30 marzo 2017

LE SCATOLE CINESI INVESTIGATIVE: ORGOSOLO, LA DROGA, LA SARDEGNA, LA MALAVITA DEL NORD E LA 'NDRANGHETA E IL COINVOLGIMENTO NELLE INDAGINI DEI CARABINIERI DI MILITARI E PERSONALE CIVILE DELL'ESERCITO A PADOVA

Laddove si parla di armi, in un contesto militare, sia riguardo la loro custodia, minuto mantenimento, manutenzione ordinaria e straordinaria, riparazioni nei diversi gradi (dal primo fino al quarto) uno dei problemi che ci si deve porre è quello della sicurezza dei locali luogo di immagazzinamento e sale ove avvengono le varie fasi delle riparazioni  ma sopratutto della affidabilità delle persone che rivestono determinati incarichi di responsabilità tecnica e amministrativa nello stesso tempo.

 

Poi si pone il problema delle competenze circa la rottamazione delle armi spontaneamente versate alle autorità di P.S. dai cittadini (esempio le vedove o gli eredi) le armi confiscate e sequestrate ergo costituenti corpi di reato e depositate presso uffici giudiziari italiani. E la distruzione delle ex-ordinanze.

Facciamo un veloce riepilogo cronologico delle durata di circa quarant’anni: fino al 1981 per la riparazione di guasti e difetti importanti delle armi leggere (oltre a una parte delle artiglierie) di reparti ed Enti militari dell’Esercito,compresa l’Arma dei Carabinieri, tutto passava attraverso le Direzioni e Sezioni di Artiglieria presenti nel territorio nazionale: un numero che oscillava tra le12-14 infrastrutture militari e distribuite tra nord-ovest, nord-est, centro,sud e isole.   

 

Diciamo subito che la figura apicale e che fungeva da “dominus”di questo particolare e delicatissimo tipo di attività era quella del sottufficiale Capo Armaiolo: solitamente da Maresciallo Maggiore in su, mai un ufficiale e al quale, in realtà grosse come nella penisola, afferivano anche altri sottufficiali, quasi sempre (ma non solo) con la qualifica di specializzazione di Armaiolo dell’Esercito, coadiuvati anche da operai (generici e specializzati) che a suo tempo avevano anch’essi frequentato il corso di armaiolo presso la Fabbrica d’Armi di Terni.

 

A partire dal 1 Gennaio 1982 lo Stato Maggiore dell’Esercito,con il “Piano 80”, impose la scissione delle competenze creando nuove sigle e nuove realtà tecnico-logistiche e amministrative: le Sezioni e Direzioni di Artiglieria e del Genio cambiarono denominazione e compiti, così come le Officine Riparazioni Meccaniche dell’Esercito ORME; le Sezioni e Direzioni di Artiglieria divennero Reparti Rifornimenti (REPARIFO) intesi questi ultimi relativamente ad un concetto intararma; la parte tecnica relativa alla riparazione non solo delle armi leggere e pesanti ma di TUTTA la tipologia di mezzi e attrezzature dell’Esercito (e non soltanto automezzi e mezzi corazzati) passò alle nuove O.R.E. ex ORME, acronimo che stava per Officina Riparazioni Esercito: infatti dal 1 gennaio del 1982 il mio genitore, uno dei tanti Capo Armaiolo, passò alle dipendenze di Cagliari, pur restando in servizio a Nuoro come Sezione Staccata Riparazione Armi.

 

Successivamente si passò dai REPARIFO ai CERIMANT, attualmente operativi ed attivi, ovvero Centro di Rifornimento e Mantenimento, anche questi in numero tale da coprire il territorio italiano nei suoi Comandi di Regione Militare prima e di FOD poi.

 

In contesti geografici più piccoli i CERIMANT vennero declassati a SERIMANT, Sezione Rifornimenti e Mantenimento vedasi Cagliari.

 

Affrontiamo ora il problema dei compiti affidati dal Ministero dell’Interno alla Difesa relativamente alla presa in carico e successiva distruzione delle armi non più utili quali corpo di reato ergo da distruggere e armi sequestrate a privati cittadini o in operazioni di polizia giudiziaria: il legislatore individuò nell’Esercito l’unico soggetto che poteva provvedere alla distruzione e successiva alienazione dei rottami e – prima ancora – alla custodia in locali sottoposti a vigilanza armata di alto livello.

 

Si potrebbe proporre che invece se ne occupino direttamente le Questure? Impensabile.

Lasciamo le cose come stanno e torniamo indietro nel tempo quando ricordo nella caserma di Viale Sardegna a Nuoro all’ingresso ed all’uscita degli operai era sempre presente e vigile un Appuntato dei Carabinieri con funzioni di Polizia Militare. E faceva saltuariamente anche delle perquisizioni sugli effetti personali.

 

Consegnatari e Capi Officina devono avere i massimi livelli di Nulla Osta di Sicurezza, essere persone affidabilissime e non malleabili da criminali comuni e organizzazioni criminali locali o nazionali. 

 

Quando ho letto a mio padre gli articoli relativi alle indagini partite anche grazie ai Carabinieri di Nuoro, fece una faccia tra il sorpreso e lo schifato: cose che ai suoi tempi erano assolutamente impensabili.

Sì, i Nuclei di Polizia Militare per monitorare internamente sono necessari.










permalink | inviato da enzocumpostu il 30/3/2017 alle 12:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 gennaio 2016

SUL PROBLEMA DELLE ARMI DA FUOCO NEGLI STATI UNITI - ABOUT THE SMALL ARMS SALES PROBLEMS IN THE USA (OBAMA VS TRUMP)

Posso capire lo spessore del tema del momento negli Stati Uniti ovvero la regolamentazione della vendita delle armi da fuoco fortemente voluta da Obama e per certi versi necessaria relativamente al rilascio di licenze di detenzione e porto, posso inoltre comprendere quale peso politico e rilevanza nell'imminenza di appuntamenti elettorali per la Casa Bianca abbia l'argomento ma trovo ridicolo, eccessivamente banale e per nulla ricco di informazioni sulle rispettive posizioni, tra i si ed i no, nello spiegare all'elettorato repubblicano e democratico statunitense le proprie ragioni. Le armi da fuoco, negli Stati Uniti, vanno censite e le loro matricole, comprensive di marca, modello e calibro, nonché legittimo proprietario, inserite in una rete informatica statunitense che permetta una immediata ricerca in caso di necessità, vanno inoltre studiati i modi per evitare l'acquisto di armi in nome e per conto di altri e soprattutto escludere a priori l vendita e la possibilità di detenzione e porto da parte di soggetti ritenuti pericolosi socialmente a seguito di specifici precedenti penale ergo legati a particolari reati penali ovvero delitti contro la persona ed il patrimonio e appurando le condizioni di salute mentale del potenziale acquirente nonché detentore dell'arma che eventualmente potrà portare con sé.



 

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 5/1/2016 alle 8:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

14 novembre 2015

NON E' UNA ANALISI D'INTELLIGENCE MA UN LIBERO PENSIERO DI UN COMUNE CITTADINO

Dopo Charlie Hebdo ela risposta rapida e secca, in termini operativi, da parte degli investigatorie dell’ intelligence francese che portò alla neutralizzazione dei commandoterroristici resisi responsabili della tristemente nota carneficina a Parigi e dintorni,quanto si temeva fosse imminente in occidente – ed è stata nuovamente la voltadi Parigi – si è puntualmente verificato: purtroppo le realtà ha superato legià temute previsioni e la contemporanea attivazione dei gruppi di fuocoestemporanei, parallelamente ad azioni di kamikaze imbottiti di esplosivo ebombe rudimentali hanno dato l’idea di una vera e propria dichiarazione diguerra nei confronti della Francia di Hollande e di riflesso di tutta lacoalizione che ha combattuto e combatte tutt’ora contro l’impero delterrorismo, del trafffico internazionale di esseri umani, di sistemi d’arma edi droghe.

 

A chi sta dietrol’ISIS, Al Qaeda, Al Nusra, Boko Haram e diverse altre sigle mortali, esserscesi sul piede di guerra contro Saddam Hussein prima, Muammad El Gheddafi eBashir Assad poi non è affatto andata giù. Troppi interessi sono statiintaccati e troppi rapporti di (sporchi) affari ostacolati e repressi.

La risposta che si intravede da reazioni e commenti della gente sul web maanche di autorevoli personaggi politici e istituzionali internazionaliporterebbero a presagire venti di guerra o – come minimo – una rappresaglia,magari con incursioni aeree e airstrike dell’Armée de l’Air d’imprevedibilecapacità chirurgico-risolutiva.

 

Ma dobbiamo andarcicauti e essere consapevoli delle differenze: perché ce ne passa tra ilcombattere militarmente (in maniera ortodossa e non) contro stati sovrani oalleanze di stati sovrani rispetto ai brandterroristico-fanatistico-fandamentalisti e psichiatrici dal Maghreb passandoper il Medio Oriente e arrivando all’Asia Minore è enorme.

 

Il nemico, inteso inbase alla descrizione data dal dizionario Treccani quale “…appartenenti allo stato, all’esercito, alle formazioni militari con cuisi è in stato di guerra…” in quantotale poteva essere identificato e localizzato nella prima e seconda guerra delGolfo (seppur qui fu l’esordio della compartecipazione di formazioni e brandestrenee alla specifica territorialità ma presenti solo per rompere le pallealla NATO) compare, nel caso delle organizzazioni terroristiche pro Califfato echi dietro a esso come una frammentazione di bande irregolari di variaquantificazione numerica distribuite a macchia di leopardo secondo regole nonpropriamente o prettamente militari quanto di guerriglia e banda armata didelinquenti poiché in definitiva questo sono, nulla più.

Gli Allah Akbar fighters, senza scordare i “Foreign Fighters”, siano essidall’altra sponda del Mediterraneo sia tra le cellule dormienti europee(micatanto da quanto avvenuto ieri sera…) si possono contrastare e sconfiggere indue modi: il primo è quello militare, esercitato dalle task force interforze distati sovrani facenti parte di una coalizione la quale geopoliticamente egeostrategicamente si sente in pericolo a causa delle finalità e degliobiettivi perseguiti dalle azioni, a sorpresa e di elevata efferatezza edefficacia, parallelamente al quale – pensiero condiviso da numerose persone inItalia – deve seguire una immediata risposta in loco nelle nazioni che liospitano, geograficamente, logisticamente e operativamente, attraversooperazioni di investigazione nazionale e internazionale nel continenteafricano, nel Maghreb, nel Medio Oriente e in Asia Minore volte allaidentificazione, arresto e, quale estrema ratio, neutralizzazione definitiva ditutti quegli elementi e organizzatori (nonché fiancheggiatori) ed eventualmentecapi formazioni o gruppi ad altissima pericolosità.

 

Lesingole azioni militari, inoltre, avrebbero un modus operandi che ricordano consorprendente somiglianza i blitz e i raid delle IDF ovvero Israeli DefenceForces in Palestina e in Libano in passato e a Gaza contro hezbollah in tempimolto più vicini: identificazione di personaggi a bordo di auto o altroveicolo, identificazione gruppo terroristico in fase di preparazione attentatio addestramento attraverso l’individuazione consentita grazie all’attivitàHUMINT e SIGINT, all’utilizzo degli spy-drone, satelliti, ricognizioni di aereio elicotteri e scelta del più appropriato mezzo (sistema d’arma) per procederealla neutralizzazione.

 

Daquesta parte del Mediterraneo invece, oltre i nostri confini nazionali masoprattutto qui in Italia a mio avviso e non solo secondo quello che è il mioparere si renderà necessario:

 

-         Effettuare una attenta schedatura di tutti i cittadini stranieriresidenti in Italia compresi quelli con permesso di soggiorno;
- Sospendere immediatamente a partire da subito qualsiasi iniziativa voltaall’accoglienza di immigrati, lasciando spazio solo ed esclusivamente ai rifugiatisecondo quanto previsto dalle normative vigenti in questa materia e seguendoscrupolosamente le direttive UNHCR;
- Rimpatriare tra i cittadini stranieri tutti coloro i quali risultano essercianomalie o incertezze relative al loro passato giudiziario, politico,appartenenza a formazioni paramilitari o sospettati di essersi macchiati digravi reati contro la persone o essere coinvolti in attentati o stragi ocrimini di guerra;
- rinforzare il controllo del territorio soprattutto finalizzandolo allaricerca di eventuali arsenali di armi pre-esistenti, alla lotta delnarcotraffico via gommato e via vettori marittimi nonché aerei e concatenandoeventuali azioni militari all’estero ritenuti luoghi di partenza da parte discafisti o navi mercantili in mano agli human traffickers unitamente allaricerca in loco di cellule appartenenti alle tristemente note organizzazioni.

 

E’ comunque importante che l’Islam moderato prenda immediatamente leproprie contromisure nei confronti di ISIS & Co. Visto che tutti gli StatiArabi per ragioni di relazioni e scambi internazionali, turistiche ergo economiche, militari ergo di sicurezza edifesa interna hanno tutto da guadagnare nella coesione alla lotta delterrorismo.

 

Riguardo ai rischi a breve termine relativamente a quelli che sono gliobbiettivi sensibili in Patria, personalmente sono del parere che abbiamo unaottima Direzione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali della Poliziadi Stato in tutte le nostre Questure e Commissariati di P.S. nonché un eccellenteRaggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, così come eccellenti sonotutti gli altri uomini e donne della Polizia, dell’Arma e del Corpo dellaGuardia di Finanza con specificità investigative ad ampio spettro.  

 


(il terrore e il disorientamento negfli occhi di questa ragazza francese Photo: s3,freebeacon.com))




permalink | inviato da enzocumpostu il 14/11/2015 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 aprile 2015

IMMIGRATION AND BOAT PEOPLE: WE FIND A GOOD SOLUTION, BE CAUSE WE - THEY NEED (ABSOLUTELY) OF A GOOD SOLUTION

WE FIND A GOOD SOLUTION...
 
 With the arrival of spring and better weather conditions and the prevalence of high pressure in the Mediterranean, the extraordinarily excessive flows of immigrants fleeing from Africa and the Middle East, from the lands torn apart by civil war and genocide barbarians going up arriving persecution for Christians such as Nigeria, Kenya and other countries of the African continent and that pour in Italy, for the happiness and joy of the professionals of suffering and of the proponents of the humanitarian business can be avoided.
 
Just as Israel was the promised land for Jews on several occasions, in several waves over time and up to the fateful 1948 with the declaration of the State of Israel, I think it is possible, indeed extremely priority, seek solutions to the geopolitical and geostrategic same time relative to the identification of areas in Africa and the border between the Middle East and Asia and Europe which can accommodate the millions of immigrants that are estimated to have the potential to invade mainly Europe and mainly - coincidentally - our nation, Italy.
 
it is in this direction that the United Nations should guide their work of international policy aimed at protecting these people without a goal.
 
Why not try?
 
I apologize for my post written by me in English translated with Google Translate.
 
 
Con l'arrivo della primavera e il miglioramento delle condizioni meteorologiche e la prevalenza di alte pressioni nel Mediterraneo, i flussi straordinariamente eccessivi di immigrati in fuga dall'Africa e dal Medio Oriente, dalle terre dilaniate da guerre civili e genocidi barbari in corso, fino ad arrivare alle persecuzioni per i cristiani come per esempio in Nigeria, in Kenia e in altre nazioni del continente africano e che si riversano in Italia, per la felicità e la gioia dei professionisti della sofferenza e dei fautori del business umanitario può essere evitato.
 
Così come Israele è stata la terra promessa per gli ebrei a più riprese, a più ondate nel corso del tempo e fino ad arrivare al fatidico 1948 con la dichiarazione dello Stato di Israele ritengo sia possibile, anzi estremamente prioritario, ricercare delle soluzioni geopolitiche e allo stesso tempo geostrategiche relativamente alla individuazione di aree nel continente africano e al confine tra il Medio Oriente e l'Asia e l'Europa le quali possano accogliere i milioni di cittadini immigrati che si stima possano potenzialmente invadere prevalentemente l'Europa e principalmente - guarda caso - la nostra nazione, l'Italia.
 
E' in questa direzione che le Nazioni Unite dovrebbero orientare la loro opera di politica internazionale volta a tutelare queste genti senza una meta.
 
Perché non provare?
 
Chiedo scusa per il mio post scritto in inglese da me tradotto con Google Translate




permalink | inviato da enzocumpostu il 15/4/2015 alle 13:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 gennaio 2015

MOSCHEE, TAGLIAGOLE E SETTE SATANICHE

L'inaspettata reazione da parte del terrorismo islamico emergente in Europa, reduce da una attività di "tirocinio formativo" negli anni tra Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, striscia di Gaza e infine Siria ha posto  in evidenza i diversi tallone d'Achille relativi alla sicurezza interna da parte dei paesi aderenti all'Unione Europea ma se mi permettete allargherei l'area ai paesi del trattato di Schengen anche non UE.

Autori delle mattanze di Charlie Hebdo, dell'assassinio della agente di polizia municipale e della presa  in ostaggio nel supermercato neutralizzati seppur la caccia ai loro complici finora abbia dato scarsi risultati.

La Francia da anni attiva in questi casi VIGIPIRATE (digitatelo sui motori di ricerca anche su www.google.fr e scoprirete di che cosa si tratta) e punta molto sulla prevenzione e la sicurezza all' interno del proprio territorio nazionale, in primis.

Visto con i miei occhi a Strasbourg nel dicembre 2013, tensione alle stelle, polizia ferroviaria armata e pronta ad agire, soldati che passeggiano a la Gare Centrale imbracciando il fucile d'assalto FAMAS lungo i binari, pattugliandoli e scrutando chiunque.

Evidentemente non è bastato: non è bastato perché la Francia sta pagando, con gli interessi,il prezzo della c.d. "Dottrina Mitterand", ovvero l'accoglienza e l'asilo a cani e porci del marasma e lerciume terroristico internazionale, i quali una volta a Parigi non potevano più correre nessun rischio relativamente a mandati d'arresto.

I terroristi sono francesi, europei: quei cinquemila fighters dei quali parla l'Europol, pronti a intraprendere azioni di fuoco o creare forse commando suicidi organizzati nei loro gruppi tra cellule dormienti ed attivisti e propagandisti, seppur non con troppo ruore per non dare nell'occhio.

Armi acquisite in Belgio, dicono, come il fucile mitragliatore AKS-74 U presente nel filmato postumo del terrosita Coulibaly, forse lo stesso tipo di fucile d'assalto ( in versione short con calciolo ribaltabile e canna accorciata) che è stato trovato dal Team Six dei Navy Seal nel covo quartier generale di Usama Bin Laden, arma molto diffusa tra le truppe russe quale armamento individuale per le truppe corazzate, presente inoltre dentro i veicoli blindati e a bordo dei grossi elicotteri d'assalto e da trasporto.

un problema che riguarda tutti paesi che ospitano cittadini stranieri ed islamici che hanno fatto il c.d. "salto di qualità".

E dovranno essere gli ambiti operativi, sociali ed economici  nei quali essi si muovono a dover essere finissimamente monitorati e non soltanto dalle forze dell'ordine e da intelligence civile ma anche militare.

Ma che questa emergenza non sia mai una scusa o un pretesto per cercare di mettere in secondo piano ed in penombra le altre problematiche che sono relative alla attività svolta quotidianamente dagli organi di polizia giudiziaria e dalla magistratura.

La mafia resta resta un pericolo per la società e per il corretto e giusto funzionamento di uno Stato di diritto, sovrano.

La camorra, la 'ndrangheta e la Sacra Corona Unita pure, le altre organizzazioni delinquenziali italiane e straniere che operano da noi come sopra.

La droga, le persone scomparse, i grandi reati partimoniali e finanziari commessi da personcine giacca e cravatta, Jaguar o Porsche o Ferrari ma senza alcun scrupolo.

Resta un grande problema il fenomeno delle sette sataniche, di quelle religiose e presunte tali, delle psico-sette come "Onde Delta" che agiva anche a Nuoro e che è stata scoperta e sgominata dagli uomini della Squadra Mobile di Nuoro  in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Squadra Anti Setta della Polizia di Stato venendo appositamente da Roma.

Squadra Anti Setta che visto la crescita del fenomeno e il giro d'affari che ruota attorno a questo mondo ma sopratutto al fatto che spesso e volentieri le persone vulnerabilissime potrebbero essere a rischio della loro e altrui incolumità fisica dovrebbe essere presente in ogni Questura della Repubblica, magari  unica e che ne raggruppa due se si tratta di province piccole, come per esempio Nuoro ed Oristano.

A proposito: che ne dite se si rivedesse il reato previsto dall' articolo 603 del codice penale e riconsiderare sia il reato di plagio sia quello di plagio psicologico?     




permalink | inviato da enzocumpostu il 15/1/2015 alle 11:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 novembre 2014

DIGNITA' DELLA PERSONA E DIGNITA' NAZIONALI POTREBBERO CAMMINARE PARALLELAMENTE

Assolutamente favorevole a buona parte del discorso effettuato dal Santo Padre al Parlamento Europeo se da mettere in relazione alla responsabilità e al carico sul groppone che dovranno necessariamente assumersi anche altri paesi dell’Unione Europea dapprima con il trattato di Roma e a seguire con linee ben definite da quel 7 febbraio 1992 di Maastricht in poi.
Mi preme sottolineare che la parola accoglienza è in questi casi sinonimo di emergenza, di fuga, di ricerca esasperata del ripristino di condizioni pacifiche di vita interne e nei rapporti con i paesi confinanti e i vari “califfati” stay-behind dietro i quali non è chiaro ai più chi tira esattamente i fili.

 

Mi aspettavo, dal Santo Padre, un discorso incentrato soprattutto nel rispetto sì dell’ecologia ma di quella del continente africano, dove si dovrebbe cercare di migliorare, con la tecnica, la scienza e l’intelletto nonché l’umanità, le condizioni ideali di vita: mi aspettavo di sentire parole, incoraggiamenti in questo senso, sprone anche di questo verso quelle nazionalità rappresentate da decenni nell’emiciclo avente sede in Strasburgo, città  della suggestiva Alsazia che personalmente adoro.

Si dovrebbero educare i migranti a una immigrazione regolare, ad abbandonare certi modus operandi diventati consuetudine, modus operandi che devono e possono essere fermati soltanto – purtroppo credo che le mie parole non possano essere smentite – attraverso misure di intervento militare .
Quella consuetudine che per alcuni “così è e tale deve restare”: e invece no.

 

Mi preme soffermarmi su uno dei passi dell’intervento fatto in questa sede da Papa Bergoglio:
“…Promuovere la dignità della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non può essere privata ad arbitrio di alcuno e tanto meno a beneficio di interessi economici…”;

e, ancora:

È il grande equivoco che avviene «quando prevale l'assolutizzazione della tecnica»[6], che finisce per realizzare «una confusione fra fini e mezzi»  e, in ultimo, la frase di monito e da mezza scomunica:”… L'assenza di un sostegno reciproco all'interno dell'Unione Europea rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignità umana degli immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali…” E fin qui ci siamo al novanta per cento.

 

 

Se Papa Francesco avesse avuto modo di leggere – ma non credo proprio che lo farà – gli direi che se di interessi economici non so se si tratta, ma so per certo che se l’Occidente e di riflesso anche l’Europa “invecchiata e compressa” potessero recepire il suo messaggio indubbiamente si attiverebbero affinché in molti stati le condizioni di vita possano cambiare in progetti seri di cooperazione costruttiva, un “resurgo” africano e non di molte aree depresse e molti stati martoriati; ci rendiamo conto, evidentemente, dell’impossibilità di applicare la regola a tutto l’universo che genere migranti.

Migranti che però devono cessare di utilizzare le modalità da clandestini per poter accedere ai paesi laddove essi mirano.

L’Italia è solo il primo approdo ma non penso proprio sia il  loro sogno o ultima meta.

 

Credo proprio che il Pontefice farà ben altro piuttosto che leggere il mio blog o il mio stato di Facebook ma nell’auspicare che si orienti fruttuosamente il rapporto tra UE e la Commissione delle Conferenze Episcopali Europee spero che egli non dimentichi che una delle chiavi resta proprio la cooperazione, lo sviluppo e gli aiuti sostanziali in questi Paesi; interventi che necessitano di movimentazioni  dinamiche economiche e tecniche ma non assolutizzanti perché è sempre l’uomo che le governa, con diligenza: o per lo meno si spera.

 

1.      Visita al Parlamento Europeo (Strasburgo, 25 novembre 2014)

 




 

 

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 26/11/2014 alle 15:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 agosto 2014

I PROGETTI DI COOPERAZIONE NON SI IMPROVVISANO MAI (PER QUANTO NOBILI SIANO I FINI PERSEGUITI)

Greta e Vanessa sono due poco più che bambine che a soli venti e ventuno anni hanno parecchia intraprendenza e voglia di fare nelle attività di cooperazione seppur in aree a forte rischoo: ed è proprio la Siria la terra che hanno scelto quale luogo di realizzazione del loro progetto: laddove tutto incomincia con un viaggio nello scorso mese di marzo delle ragazze accompagnate da Roberto socio dell'IPSIA.

Atterrano in Turchia e da qui proseguono, accompagnati da una guida di nazionalità siriana,verso delle zone rurali a sud ovest di Aleppo.
Città martoriata dalle bombe e dalla guerra tra i militari di Bashir Assad e le milizie filoislamiche vicinissime a Al Qaeda.
Dopo alcuni mesi, precisamente a fine luglio, tornano in zona determinate di porre in essere i loro intenti, i contenuti del loro programma dopo che dalle precedenti indagini in zona e interviste alla popolazione era emersa la prioritaria necessità di ottimizzare le strutture e attrezzature dedicate alle attività di pronto soccorso e di medicina di urgenza ed emergenza.

Necessitavano di formazione a tutta la popolazione relativamente alle misure di primo soccorso, alle manovre più importanti. 

Tra l'altro una delle due ragazze è Volontaria CRI.

Dicono che fossero particolarmente protette e sotto scorta. Talmente tanto che hanno permesso che non meglio precisate milizie potessero irrompere nella loro abitazione e portarle via con estrema facilità. 

Ritengo che progetti come questi, per giunta operati in zona di guerra, dovrebbero essere preventivamente autorizzati dal Ministero degli Affari Esteri, sentito il parere del Dipartimento Informazioni e Sicurezza e nello specifico dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esteri che dopo aver esaminato nei più piccoli dettagli i progetti dovrà approvare o far pollice verso.

Regolamentiamo immediatamente queste missioni e cooperazioni improvvisate prevedendo per i contravventori sanzioni penali.

E concludo che mentre nel caso di Rossella Urru qualche margine di successo, nel caso si fosse (anzi si doveva) optato per un intervento di reparti speciali delle Forze Operative Speciali o Reparti Speciali dei Servizi di Informazione e Sicurezza Esteri, ci poteva anche essere in questo specifico caso, visto lo scenario operativo di riferimento, sarebbero azioni votate val suicidio. 

Aspettiamo le mosse della Farnesina. 
Ma soprattutto di Palazzo Chigi.




permalink | inviato da enzocumpostu il 7/8/2014 alle 12:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 marzo 2014

LOTTA AL NARCOTRAFFICO AI RAGGI X...

DALLA BACHECA DI FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU, LUNEDI' 17 MARZO 2014:

NELLA SCALA DELLE PRIORITA' RELATIVAMENTE AL PROBLEMA DI RILEVANZA MONDIALE CHE E' RAPPRESENTATO DAL CONSUMO DI DROGHE SE LA PRIMO POSTO VI E' QUELLO DELLA DISTRUZIONE DELLE INFINITE COLTIVAZIONI DI COCA NEL SUD AMERICA E DI OPPIO, DALLA QUALE COM'E' NOTO SI RICAVA L'EROINA, SOPRATUTTO IN ORIENTE ( CASUALMENTE ANCHE IN AFGHANISTAN ) AL SECONDO V'E' QUELLO DELLA LOTTA AL NARCOTRAFFICO, PRIMA CATENA DELLA DISTRIBUZIONE DELLE SOSTANZE STUPEFACENTI NEL MERCATO MONDIALE.

E IL NORD AFRICA RAPPRESENTA UN PUNTO NEVRALGICO DI PASSAGGI ED ARRIVI, MA ANCHE PARTENZE VERSO L'ATLANTICO E VERSO GLI STATI UNITI.

IL MAROCCO, IN PARTICOLARE, HA SEMPRE RIVESTITO UNA PARTICOLARE ATTENZIONE DA PARTE DELLE POLIZIE DI MEZZO MONDO: HO RAGIONE DI CREDERE CHE IN QUESTE ZONE LA CORRUTIBILITA' POSSA ESSERE PARTICOLARMENTE ELEVATA, NONOSTANTE L'IMPIEGO DI SOFISTICATE ATTREZZATURE COME IL PARTICOLARE MACCHINARIO A RAGGI X CHE SE NON RICORDO MALE DOVREBBE AVERE ANCHE LA POLIZIA DI STATO. RICORDO CHE DURANTE IL PERIODO NEL QUALE ERA TITOLARE DEL DICASTERO DELL'INTERNO BEPPE PISANU VENNERO FATTE DELLE CONFERENZE STAMPA RELATIVAMENTE A QUESTO PARTICOLARE STRUMENTO, CAPACE DI VERIFICARE NEI POSTI DI BLOCCO O NEI TERMINAL DI GRANDI PORTI IL CARICO DI AUTOCARRI E T.I.R.... 
DOMANDA BANALISSIMA: MA DA NOI... LI STANNO UTILIZZANDO?
IL MAROCCO PRESUMO CHE COMUNQUE SIA NELLA TOP TEN DEI PAESI DEL MEDITERRANEO SUI QUALI INCENTRARE LE ATTENZIONI E GLI INTERESSI, DI NATURA INVESTIGATIVA E INFORMATIVA DA PARTE DELL'INTERPOL, EUROPOL, DEA E FBI.

E... NON SOLO...

Salvatore Mele Giuseppe Linares Ferdinando Imposimato Alessandro Pagliaro Roberto Rosi Erminio Pierangelini Nico Muroni Anthony MuroniDrug Enforcement Administration Marco Strano Polícia Federal Cmte. Gabriel Maldonado Ayala FBI – Federal Bureau of Investigation R.O.S. (RAGGRUPPAMENTO OPERATIVO SPECIALE) CARABINIERI Sostenitori Delle Forze Dell'ordine Sostenitori Dell'Arma Dei Carabinieri 

https://www.youtube.com/watch?v=DPQHlawt_OA




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29 ottobre 2013

I PERICOLI DELLE VIRTUAL MAP

Già altre volte avevo trattato l'argomento delle località "sensibili" che potevano esser visionate attraverso l'immissione di coordinate geografiche o semplicemente digitando la località o la zona sulla tastiera qwerty del pc, mi riferisco, evidentemente, agli obiettivi sensibili di carattere strategico prevalentemente militari e centri di comunicazione ad interesse e rilevanza nazionale o di Alleanza Atlantica; precedentemente parlai di Google Maps, dove però soprattutto negli USA si era intervenuti per tempo diffidando o addiritura imponendo d'autorità di oscurare tutte quelle zone sensibili quali abitazioni delle più alte cariche istituzionali e militari americane, sedi dell'intelligence militare e civile, basi militari particolarmente segrete.

Su Bing Mappe, invece, ho visto che questo problema sussiste ancora e, anzi, è possibile effettuare una ricerca delle località che sembrano sorvolate da quote basse in prospettiva tale da riconoscere e identificare alla perfezione particolari e dettagli che non credo proprio sia il caso che appaiano alla portata di chiunque.

Si va dagli hangar che ospitano caccia intercettori agli elicotteri in piazzola riconoscibili e identificabili non solo per modello ma anche per forza armata o paese di appartenenza; per poi proseguire con le aree logistiche degli aeroporti militari, i mezzi al loro interno, gli eventuali sistemi difensivi (es.: artiglierie contraeree o sistemi missilistici contraerei) a protezione delle infrastrutture militari.

Voi mi direte: non sono immagini "real" ovvero non sono visualizzate attraverso riprese effettuate in tempo reale dai satelliti ma bensì aerofotogrammetrìa del globo unito in un gigantesco puzzle di migliaia e migliaia di quadrati con superficie di diversi chilometri quadrati.
 
Se è vero questo è altrettanto vero che comunque chiunque attraverso questi particolari siti è in grado di acquisire informazioni sufficenti per poter fare cose poco legali e molto pericolose.

Io rilancio l'allarme ed eccovi un esempio per tutti:

La base statunitense di Ramstein, Germania. cliccate sotto.

http://binged.it/1g9GM4z  




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3 ottobre 2013

CI VUOLE BEN ALTRO, CARO NAPOLITANO!

 "...(ANSA) - ROMA, 3 OTT - "E' indispensabile stroncare il traffico criminale di esseri umani in cooperazione con i paesi di provenienza dei flussi di emigranti e richiedenti asilo. Sono pertanto indispensabili presidi adeguati lungo le coste da cui partono questi viaggi di disperazione e di morte". Lo dice Giorgio Napolitano sul naufragio di Lampedusa..."


No, Signor Presidente della Repubblica, la questione si risolve in altro modo: innanzitutto occorre individuare CHI nel nostro paese si offre da regista oscuro, delle volte, nei confronti di coloro che mettono in atto questi carichi di carne umana, merce redditizia, sia in termini monetari che politici.

E in secondo luogo l'azione maggiore la dovrebbero intraprendere i servizi, AISE e AISI in piena sincronia tra loro, per poi individuare ovvero "acquisire gli obiettivi", cioè il naviglio da adibire al traffico di mercanzia umana, ergo distruggerlo con operazioni militari clandestine dei nostri reparti speciali della Marina Militare e non solo nonché dei reparti "particolari" della nostra intelligence militare: lei è il comandante supremo delle Forze Armate, così per lo meno recita la carta costituzionale e molto probabilmente sa benissimo a cosa faccio riferimento.


Le confesso che a me la signora Kyenge non è mai piaciuta come poliitico, chissà perchè ma non ho un presentimento buono relativamente al suo operato.


Poi abbiamo l'onorevole Berlusconi che cambia idea in poche ore e al quale grazie a Dio Fratelli d'Italia pare non dar retta ( così si evince dalle dichiarazioni di Giorgia Meloni ) e a proposito del suo discorso in aula tendente a confermare la sfiducia a questo governo, un commento postato stamane alle 10:45 sul web descrittivo del partito, fatto da uno che non è dei nostri:

"...Tra i discorsi fatti da quelli che votavano comunque la sfiducia, il più lucido, efficace, coinvolgente, genuino, è stato indubbiamente quello della Meloni, che ha parlato tra l'altro a braccio senza leggere il "compitino" preparato prima...

Se fossi di orientamento politico di destra, voterei ad occhi chiusi i Fratelli d'Italia, che conta anche uno serio ed intellettualmente onesto come Crosetto che stamane ad Agorà ha impietosamente definito falchi e colombe del pdl..."

. ( commento postato in un forum sul web )




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18 giugno 2013

RICERCA DI VALORI PERDUTI: LA MORTE DI GIULIANO "IBRAHIM" DELNEVO, IL GENOVESE DELLA JIHAD

 

  Genovese, giovanissimo e convertito all'Islam: non solo, con la barba lunga e vestito come un "sufi" ( vedi significato di sufi e sufismo sul web ) das mesi presente in Siria, terra nella quale è morto al fianco dei ribelli sunniti per mano delle truppe di Assad.
E adesso, relativamente alla morte di questo ventenne, ci si pone l'interrogativo se effettivamente oltre al reclutamento e alla propaganda che Giuliano Ibrahim Delnevo effettuava anche con i social network e youTube nel nostro territorio potrebbero essere presenti non solo centri di reclutamento ma anche di addestramento così come si teme, ipotesi che il Direttore del DIS ( Dipartimento Informazioni e Sicurezza) esclude a priori anche se non nasconde preoccupazioni e evidenzia la necessità di una attenta e costante operazione di monitoraggio.
Segnale estrermamente preoccupante la decisione di Delnevo che probabilmente non è stata la sola in Italia e che trova l'apice della sua drammaticità nella morte durante i combattimenti con le forze "regolari" di Assad.

In Italia, comunque, resta l'ordinamento giuridico e il nostro Codice Penale che in materia è abbastanza chiaro: questo l'articolo del C.P. violato dal Delnevo secondo la Procura della Repubblica genovese in merito alle sue attività in Italia:

Art. 270-quinquies.
Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.

Chiunque, al di fuori dei casi di cui all'articolo 270-bis, addestra o comunque fornisce istruzioni sulla preparazione o sull'uso di materiali esplosivi, di armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonché di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione o un organismo internazionale, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. La stessa pena si applica nei confronti della persona addestrata.




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8 maggio 2013

SCHETTINO-BIS GENOVESE E I MISTERI DEI CARICHI DI QUESTE NAVI...

IO NON DICO NULLA, SPETTA A CHI DI DOVERE FAR LUCE SULL'EPISODIO; SE POI DA QUESTO ESCE FUORI ALTRO BEN VENGA...CI SONO STRANE VOCI E DI DECENNI SU QUESTE NAVI "JOLLY";  DISPIACE CREDO A TUTTI PER QUESTI MORTI, SUL LAVORO, MILITARI E NON.


Jolly Nero, piloti sotto shock: "Incidente inspiegabile"




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3 aprile 2013

WEAPONS TRAFFICKING: PRIMI SEGNALI DI FRENO? E' TUTTO DA VEDERE...

Dalla mia bacheca di Facebook Mercoledì 3 Aprile 2013

I traffici di armi per fini poco nobili e che vanno ben oltre gli accordi internazionali di cooperazione economica e militare si perdono nella notte dei tempi. Possiamo pensare al terrorismo nostrano degli anni '70-'80, possiamo ricostruire
 gli itinerari delle armi e dei sistemi d'armamento assolutamente convenzionali partiti dall'Italia, magari diretti in Libia e poi... Già: e poi??
Se molti ufficiali delle quattro Forze Armate e dei servizi di informazione e sicurezza militari, col passar del tempo, decidessero di mettere nero su bianco quel che è a loro conoscenza, ne sapremo - penso - davvero delle belle.
Figuriamoci se "speleologicamente" esplorassimo i meandri di Putin, di Chavez, dei cinesi e di Assad nel weapons-trafficking...





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11 febbraio 2013

IL PAPA CHE VERRA'

LA NOTIZIA DATA DAI MEDIA E' STATA FATTA PASSARE COME UN QUALCOSA CHE HA DESTATO O STUPORE GENERALE IN VATICANO E TRA LE MASSIME AUTORITA' POLITICHE ITALIANE E NON SOLO ITALIANE, CATTOLICHE DI SANTA ROMANA CHIESA E NON SOLO.

IN REALTA' ERA DA TEMPO CHE SEGRETAMENTE IN VATICANO SI PREDISPONEVA UNO STUDIO CHE CONSIDERAVA COME PROBABILE L'IPOTESI CHE IL SANTO PADRE BENEDICTUS XVI POTESSE CONCRETAMENTE DETERMINARE L'INTENZIONE DI DIMETTERSI DALLA PIU' ALTA CARICA ISTITUZIONALE DI QUESTO MONDO TERRENO, DOVE POTERE TEMPORALE E SPIRITUALE NON UFFICIALMENTE MA IN MOLTI CASI DI FATTO CONCILIANO, UN PO' PIU' ARMONICAMENTE DALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE AD OGGI.

DOPO KAROL WOJTYLA IL RIFORMATORE E, DI FATTO, UNO DEI PIONIERI DEL CROLLO DELL'IMPERO TOTALITARIO COMUNISTA DEL BLOCCO DELL'EST, UN PAPA TEDESCO DI INDOLE COMPLETAMENTE DIFFERENTE RISPETTO AL SUO PREDECESSORE CON IL QUALE - FORSE - NON SEMPRE I RAPPORTI SEMBRA FOSSERO STATI IDILLIACI.

LA MORTE DEL CAPITANO ALOIS ESTERMANN E CONSORTE E DEL CAPORALE DELLE GUARDIE CEDRIC TORNAY , ANCOR PRIMA DELL'EELZIONE DI PAPA RATZINGER.  LE GUERRE (POCO CONOSCIUTE) TRA LA MILIZIA PAPALINA E LE GUARDIE SVIZZERE PONTIFICIE, LO SCANDALO A MACCHIA D'OLIO SULLA PEDOFILIA E UN NUMERO INFINITO DI SACERDOTI E ALTI PRELATI COINVOLTI IN TUTTO IL PIANETA: LE BANCHE E CERTI CONTI SOSPETTI, SOSPETTISSIMI; E CILIEGINA SULLA TORTA LE CARTE SOTTRATTE DAL MAGGIORDOMO INFEDELE AL SERVIZIO DI CHISSA' QUALE ALTRO SERVIZIO... O QUALE ALTRE RICHALIEU... O QUALE ALTRA LOGGIA...

ADESSO A DICIASSETTE GIORNI DALLA DATA NELLA QUALE QUESTO PROVVEDIMENTO PRENDERA' LA SUA EFFICACIA, ADESSO BISOGNA PARLARE E DIRE TUTTI A CHIARE LETTERE IL PONTEFICE CHE SERVE A QUESTO MONDO COSI' IN PERICOLO.

ADESSO COME NON MAI NELLA STORIA DELLA CHIESA, DAI TEMPI DI PIETRO E PAOLO, OCCORRE UNA PERSONA SEMPLICE, ESTREMAMENTE COLTA E PREPARATA AD AMPIO SPETTRO MA PARALLELAMENTE ESTREMAMENTE ALLA MANO CON TUTTI E CHE DIFENDA A SPADA TRATTA I DIRITTI DEI PIU' DEBOLI E VULNERABILI: IN OCCIDENTE E NEI PAESI OCCIDENTALIZZATI COSI' COME IN QUELLI IN VIA DI SVULUPPO O DOVE LO SVILUPPO STENTA PROPRIO A DECOLLARE, DOVE MORTE E SOFFERENZA UMANA E GUERRE NON COMPRESE NEI PALINSESTI TELEVISIVI GLOBALI LA FANNO DA PADRONI.

TUTTO QUESTO PER DIRE CHE UN BUON PONTEFICE NON DEVE NECESSARIAMENTE PROVENIRE DAGLI STATI MAGGIORI VATICANI O ESSERE UN QUALCUNO CHE DEI SANTI UFFIZI CONOSCE OGNI ANGOLO NASCOSTO MA UN BUON PONTEFICE POTREBBE ANCHE ESSERE UN PRELATO E RELIGIOSO "OPERATIVO" E A STRETTO CONTATTO CON LE PROBLEMATICHE SOCIALI IN TUTTI I CONTINENTI.

E L'ETA' E' RELATIVA. MOLTO RELATIVA.
E C'E' PROBABILMENTE QUALCOS'ALTRO CHE VA BEN OLTRE LE CAGIONEVOLI CONDIZIONI DI SALUTE MA A NOI NON E' DATO SAPERLO.
E FORSE E' MEGLIO COSI'.




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20 gennaio 2013

Aree di crisi e lavoratori stranieri: ostaggi, ricatti: correre ai ripari... in che modo?

 

In relazione a quanto successo nei giorni scorsi in Algeria, dove la reazione assolutamente irresponsabile del governo algerino nei confronti dei terroristi di Al Qaida del Maghreb Islamico ha provocato una terrificante carneficina, si rende assolutamente necessaria la pianificazione e la realizzazione di una forza operativa speciale a carattere sovranazionale, addestrata e completamente equipaggiata o dalla NATO o dalla Organizzazione delle Nazioni Unite, con lo scopo principale di liberare gli eventuali ostaggi, anche attraverso forme di negoziazione che richiedono altissima specializzazione e grande conoscenza dei territori nei quali si opera, parallelamente ad un altissimo livello di preparazione e di capacità di intervento dal punto di vista prettamente militare.  La creazione di una forza operativa speciale sovranazionale potrebbe essere di due tipi:
 

 
 
 
 

 

 


Ipotesi A)
 
formata da contractors ovvero da una grossa Private Military Company che sottoscrive un contratto a lungo termine con la NATO oppure le Nazioni Unite motivando tale decisione con la mancata identificazione di natura nazionale della forza liberatrice per evitare qualsiasi rappresaglia o vendetta o atto di ritorsione da parte delle organizzazioni terroristiche autrici di eventuali sequestri di persona.  

Ipotesi B)
formata da unità speciali  provenienti da tutti i paesi aderenti alla NATO (o alle Nazioni Unite?)   e addestrata dai loro migliori istruttori, con una dislocazione a "macchia di leopardo" in tutti i continenti e consentendo un intervento estremamente rapido nelle aree di crisi di volta in volta individuate dall'attività di analisi delle informazioni acquisite dai servizi di sicurezza dei paesi amici e alleati.

Mi scuso anticipatamente con tutti voi per il mio pessimo inglese ma non potendo disporre di un interprete mi vedo costretto a tradurre le mie parole con Google Translator. 
Nella foto: uomini di una PMC ovvero Private Military Company, conosciuti con il nome di "contractors"
 


**************************************************************************************

In relation to what happened a few days ago in Algeria, where the reaction absolutely irresponsible of the Algerian government against the terrorists of Al Qaeda in the Islamic Maghreb has caused a terrible carnage, it is absolutely necessary in the planning and implementation of a Sopranational Special Task Force, trained and fully equipped by NATO or the United Nations, with the main purpose to free any hostages, including forms of trading that require highly specialized and extensive knowledge of the areas in which it operates, parallel to a very high level of preparedness and response capacity in terms of purely military. The creation of a special task force supranational may be of two types:

Hypotesis A)
 
formed by contractors or by a large Private Military Company signing a long-term contract with NATO (or the UN?) this decision with the lack of identification of a domestic nature the liberating force to avoid any retaliation or revenge or retaliation by perpetrators of terrorist organizations of any kidnappings.
 
Hypothesis B)
 
formed special units from all NATO countries or the United Nations and trained by the best instructors, with a dislocation "patchy" in all crisis areas...
 
Sorry in advance for my bad English but I did not provide an interpreter but translate everything with Google Translator.

Nella foto: reparti speciali francesi impiegati in Afghanistan




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15 gennaio 2013

IMMIGRAZIONE: I PROBLEMI SI AFFRONTANO ALLA RADICE

Non ho linkato questo video - che troverete qua sotto al termine di questo post - solo per far emergere il problema dal punto di vista dell'ordine e della sicurezza pubblica in Italia causato dall'attività - monitorata ma mai quanto si dovrebbe - della prostituzione sulle strade: l'ho fatto invece per richiamare le vostra attenzione sul tema delicato e fastidiosissimo (per molti...) che prende il nome di STRANIERI o MIGRANTI o EXTRACOMUNITARI che dir si voglia: la stampa e il Gotha del Potere, con il suo specifico "indotto dei migrantes", spesso e volentieri farciscono di belle e sante ( per modo di dire....) parole articoli di stampa, iniziative, proposte di legge e quant'altro ma si evita volontariamente di affrontare il problema: è meglio scegliere una politica di immigrazione clandestina successivamente tollerata e ufficializzata dall'Italia con tutto ciò che ne deriva o un serio lavoro fatto di politiche assistenziali internazionali, mirate sopratutto a prevenire l'irreparabile nei più disparati scenari di conflitti armati dal Nord Africa in giù o continuare con questa ipocrisia degli afflusi della serie "italiani brava gente ma grandi figli di puttana"?
Cooperazione e Sviluppo per evitare esodi ma cooperazione e sviluppo intese internazionalmente parlando, sotto un egida e una regìa internazionalmente riconosciuta, tendente al recupero dei valori e della dignità della persona umana, tendente a tutelare la vita con interventi mirati appunto alla tutela della salute ed alla prevenzione di quello che noi occidentali consideriamo banale ma altrove è LETALE. 

Parole che cadranno irrimediabilmente nel vuoto, come quelle di chi chiede un immediato intervento umanitario e soprattutto sanitario in Siria e - visto che stamane Paolo Di Giannantonio a "Uno Mattina" ha parlato di "Africanistan" per l'aggravarsi della situazione con l'intervento dell'Armee de Terre e de l'Air parisienne - in quel Mali che ci ricorda la poco chiara vicenda di Rossella Urru...

Ok, ok, ok ho capito: si vuole che nulla cambi? che resti il business dell'indotto alla nostra "fraterna opera di accoglienza"? che si continui lo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali degli immigrati nelle più disparate attività produttive e in quelle criminali di lieve e molto meno lieve entità?

Nel prossimo futuro vedremo quanta volontà ci sarà da parte del nuovo Esecutivo a tutto questo. La disperazione e la sofferenza va combattuta nelle loro terre patrie e non accogliendo tutti - ipocritamente - a braccia aperte, consci che tutto questo determinerà una summa di problematiche alle problematiche...

Per adesso ci resta solo il degrado e lo squallore di questa ragazza, probabilmente nigeriana, costretta a prestazioni sessuali per strada per qualche decina di Euro. 

In tema di immigrazione moltissimi stati europei ci danno punti.
Abbiamo ancora molto da imparare.
E non possiamo che vergognarci per quello che questi pochi minuti di videoreportage non preconfezionato ci mostrano.
 




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30 novembre 2012

TRA ESULTAZIONI E FORTI DUBBI

 

Il riconoscimento quale "stato osservatore" della Palestina che di fatto è sotto il potere criminale di Hamas, spalleggiato anche da diversi politicanti-terroristi nostrani significherà anche che autorità palestinesi (è sempre meglio scrivere ancora la parola terroristi) ovvero Hamas potranno accedere anche alla corte Penale di Giustizia dell'ONU e alla Corte Internazionale di Giustizia, cosa che ha indotto Gran Bretagna e Germania ad astenersi dal voto: solo nove contrari, tra i quali spiccano ovviamente USA e Canada.
Se entrambe le fazioni devono la loro ultrasessantennale lotta e guerra con coinvolgimenti di altri stati mediorientali alla irresponsabile spartizione ben poco accorta e nient'affatto lungimirante su cause ed effetti successivi da parte degli inglesi non è ammissibile che un orda di terroristi possa accedere ad istituzioni e ramificazioni delicate ed iportantissime delle Nazioni Unite.
Entrambe hanno il sacrosanto diritto al riconoscimento del loro status giuridico, con tutto ciò che comporta o dovrebbe comportare, limitiandoci nello sperare solo quelli positivi.
 
Ora non resta che vedere quali saranno i possibili sviluppi di questo innalzamento palestinese deliberato dalla sempre più ambigua - permettemi di dirlo - assemblea dell'ONU.
 




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14 novembre 2012

GROSSO GUAIO A "CIATOWN" (E AL PENTAGONO)

 

 
I Generali John Allen e David Petraeus quando l'ex Direttore della CIA fino a pochi giorni fa (qui a destra nell'immagine) comandava la missione ISAF in Afghanistan - Foto: internet
 
 
Per gli uomini statunitensi, soprattutto per coloro i quali hanno percorso le varie tappe fondamentali e rituali del "Cursus Honorum Star and Stripes"  le storie di letto extraconiugali, le acrobazie di materasso o i mirabolanti movimenti sussultori ed ondulatori in anonimi cottage o appartamenti in segreti luoghi e lontani da occhi e videofotocamere e microspie indiscrete, utilizzati per la pianificazione e successiva realizzazione di cartilaginee protuberanze da appuntare, quasi fossero un'aurea corona o la più alta onorificenza del Congresso, sul capo delle consorti, spesso consenzienti e consapevoli ( e altrettanto pronte nel rendere come direbbero a Bari pen per focaccia) rappresentano una vera e propria spada di Damocle che pende sulle loro teste, affilatissime come rasoi, icone che rappresentano onte indelebili ed irreversibili che costringono, secondo la comune morale americana, alle dimissioni da incarichi di rilievo e di altissima responsabilità decisionale: a maggior ragione un incarico altamente sensibile per la sicurezza e l'integrità nazionale come l'Agency di Langley, nello stato della Virginia. 
 
Ci sono però le eccezioni, ovvero quando lo scandalo è strumentalmente utilizzato per deviare o tentare di deviare il discorso che deve far giustificare le dimissioni da un incarico di altissimo rango, così come probabilmente si è ritenuto opportuno procedere per il caso del Generale Four Stars of the United States Army (retired)  David H. Petraeus, 37 anni al servizio degli USA dopo aver frequentato la gloriosa accademia militare di West Point e aver servito, altrettanto gloriosamente, gli USA con tanto di riconoscenza ufficiale di Barack Obama per il suo operato, sottane a parte.
Quasi se queste storia di corna, consumate tra mimetiche e Military Intelligence, fossero capitate e tirate fuori al momento giusto (ovviamente a elezione presidenziale avvenuta) dal cilindro di Mandrake.
 
Le cronache di questi giorni  e la storia con la sua biografa-amante Paula Broadwell, le minacce di lei a Jill Kelly, ufficiale di collegamento del Dipartimento di Stato americano al CENTCOM di Tampa, nello stato della Florida e la sua interminabile valanga con decine di migliaia di e-mail in un lunghissimo e costante rapporto epistolare con l'attuale comandante ISAF Gen. John Allen, coinvolto a doppio nodo nello scandalo fa si che l'opinione pubblica più attenta e che ragiona con mente fine si chieda se le vere e reali motivazioni di questo gran casotto risiedono esclusivamente nelle storie sessuali di un operativissimo - con o senza Viagra non è dato saperlo forse si tratta di una informazione classificata - sessantenne capo degli 007 americani già ufficiale di fanteria e paracadutista, tra l'altra comandante in passato della gloriosa 101th Airborne Division dell'US Army.
 
Storiacce come questa che si sovrappone ad un altra storiaccia, molto meno salace e militarboccacesca e purtroppo tragica come quella del giallo della morte ( meglio dire assassinio) dell'ambasciatore americano in Libia Chris Stevens con due versioni sulla sua morte una della CIA e l'altra dell'FBI, dalla quale emerge l'omosessualità del diplomatico, probabilmente tradito da un suo partner; si dic ehce sia stato addiritura impalato. Se restituissero all'opinione pubblica, internazionale ma soprattutto statunitense, le tessere mancanti a questo poco edificante mosaixco, avremo forse la verità a spiegazione di un certo modus operandi.

Ma la domanda è: se il mondo va a rotoli la CIA... va a puttane? 
 
 
 
 




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3 novembre 2012

C'E' POLIZIA E POLIZIA

Rivedevo poc'anzi sul web il video di una brillante operazione portata a segno qualche anno fa da chi ha la Polizia nel proprio DNA come Alessandro Giuliano, capo della Squadra Mobile presso la Questura di Milano e figlio del famoso Boris, assassinato dalla mafia per le indagini compromettenti che aveva da tempo intrapreso e che stava per intraprendere perchè di mano mafiosa si muore o moriva quasi sempre quando si prendeva la strada giusta; dei modus vivendi et operandi che rendono onore e sono il fiore all'occhiello della Polizia di Stato e di tutta la società italiana.
Boris prima a Palermo  e Alessandro poi nella Milano che un tempo era " da bere": due vite, figlio e padre e due esperienze diverse, unici comuni denominatori l'incarico e la funzione, il sangue, la lotta contro il crimine organizzato; quella che è la prima forza dell'ordine in Italia quasi ex-aequo con l'Arma dei Carabinieri (che come tutti sappiamo son una delle quattro Forze Armate con compiti assegnati dalle leggi dello Stato e dal Ministero dell'Interno di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria) ha diverse settorialità operative, diverse specialità, diversi modi di agire e parrebbe di capire di interpretare il senso di appartenenza al Corpo.

Penso per esempio all' agire nei diversi contesti urbani e d'intervento dei Reparti Mobili in Italia (o dei Battaglioni Mobili dei Carabinieri) durante le manifestazioni laddove le cariche dei reparti sono o dovrebbero essere rapportate in proporzione della pericolosità incombente e del clima venutosi a creare nonché la presenza di soggetti facinorosi in piazza e quando poi si da l'ordine di carica, quello che un tempo faceva un dirigente di PS, con gli squilli di tromba del trombettiere dei "celerini" post '68.

E manganellando nel mucchio, da un pò di tempo a questa parte indiscriminatamente (tant'è che anche recentemente moltissimi e numerosissimi appartenenti alla Polizia di Stato e a tutte le forze dell'ordine a ordinamento civile e militare si dissociarono con enorme disappunto siano di destra che di sinistra su determinati episodi) capita che possano farne le spese semplicemente manifestanti che suonano un tamburo e che non hanno spranghe, mazze da baseball, bottiglie o ordigni incendiari addosso.

Come quello che è capitato ieri al nuorese L.S., figlio di un anestesista dell'ospedale della mia città, durante una manifestazione davanti al consiglio regionale del Piemonte a Torino.

Dicono le cronache dei tabloid che il gruppo pacifista "Samba" del quale L. fa parte partecipa spesso a diverse manifestazioni, suonando bonghetti e tamburi ma - dicono - qualcosa è andato storto, sfuggito al controllo e allora giù botte.

Non mi risulta che la manifestazione abbia provocato incidenti così gravi tali da richiedere l'uso della forza  in questo modo, mi risulta invece che ci siano un pò di "teste calde" anche tra gli appartenenti alle forze dell'ordine che bisognrebbe gestire, controllare e se occorre sanzionare.

Certa sinistra strumentalista e sciacalla con questi episodi ci va a nozze, sopratutto ora.

Ribadisco: a mio avviso l'uso della forza è sempre direttamente proporzionale alla tipologia di incidenti che si sono creati e non a quelli che si potrebbero, ulteriormente, creare a seguito di errate gestioni dell'ordine pubblico nelle città x,y, z...

Anche se è vero che spesso se non reagisci, delle volte, sei irrimediabilmente fregato.
L'ausiliario CC Placanica Mario docet...

E allora si cerchino equilibri.


E soprattutto, cari studenti, restate buoni buoni a casa e pensate a studiare: è molto meglio! 
  

            




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22 ottobre 2012

SE POTESSI PARLARE CON BRUNO CONTRADA GLI CHIEDEREI SE...

Bruno Contrada lo abbiamo visto ieri in tv, stanco, invecchiato, con tutto il peso dei suoi ottantuno anni di vita di cui una marea, una enormità tra le sbarre. e con il suo sguardo burbero e diffidente.
Poliziotto arruolatosi nel 1958, nel 1973 gli venne affidato l'incarico di dirigere la Squadra Mobile della Questura di Palermo: pochi anni per avere, poi, "l'iniziazione operativa" nei servizi segreti civili, l'allora SISDE oggi ridenominato AISI dalla L. 124/07; il poliziotto napoletano tra il 1982 e il 1986 fu a capo anche del SISDE non solo per la Sicilia ma anche in Sardegna e per la precisione con il compito di coordinarne i rispettivi Centri.
E quel che avvenne quel 23 Maggio 1992 lo sappiamo tutti, purtroppo: Falcone prima e Borsellino poi in Via D'Amelio saltati in aria, l'ex dirigente del SISDE prima indagato e poi arrestato: concorso esterno in associazione di tipo mafioso è un accusa pesante.
Leggo la sua cronistoria giudiziaria, un altalenarsi di scarcerazioni e rientri tra le patrie galere.
Si rifiuta di chiedere la grazia, sconta la pena ed esce ed è sul suo caso che ieri, da semplice cittadino, da non addetto ai lavori, da non esperto di cognizioni o tecniche investigative, mi sono permesso umilmente di proporre a tantissimi amici di Facebook, tra i quali numerosi poliziotti ed ex poliziotti e, forse, ex "barbe finte" del SISDE, se una persona come Bruno Contrada oggi, a ottantuno anni, sarebbe disposto a sottoporsi a un esame da molti ritenuto obsoleto, tecnicamente sorpassato e poco attendibile: parlo del poligrafo, ovvero della macchina della verità.
 
Che a dir il vero è riconosciuta come prova in sede dibattimentale e di indagine solo in alcuni degli stati negli USA.
Ha ragione Antonio Ingroia definendo Contrada completamente in mano alla mafia durantre la sua requisitoria? Oppure l'ex capo dei servizi segreti civili ha da dire qualcosa  in merito alla lotta contro la mafia ma preferisce - come pensano in molti - fare la galera e non parlare?
Seppur la sua attendibilità ( del poligrafo ndr) non sia certa sarebbe disposto ad affrontare una prova come quella possibile con il marchingegno - un pò diabolico a dire il vero - inventato nel 1913 da Leonarde Keener?
 O esistono tecniche e  metodi e test da somministrare ritenuti più attendibili di uno strumento che misura ritmo cardiaco, ritmo respiratorio nonché pressione sanguigna e la conduttività elettrica della cute?   


Dalla bacheca di Facebook di Enzo Cumpostu a commento del suo video riporto brevemente due commenti:
https://s-static.ak.facebook.com/rsrc.php/v1/y2/r/5l8_EVv_jyW.swf?v=4374610296083&ev=0 



Antonio Pitea (*) conosco Contrada e non solo parte della sua Storia. Purtroppo la guerra alla Mafia è stracolma di "misteri" che non sempre sono tali, specie per gli addetti ai lavori: per il grande pubblico invece....liberi di capire quel che la comunicazione propina in buona o cattiva fede


Marco Strano (**) Contrada è stato il mio Capo a Palemo nel 1984. Non credo che possa aver fatto ciò di cui è accusato da un pentito che aveva mandato in galera.........

(*) Attualmente Consigliere Regionale della Regione Sardegna, ex Dirigente della Polizia di Stato e già Questore di Cagliari e, in ultimo, Prefetto della mia città, Nuoro.

(**) Psicologo e Criminologo, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato Dirigente Psicologo P.S. a Roma.
Fin primi anni di servizio è stato in prima linea nella lotta contro la mafia proprio con la sua particolare professionalità volta alla ricostruzione del criminal profiling di mafiosi di spicco (e non solo mafiosi...)




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21 settembre 2012

ARMATI ( E NON SOLO DI CODICI )

Alcuni giorni fa qui a Nuoro un magistrato in servizo nel locale Tribunale, sia come Giudice per le indagini preliminari sia per le udienze preliminari ha ricevuto un chiaro ed i nequivocabile segnale di minaccia: recandosi al mattino al lavoro trova sul parabrezza della propria autovettura un proiettile (il calibro ed il tipo non è specificato ma poco importa evidentemente) e subito chi di dovere ovvero i magistrati di Roma - competenti per le indagini che vedono il configurarsi di reati contro magistrat vittime di avvertimenti o minacce - cercano tra le carte ed i faldoni del Dott. Cozzella, in servizio da due anni qui a Nuoro.

Protezione, sicurezza e scorte a parte, misure che quasi naturalmente verranno intraprese dal Ministero di Giustizia di fronte ad atti di tale gravità, personalmente sono dell'avviso che i magistrati, così come avviene per i Dirigenti di Polizia di Stato e gli ufficiali delle altre forze dell'ordine ad ordinamento civile o militare possano anzi dovrebbero ricevere sia la formazione idonea necessaria sia un' arma individuale, attingendo dalle armerie del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Ad esclusione dei magistrati che provengono dalle forze dell'ordine, prevalentemente Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, penso che una settimana di formazione al tiro e al rispetto delle norme di sicurezza e manutenzione possa bastare ed è un periodo necessario per far sì che anche il magistrato possa ricorrere all'autodifesa che in molti casi potrebbe rivelarsi più che determinante in senso positivo.

Negli anni passati - soprattutto nel periodo caldo del terrorismo ma anche qui in Sardegna quando l'anonma sequestri imperversava e dominava l'isola - era possibile vedere in giro magistrati armati fino ai denti e che giravano anche con armi da guerra, secondo una vecchia normativa ora abolita e a mio avviso è stato un grandissimo errore.

Anche tra i togati vi erano e vi sono tutt'ora persone che hanno una dimestichezza tale con la pistola che non si capiva se i carabinieri facevano la scorta a loro o viceversa... Beh, una battutina non guasta!

 




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20 settembre 2012

ISRAELE: PREPARATI ALLE CRITICITA'

 

Israele adotta ogni misura cautelativa e preventiva relativamente a minacce in materia di guerra NBCR(*).
Vista la loro particolare e grave esposizione ad ogni qualsivoglia forma di minaccia terroristica, purtroppo messe in atto nel tempo, l'ideazione, pianificazione e attuazione di esercitazioni NBCR non sono una eccezione ma la regola.
E' questa la triste "normalità" di tutti quei paesi che hanno imparato a convivere con il terrore - a loro spese - day after day. 
Ed è quel che fa anche la nostra "consorella" MDA ovvero Magen David Adom.
 
MDA Official Website: AFMDA | Saving Lives in Israel
 
image

Thanks to Debka.com for the photo




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8 giugno 2012

BRINDISI: SVOLTA IN POSITIVO MA MANCANO TANTI TASSELLI

 

 
 
 
Anche se Vantaggiato, l'autore e fino ad ora unico presunto ideatore del gesto criminalterrroristico ha confessato di aver posizionato l'ordigno, da lui confezionato, davanti alla scuola Morvillo Falcone che ha causato la morte di Melissa Bassi, anche se ha apertamente ammesso di aver premuto il telecomando (si ma questo telecomando dove sarebbe?) che ha innescato e fatto esplodere la bomba, non occorre essere dei provetti detective per capire che molte cose ancora ha da raccontare: la spiegazione plausibile della confessione agli inquirenti della DDA è quella che comunque è stato incastrato e che le scelte da operare erano ridotte all'osso: comprensibile anche che al momento cerchi di "buttarla" sul " ho avuto un colpo di testa" ma non ci crede nessuno di noi e tantomeno gli investigatori: sicuramente non ha agito da solo, sicuramente ha avuto dei complici materiali e sicuramente ha molto da dire sul vero movente che ha determinato, da parte sua, la decisione di porre in essere questo folle gesto.
 
A un fatto grave come quello dell'attentato su una pubblica via che ha  coinvolto persone assolutamente innocenti e prive di ogni responsabilità come lo era del resto Melissa Bassi corrisponderebbe da parte di questo soggetto, degno di un trattato di antropologia criminale, per logica una reazione "proporzionale" al torto subìto - si fa per dire naturalmente... - a un certo qualcosa che ha innescato nella mente dell'uomo e dei suoi eventuali complici il desiderio di divenire pluriomicidi.
 
La spiegazione verrà data prima o poi perché - appunto prima o poi - chi indaga sulla strage che poteva avere risolti molto più pesanti in termini di perdita di vite umane scardinerà il muro di resistenza dentro Vantaggiato e lo indurrà a vuotare completamente il sacco.
 
Resta l'amarezza della morte di Melissa, vittima casuale segnata dal cosiddetto "calcolo delle probabilità" e predestinata forse a lasciare questo mondo.
 
C'è da chiedersi inoltre cosa succederebbe a Brindisi se l'autore dell'attentato fosse lasciato anche solo per alcuni minuti alla rabbia della folla: ne avrebbero fatto gulash, quasi sicuramente...

Su quest'ultima ipotesi permettetemi di non dubitare minimamente...




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30 maggio 2012

LO SCERIFFO DEL WEB CHE PESTAVA I PIEDI A MOLTI: IL COLONNELLO RAPETTO LASCIA (AMAREGGIATO) LA GUARDIA DI FINANZA



 



“…Ho scoperto dalle parole del Vice MInistro Grilli che il mio sfortunato destino in termini di carriera è stato segnato dall'aver prestato servizio solo in tre sedi geograficamente distinte, dalla mia lunga permanenza alla sede di Roma e dall'aver comandato quasi dieci anni lo stesso reparto. Nessuno ha però spiegato al Vice Ministro che non sono stato io a decidere di venire a Roma (ci sono arrivato come ufficiale addetto al Comando Generale) dove comunque ho poi lavorato anche al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, al
Segretariato Generale del Ministero delle Finanze, all'Autorità per l'Informatica nella P.A., al Nucleo Speciale Investigativo (dov'era inserito l'originario GAT), al Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione e quindi al Nucleo Speciale FrodiTelematiche. Non sono stato nemmeno io a voler evitare trasferimenti, come invece poter sembrare dalla lettura del testo alla camera dei Deputati, perchè l'assegnazione ad altro incarico (così come avvenuto ora) dipende esclusivamente dal Comando Generale cui forse dovrei chiedere perchè mi abbia trattenuto nella medesima città sapendo bene che mi avrebbe nuociuto in termini di carriera. Posso permettermi di pensare che i risultati
operativi e il ritorno di immagine abbiano suggerito l'opportunità di lasciarmi stare dov'ero? E se sono stato troppo a Roma perchè vengo mandato a frequentare un corso a Roma? O il fatto che il CASD sia oltre Tevere ha già valenza turistica? E' poi una colpa esser soddisfatto di continuare a far bene un certo lavoro e auspicare di poter fare ancora del proprio meglio in tale ambito? Su chi mi devo rivalere per i pregiudizievoli mancati trasferimenti? E ancora un cosa. La spontaneità di andare in congedo la si misura nella mancata adozione di strumenti coercitivi o forse non si traduce nella semplice salvaguardia di una dignità che non merita di essere calpestata e di una professionalità che nessuno ha avuto modo di smentire? Si abbia rispetto del mio dolore di dover lasciare "spontaneamente" la divisa dopo 37 anni di servizio…”
 
 
 

 

(Dal profilo di Facebook del mio contatto da alcuni anni Umberto Rapetto, FINO A IERI COMANDANTE DEL NUCLEO SPECIALE FRODI TELEMATICHE DEL COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA E CON IL QUALE HO AVUTO MODO DI DISCUTERE ONLINE DIVERSE VOLTE: LO STATO PERDE UNO DEI MIGLIORI!)

 

 

 

 

 




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23 maggio 2012

LA DEVASTAZIONE DI CAPACI SI INSINUA NEL TEMPO, SILENZIOSAMENTE

Quand' anche potrebbe sembrare una semplice ricorrenza numerica, una usuale manifestazione di ricordo con un pizzico e forse più di conveniente ed opportuna demagogia siculo-romana, con tutto il suo cerimoniale di contorno fatto di deposizione di corone d'alloro e silenzio d'ordinanza suonato in memoria delle vittime civili e militari, insomma un classico "x-esimo anniversario della morta di" purtroppo la realtà ci conferma quanto attuale sia la sofferenza e il dolore di quel boato, di quei quintali di tritolo innescato ed azionato a distanza mediante telecomando e di quel grande inganno: quel jet executive della compagnia aerea X (a cosa servirebbe scriverlo?) nome di copertura della flotta aerea che operava in nome e per conto del Servizio Informazioni per la Sicurezza Democratica SISDE (oggi ribattezzato AISI con la L. 124/07) atterrato alle ore 17 e 48 di quel ventitrè Maggio 1992 all'aeroporto di Trapani.
 
E poi la corsa sulla A-29, l'attesa al varco, la morte pianificata di chi sapeva troppo e faceva di più.
Un modus operandi scomodo e una persona altrettanto scomoda che si interponeva sicuramente in " un gioco più grande di noi" da lui citato sul suo libro "Cose di Cosa Nostra" nel momento in cui parlava della morte e della paura della stessa in relazione al lavoro svolto.
 
E a distanza di vent'anni analizziamo la sua famosa citazione-metafora:

" Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande.

Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.

In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere."

The Big Game, il grande gioco: penso che doveva essere fatto di tutto per salvare la vita al Raìs di Tripoli e recuperare molte delle sue carte e quelle del suo fido Abdullah al-Senoussi, già capo dei servizi segreti libici; e se ci chiediamo quante sono le risposte agli interrogativi decennali dei magistrati io penso che sarebbero state tantissime ma il treno è passato e non è stato - volutamente - fermato e... "perquisito"...
sarebbero stati tasselli importanti con il quale ricostrruire un veritiero mosaico.
Ma tant'è che... As usual, direbbe qualcuna.


_____________________________________________________________________

A proposito di Al-Senoussi una notizia di quattro giorni fa ma sempre attuale: fare in modo che venga sentito dai magistrati italiani, inquirenti e giudicanti.
Tripoli aveva sicuramente molte informazioni "inedite" su diversi delitti e stragi di mafia. 
Ma la... "carta che canta" dov'è?

Processo in Mauritania a ex capo intelligence libica ne ritarda l'estradizione




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9 maggio 2012

LA VECCHIA PISTOLA DELLA STEPPA E GLI INTERESSI DI ANSALDO NUCLEARE NELL'EX-URSS: CHI HA SPARATO A ROBERTO ADINOLFI?

 

 
(Nella foto: la pistola semiautomatica Tokarev TT-33 calibro 7,62 Tokarev)
 
 
 
 
 
Ci risiamo: si ritorna alle vecchie gambizzazioni, pratica non da esecuzione terroristica ma che aveva il sapore di una minaccia o avvirtimento nei confronti di certe categorie di persone, di istituzioni o di ordini professionali: per non parlare poi dei magistrati, giornalisti, sindacalisti e industriali degli anni di piombo e giubbotti antiproiettile.
Torino come Genova, Roma come Milano.
Ed è a Genova con la gambizzazione di Adinolfi, l'Aministratore Delegato di Ansaldo Nuclerare gruppo Finmeccanica, che le cronache ci riportano indietro al tempo nel quale le Brigate Rosse, facendo passare per tanti anni notti insonni a centinaia e centinaia di persone potenziali bersagli delle loro Skorpion (e non solo Skorpion) pressoché ovunque in Italia.
La stampa e la ragione ci fa aprire tre scenari possibili: si potrebbe trattare di veri terroristi di sinistra, forse neo-brigatisti, un pò dilettanti visto il modus operandi con il quale hanno agito.
Oppure un dèjà vu del passato ovvero na riproposta di una strategia della tensione che si vorrebbe indurre ma ci credo e ci crediamo molto poco. Probabilmente chi ha colpito Adinolfi ha vouto identificare in lui l'intera Finmeccanica adottando quella che era la filosofia e i l punto di forza delle brigate rosse ovvero colpire non la persona ma la rappresentazione che quel soggetto dava riguardo una società, un partito, un gruppo di potere, una Istituzione dello Stato.
 
Forse hanno giocato a fare i terroristi ma non dimentichiamo che spesso l'utilizzo di un' arma piuttosto che un' altra rappresenta di per se un segnale che potrebbe essere facilmente interpretato ma anche facilmente interpretato in maniera totalmente errata: leggo che l'Ansaldo Nucleare era impegnata nell'opera di bonifica nell'ex URSS in una vasta zona militare sovietica. Potrebbe essere una minaccia, potrebbe darsi che l'operazione di bonifica in territorio ex sovietico possa essere al centro di interessi della mafia russa.
C'è che sospetta che possa essere stata utilizzata anche la mafia albanese, presente in maniera capillare in Italia, la quale utilizzerebbe spesso e volentieri armi di questo tipo e calibro. 
 
 
Una cosa è certa e deve essere chiara all'Esecutivo: la ripresa del terrorismo rosso in Italia è probabile: ci sono tutti i segnali.
 




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18 aprile 2012

E ADESSO TOCCA A ROSSELLA

  

 
Al padre aveva sempre raccontato di recarsi nel deserto perché sembrava che toccasse il cielo e le stelle con un dito nelle fredde notti sahariane.
Ora che forse ha realizzato il fatto che oltre alle stelle il deserto può riservare altre sorprese e avventure sicuramente meno affascinanti è venuto il momento di prendere coscienza del fatto che non ci si può recare in luoghi privi di sicurezza e tutela di turisti e lavoratori a questo modo, non si possono autorizzare missioni umanitarie o aiuti in ambito della cooperazione internazionale senza una adeguata sicurezza armata in aree o zone a rischio terroristico o notoriamente frequentate da bande di predoni.
Maria Sandra Mariani è libera e si appresta a rientrare a casa, accompagnata da agenti operativi dell'AISE, l' Agenzia d'Informazione e Sicurezza Esterna, gli uomini di Forte Braschi in via Pineta Sacchetti a Roma, caserma "Nicola Calipari".
 
La Farnesina ha negato il pagamento di alcun riscatto per la turista e questo potrebbe corrispondere a verità però ora aspettiamo lei, questa giovane ragazza sarda, probabilmente prigioniera nel Mali dopo asser stata prelevata dal Saharawi Refugee Camp di Rabouni in Algeria.
 
In una fotografia "presa in prestito" nel web dove sono raggruppate tre immagini di Rossella urru sotto appare la scritta:
 
PONIEBOS SA MANU IN SA COSENTZIA ovvero mettetevi una mano sulla coscienza.
Adoperatevi e adoperiamoci per Liberarla.
 
 
Nella foto: una immagine satellitare del'antico Forte Braschi a Roma, sede dell'AISE  (clicca per maggiori informazioni)




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22 marzo 2012

A ROSSELLA URRU DA CENTOCINQUANTADUE GIORNI IN MANO AI TERRORISTI: HAPPY BIRTHDAY! JOYEUX ANNIVERSARIRE! FELIZ CUMPLEAÑOS! ALLES GUTE ZUM GEBURTSTAG! BUON COMPLEANNO!

Oggi mi limiterò a linkare tre articoli della stampa tra argomenti attualissimi e odierni i quali solo apparentemente sembrerebbero non essere correlati ma un sottile filo che li unisce c'è, c'è eccome...

Oggi Rossella compie trent'anni:
La lettera di auguri dello zio di Rossella


Il killer di Tolosa, assassino di appartenenti alla comunità ebraica cittadina (jonathan, Gabriel Ariel e Myriam) e quattro paracadutisti è morto durante l'irruzione del RAID (tre poliziotti dell'unità speciale sono rimasti "blesseé" ovveri feriti nell'azione)
:Il killer di Tolosa è morto 

Ed è qui, nel Mali, che si dovrebbe trovare la prigione della cooperante di Samugheo:
Mali, colpo di stato: l'esercito si ribella





 




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21 marzo 2012

PER NON DIMENTICARE JONATHAN, GABRIEL, ARIEL E MYRIAM

 

Blitz della polizia a Tolosa
 
(nella foto operatori del RAID dopo l'irruzione foto: Ilgiornale.it )
 
 
 
 
 
 
 
La risposta degli investigatori e dell'intelligence francese, in armonia operativa con le forze speciali non si è fatta attendere: Sarkozy ieri sera alle ore 22 ha acceso il semaforo verde: pare che ci siano "lavori in corso": l'assassino di Jonathan, Ariel, Gabriel e Myriam a Tolosa è stato identificato e dovrebbe essere in corso un' oprazione del RAID ( Recherche Assistance Intervention Dissuasion) reparto speciale antiterrorismo e nato anche per la liberazione di ostaggi per atti di pirateria aerea ( hijacking) nel territorio francese.
Vuoi vedere che se Rossella e tutti glii altri cooperanti  avessero avuto il passaporto francese sarebbero starti liberati, con la negoziazione o magari con una operazione militare totalmente coperta e non resa pubblica ? Io direi che è molto probabile...
 
E comunque - e guarda caso - i bollenti spiriti dei simpatizzanti (o franchisor) di Al-Qaida in Francia si esacerbano in piena campagna elettorale presidenziale Sarkozy-Hollande...


Per ricordare le vittime innocenti di Tolosa, ieri sera sulla mia pagina di Facebook ho pubblicato il video con l'inno nazionale israeliano "Hatikva" - Israeli National Anthem -  che in ebraico significa "speranza".
 
 
I corpi delle quattro vittime sono già arrivati in Israele. 
 

ULTIM'ORA 19.00: Sarkozy lo vuole vivo e pare sia sul posto

Tolosa, la polizia assedia il killer ”Oggi avrebbe ucciso ancora

 

 
 
La pagina dedicata alle unità  antiterrorismo RAID della Police Nationale francese. 
Organisation - Le site officiel du ministère de l'Intérieur, de l'Outre ...
 
 




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20 marzo 2012

L'EUROPA TRA DUE FUOCHI: TRA ANTISEMITISMO DA UNA PARTE E FONDAMENTALISMO DALL'ALTRA OCCORRE RICREARE GLI EQUILIBRI E ESTINGUERE LE TENSIONI

L'école juive Ozar-Hatorah, dans le quartier résidentiel Bonnefoy, à Toulouse.
 

Il Liceo Ozare Hatorah a Tolosa dove stamane è avvenuta la strage
( foto: Le Figaro.fr)
 
 
 
E' proprio così: e tutto questo è frutto di una errata politica dell'immigrazione, di una passata sottovalutazione e analisi del fenomeno dell'estremismo all'interno delle forze armate europee, di un antisemitismo a dir poco sottovalutato o poco curato, fino a quando questo non ha portato a vere e proprie stragi come quella accaduta poche ore fa davanti ad una scuola a Tolosa, vittime tre bambine e un professore della stessa scuola semita ( due delle bimbe assassinate erano sue figlie) ennesimo bagno di sangue in Francoia dopo l'attentato mortale nei confronti di un gruppo di paracadutisti.
Più che una questione delicata e politica, si tratta di analizzare il criminal profiling dei sospettati, un manipolo di neonazisti recentemente espulsi dell'Armeé de Terre per le loro idee eccessivamente estremiste che en hanno reso necessaria la radiazione immediata.  
Occhi aperti, dunque, in tutta Europa. Perché se il pericolo è rappresentato, di fatto, dai gruppi di estrema destra e neonazisti parallelamente l'antiterrorismo europeo non deve sottovalutare i rischi del fanatismo e fondamentalismo islamico, purtroppo radicato in molti stati del Vecchio Continente. 
Occorrre, inoltre, stare molto attenti ai giochi che alcune intelligence europee e non europee ( e non mi riferisco agli USA evidentemente... ) potrebbero imbastire su queste vicende, episodi dai quali alcuni governi potrebbero potenzialmente trarre vantaggi non indifferenti.
La vigilanza e l'attenzione sicuramente dovrà essere ai massimi livelli.
 
 
Kepì Colonnello della Gendarmerie Nationale, omologhi francesi dei nostri Carabinieri, con funzioni di pubblica sicurezza, polizia giudiziaria e polizia militare.
La Gendarmerie Nationale è parte integrante dell'intelligence interna ed estera francese e assume un delicato ruolo nell'ambito della lotta al terrorismo internazionale in Francia e nei vari DOM.
Dispongono, inoltre, di un reparto speciale paragonabile al GIS dei Carabinieri, famosi anch'essi in tutto il mondo con l'acronimo GIGN Groupe d'Intervention de la Gendarmerie Nationale.

(Foto: internet) 
 
 
Sito ufficiale della Gendarmerie Nationale:
 
 
 
I Reparti Speciali della Gendarmeria francese: il GIGN:
 
 
 
 
 
 



Inoltre, vi linko il sito ufficiale della Police Nationale francese:
 




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