.
Annunci online

 
enzocumpostu 
Enzo Cumpostu: cose dette e non...
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Croce Rossa Italiana
Esercito Italiano
Arma dei Carabinieri
Polizia di Stato
Guardia di Finanza
Centrale Operativa 118 MILANO
118 Italia.net
On. Gianfranco Paglia (Magg. par. MOVM R.O.)
Forze Armate Israeliane
Associazione Paracadutisti d'Italia
Associazione Radioamatori Italiani
Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta
Enzo Cumpostu: biografia in sintesi
Alleanza Nazionale
Servizi Informazione e Sicurezza della Repubblica Italiana
NATO JFC Napoli
La Questura di Nuoro sul Web
Cap. Carla Selvestrel
  cerca

IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



DISCLAIMER ATTENZIONE:
l'Autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori lesivi dell'immagine o della onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. I commenti offensivi, su richiesta della parte lesa, potrebbero essere dunque rimossi. Inoltre, chiunque possa vantare diritti d'autore su immagini, testi o filmati contenuti in questo blog, può segnalarmelo, per vedere ripristinato il proprio primato, al seguente indirizzo di posta elettronica: 
enzocu@tiscali.it  



La torre di Babele   



Return to Website

Powered by Technorati

Locations of visitors to this page 







banner Tocqueville
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.
Non puo' per tanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001.






Previsioni Meteo Nuoro


 

Diario | Il Guastafeste | Donne Speciali | Dedicato agli amici | L'altra faccia dell'Amore | Diversamente abili ma...Dinamici!!! | Di tutto un pò | Caro Enzo, ti scrivo... | Lettera aperta a... | 118, Croce Rossa e dintorni... | VideoMiscellanea | Chiacchierata virtuale con... | Politica regionale | Panorama Difesa in Italia e Forze Armate nel mondo | Politica locale | Security & Intelligence | L'OSSERVATORIO ITALIA | EUROPEE 2014 CON FRATELLI D'ITALIA |
 
L'OSSERVATORIO ITALIA
1visite.

22 dicembre 2016

CERVELLI IN FUGA E TRITOLO

 

Partenze alla stazione di Wolfsburg. Fonte: Centro Altreitalie 

Gli italiani propendono al fenomeno migratorio da quasi due secoli: da quando cioè il famoso armatore Rubattino, dopo aver trafficato armi con l’America destinate a garibaldini e sardo-piemontesi ma anche papalini ha fiutato l’affare rappresentato dalla necessità e richiesta negli USA di persone affidabili in determinate mansioni non solamente di natura prettamente manuale per il necessario sviluppo della grande America.

 

Meridionali ma non soltanto (vedi i friulani partiti per le Americhe tra USA Canada e Argentina) dalla fine dell’800 e allo scoppio della Grande Guerra, poi dopo la seconda guerra mondiale con le migliaia di valige di cartone nelle stazioni ferroviarie europee tra Francia, le miniere del Belgio, le fabbriche non solo automobilistiche tedesche e le decine, centinaia di migliaia per volta solcavano l’Atlantico con vere carrette del mare, quei piroscafi a vapore delle volte mai arrivati a destinazione di fine ottocentoe inizi Novecento fino alle navi degli anni cinquanta e, in ultimo, i voli. Dimenticavo l'emisfero australe, il Brasile, il centro America e anche il continente africano, i vari paesi asiatici dove la presenza italiana si è radicata ed affermata.

Loro, insieme a tedeschi, olandesi, francesi, irlandesi molto presenti e a noi ostili e rivali in particolar modo a New York (vedi le lotte successive tra Cosa Nostra e i gangsters irish) contribuirono in maniera determinante alla crescita del più grande stato democratico del pianeta, seppur esportando – ahimé – negatività come la mafia.

 

 

La ciclicità tra benessere relativo e crisi economica italiana ha visto periodi di emorragici esodi con altri di crescita e rientro dai paesi extraeuropei ed europei nei quali avevano impiantato radici, spesso generazionali.

 

Le motivazioni tra ieri ed oggi estremamente differenti: si partiva perché spinti dalla fame e dal grande sogno americano, sogno che molte volte non restava una speranza o una illusione disattesa ma vedeva la sua concretizzazione in una terra come le Americhe laddove mancava la novità, l’iniziativa, la capacità soggettiva dell’intraprendere e la serietà parallelamente alla professionalità.

 

E se si partiva non si tornava mai più se non per gravi lutti e molto pochi potevano permetterselo.

E, quando si tornava, potevano trascorrere anche dieci, vent’anni e più.

 

C’è chi addirittura ha paragonato il fenomeno dell’emigrazione a un problema di salute mentale: la spasmodica ricerca altrove di una realtà lavorativa, di quella serenità che manca nella propria patria; potrebbe essere una giusta analisi, la fuga per un lavoro potrebbe essere soltanto un pretesto ma – ahimé – credo che questo sia così per pochi.

 

Mi metto nei panni di molti giovani studenti universitari disillusi da un sistema che sa esclusivamente partorire posizioni lavorative e carriere utilizzando il più becero dei sistemi rappresentato dal clientelismo politico o dalle dinastie dei clan politico-familiari del luogo di nascita.

 

Nell’autobus che martedì 13 dicembre mi accompagnava in aeroporto a Cagliari ho conosciuto un anziano carabiniere in congedo e la sua signora che da Nuoro si recavano nel Regno Unito per trascorrere le vacanze di Natale e Capodanno dalla figlia, laureata in lingue ed esperta in traduzioni la quale durante il corso degli studi girò mezzo mondo; tornata a Nuoro iniziò la disperazione, la ricerca e i contentini di lavoro a 5-600 euro al mese.

 

Non si perse d’animo e adesso senza raccomandazione alcuna ma grazie al criterio meritocratico la Gran Bretagna l’ha chiamata a lavorare in una delle sue più prestigiose High School a circa 40.000 sterline l’anno in Italia assolutamente utopistico senza referenti politici, di sindacati confederati o importanti parentadi. O amanti potenti.

 

Voglio, esigo, pretendo le scuse del sedicente Ministro Poletti riguardo alle sue esternazioni sulla fuga dei cervelli all’estero.

Vogliamo, esigiamo, pretendiamo che lo stesso Ministro, per le sue gravissime affermazioni, si faccia personalmente carico con sue personali risorse finanziarie delle spese per le esequie di Fabrizia Di Lorenzo e per il trasporto della salma della giovane e bella donna grande cervello d’Italia.   

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 22/12/2016 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 ottobre 2015

LA PROTEZIONE CIVILE IN SARDEGNA E UNA NUOVA RIORGANIZZAZIONE DISTRIBUTIVA DI NUOVA CONCEZIONE NEL TERRITORIO DEI DISTACCAMENTI: L'IMPIEGO DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI QUALE COMPLEMENTARIETA' AGLI ORGANICI DEL CORPO NEL TERRITORIO

Poco meno di due settimane fa sono rientrato da un breve tour in Corsica, isola sede di due dipartimenti francesi e che nonostante sia a soli quaranta minuti di navigazione dalla Sardegna non avevo fino ad ora visitato. Mea maxima culpa.

Viaggiando nei tortuosi e infiniti tornanti dell'interno, nella strada che da Ajaccio porta verso Corte prima e Bonifacio poi, ho potuto notare che il territorio, ovvero anche i più piccoli opaesi di 4-5000 abitanti, hanno la loro squadra di pompieri, perfettamente equipaggiati, non solo in ragione dell'elevata presenza di boschi, vero e proprio patrimonio naturale ed economico per la popolazione corsa e biglietto da visita per il turista francese ed internazionale ma anche in virtù della particolare conformazione del territorio con tutti i pregi e difetti che ne possono derivare, anche in ambito di protezione civile.

Altra cosa che ha attirato la mia attenzione: il fatto che in alcune località vi erano dei centri di soccorso unificati ovvero dei luoghi, posti fuori dal centro abitato, dai quali sia i Sapeurs Les Pompiers che le ambulanze medicalizzate SAMU (il Servizio di Urgenza ed Emergenza Sanitaria in Francia) partivano in contemporanea quando era richiesto l'intervento per entrambe in particolari eventi vedi ad esempio il classico e banale incidente stradale.

E in quel momento ho pensato, anzi ripensato, alla mia terra e al fatto che la presenza territoriale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco risulta essere anacronistica e dettata da vecchi concetti di gerarchizzazione relativamente all'importanza politica assunta in riferimento alle presenze in determinati luoghi rispetto ad altri: questo sia in termini di organico realmente a disposizione sia di mezzi ed equipaggiamenti personali e di squadra, reparto. 

Una soluzione potrebbe essere rapresentata dal'impiego dei cosiddetti Vigili del Fuoco Volontari quali complemento e supporto al Corpo Nazionale VVFF.

Creando, quale prima cosa, un Centro di Reclutamento, Formazione e Addestramento a carattere regionale, individuando tra i Comandi Provinciali dell'isola la sede maggiormente idonea e che risponda al soddisfacimento delle esigenze tecnico-logistiche che tale presenza comporterebbe.

Per seconda cosa, una volta reclutati, formati, addestrati scrupolosamente i VFV e dichiarati ufficialmente con status di Vigili del Fuoco Volontari provvedere alla creazione di "Sottodistaccamenti" ( a livello squadra) ovvero centri intermedi tra i Comandi Provinciali VF e i Distaccamenti VF in ambito provinciale, in comuni che raggiungono un X numero di abitanti oppure creando un "sottodistaccamento" ogni agglomerato di comuni per un numero Y di abitanti.

Ogni "sottodistaccamento" dovrebbe avere un responsabile e uno o più vice ressponsabili a seconda della grandezza e dell'importanza rigorosamente appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, corpo che dovrebbe provvedere inoltre alla fornitura dei mezzi, strumenti ed equipaggiamenti singoli e di squadra necessari per poter affrontare qualsivoglia emergenza e situazione. Oltre a provvedere ad organizzare frequenti corsi di aggiornamento.

Pensate solo a cosa significherebbe tutto ciò nell'accorciare notevolmente i tempi di intervento nel far si che la quantificazione del danno su cose o territori sia di minor impatto ma principalmente nella tutela della vita umana.




permalink | inviato da enzocumpostu il 11/10/2015 alle 14:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 ottobre 2015

1995-2015 A VENT'ANNI DA FIUGGI LA DESTRA ITALIANA HA LA POSSIBILITA' DI RIVITALIZZARE LA NAZIONE




permalink | inviato da enzocumpostu il 5/10/2015 alle 7:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 aprile 2015

L'IMPRESSIONE NON E' STATA DELLE MIGLIORI

Una forzatura: la presentazione di una unica via, unica possibilità, unica strada e unico territorio sul quale creare un corridoio umanitario sia solo la Sicilia; ai microfoni  parla dell'inopportunità della distruzione dei barconi (di certo non carichi ma messi in condizioni di non navigare ben prima ch'essi prendano il largo) e il considerare normale e fisiologico il fenomeno dell' immigrazione, di fatto continuo e ininterrotto da oltre vent'anni, in una giornata dove sono saltati fuori gli scafisti responsabili della tragedia ultima consumatasi (guarda caso un tunisino ed un siriano!) e le connivenze scoperte dalla magistratura tra i due criminali e personaggi all'interno del CARA di Mineo (e a mio avviso c'è ancora ben altro da essere scoperto) la riverenza verso un popolo come quello siciliano, sicuramentr impegnato e prodigo nel rendersi protegonista nell'affrontare questo evento umanitario con tragedia inclusa ma che nasconde qualcosa di molto poco chiaro.

E le cose ben poco chiare restano ancora tante.

Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana è apparso particolarmente teso in volto davanti ai microfoni del canale Sky 504 streaming e tv; teso e anche particolarmente nervoso, un noervosismo malcelato; non ho sentito dalle sue parole qualcosa di nuovo di quanto già dichiarato e ssostenuto anche in separata sede, oppure qualcosa di risolutivo sotto il profilo umanitario.

Perché è di questo che la Croce Rossa Italiana in casi simili si deve preoccupare, non di altro. Giustamente e naturalmente.

Ma l'azione umanitaria deve convogliarsi verso più fronti e canali; l'azione umanitaria andrebbe studiata paralllelamente all'azione politico-economica, sicuramente SCARSA o inesistente, da parte dell'Unione Europea che solo oggi promette interventi consistenti in più punti, vedremo di fatto di cosa si tratterà.

L'azione di belligeranza, poi: coinvolgere o non coinvolgere l'Italia? Per forza di cose dovrà essere coinvolta, seppur non con dispiegamenti di forze all'americana, ma a ondate:

probabilmente si potrebbe assistere ad un déjà vu bellico con gli air strike della coalizione sulla Libia ai tempi della guerra per "combattere" Gheddafi.

Interdizione aerea, individuazione obiettivi sensibili che non sono rappresentati soltanto dell'Islamic State, mediante l'impiego dei nostri cacciabombardieri MRCA Tornado, EFA 2000 e AMX.

Sarebbe interessante - sempre che di fatto non sia già avvenuto - una sperimentazione di quegli esemplari Lockheed Martin F-35 "completati" in quel di CAMERI.

Parallelamente sarà decisivo l'impiego delle unità della Marina Militare, compresi i nostri Sommergibili e i missili in loro dotazione ma, in primis, il Raggruppamehnto Incursori della MM tra le prime unità che dovrebbe mettere piedi in territorio libico, insieme ai paracadutisti del 185° RAO, aliquote del quarto alpini paracadutisti "Montecervino" e del nono incursori della Folgore "Col Moschin", aliquote del 17° Stormo RIAM in appoggio/coperrtuta agli eventuali MEDEVAC C-SAR e non solo..  Insomma una novella Lybian Task Force 45, gruppo Interv enti Speciali dei Carabinieri e unità del 1° Regg. par. CC "Tuscania" compresi.

Le sorprese a terra sono notevoli, attese ma anche imprevedibili, oltre a mezzi corazzati in mano dell'ISIS e le c.d. "tecniche" i pick-up cassonati al centro dei quali sono artigianlmente posizioniate delle mitragliatrici 8 in alcuni casi binate) da 20 millimetri nate di fabbrica in versioine contraerea e controelicotteri ma sul campo della guerriglia urbana tra Iraq, Siria, Medio Oriente e anche in Libia in azioni di fuoco di vario genere, difensivo ed offensivo (o di contrasto)


Poi c'è il rischio dei kamikaze imbottiti di tritolo, poi i classici IED artigianali o più sofisticati.

Solo una seconda ondata a terra potrebbe essere formata da truppe normali di fanteria meccanizzata di linea, come ad esempio la nostra Brigata Sassari.

E tutto questo spiegamentg - sempre con la condizione insindacabile che da sola militarmente l'Italia non dovrebbe fare nulla - dovrebbe essere l'apripista verso il tentativo di creare le condizioni di normalizzazione della vita quotidiana ripristinando gli elementi che in tutti gli stati civili consentono questo.

Qui non è questione di strafottenza e di radicarsi e ARROCCARSI in posizioni ben definite: oltre ai - sicuramente enormi - interessi in ballo perché si faccia o non si faccia va evitata la tragedia immane ma vanno anche fermati comportamenti criminali, criminoso-affaristici e imprevedibili risvolti demografici con implosioni sociali nel caso in cui i piani di certuni vadano in porto in un certo modo e non nei più intelligenti ed equilibrati.

Iniziamo a fare PSYOPS vecchia maniera: diffondiamo volantini, diramiamo per giorni e giorni comunicati alla radio e televisione, tramite canali RAI e Mediaset, nei quali si mette in guarda chi volesse raggiungere l'Italia sulla possibilità che sussiste relativamente all'affondamento di barconi, natanti, pescherecci e navi mercantili di qualsiasi tipo destinata a traghettare immigrati. 

Non lasciamo, però, che restino in trappola come topi: ridiamo  loro speranza, una terra promessa, anche in Africa.





permalink | inviato da enzocumpostu il 21/4/2015 alle 14:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 febbraio 2015

NON POSSIAMO RESTARE A GUARDARE

 

(Fonte immagine: Google Search Engine)
 
Essere definiti dei veri Fratelli d'Italia è un concetto altissimo e di massima considerazione e gratificazione; una definizione chiara ed inequivocabile e che va ben oltre alla formazione politica che il sottoscritto appoggia a livello nazionale e regionale.
Gianfranco Paglia è un amico, in primis, ma il concetto molto più ampio e che spazia nel mio modo di concepire l'attaccamento alla nostra terra e alle nostre radici va ben oltre ai confini e i limiti di una formazione politica, va ben oltre al fatto che sia stato parlamentare prima del PdL e poi di Futuro e Libertà.
Il Tenente Colonnello Paglia è mio amico e Fratello d'Italia a pieno titolo, soprattutto dopo il suo intervento a "Servizio Pubblico", su La7, ospite di Michele Santoro, ex-giornalista rompicoglioni di mamma Rai prima e di Mediaset poi.
Ritengo che nessuno possa ribattere a quanto ha affermato circa il fatto che le Forze Armate italiane, in  un qualsiasi contesto operativo in diverse aree "calde" del mondo, seppur impegnati in cruente attività- a fuoco, hanno sempre e soltanto avuto quale prima e unica finalità la garanzia o il ristabilire della pace e di migliori condizioni di vita sociale delle popolazioni coinvolte, in perfetta sintonia con l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana.

E non ho particolarmente gradito il fatto che qualcuno abbia avuto a che ridire sul fatto che abbia presenziato in trasmissione in divisa da ufficiale; si è presentato come militare non come politico, quindi stiamo molto attenti nell'esternare giudizi e critiche nello specifico.

E questo avverrà anche in un eventuale impiego delle quattro Forze Armate in territorio libico per contrastare l'avanzata dell'Islamic State e del suo orrore. Sperando che si possa contare, nella lotta a questo mostro a tantissime teste, nel coinvolgimento globale per poterlo sconfiggere: la NATO e l'Organizzazione delle Nazioni Unite con i suoi Caschi Blu.
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 27/2/2015 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 gennaio 2015

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: E SE NOI POTESSIMO CAMBIARE LA COSTITUZIONE, PARTE II TITOLO II DALL'ARTICOLO 83 AL 91?

Per garantire una maggiore rappresentatività del popolo nell’ elezione del Capo dello Stato, propongo a tutti voi miei costanti e assidui lettori del blog e contatti di Facebook questa mia proposta, diciamo pure un giochino di cambiamento della carta costituzionale, da “Fantacostituzionalisti” ma che tanto giochino non mi sembra, relativamente ai “rumors”, allo sdegno popolare e  relativamente alla modificazione di alcuni COMMI DI DIVERSI articoli:



il testo in vigore è quello colorato di nero, quello proposto è di color blu


PARTE SECONDA. ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

 

Titolo II. Il Presidente della Repubblica

Art. 83

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri alla quale si aggiungono i rappresentanti delle regioni e delle province autonome da seguito chiamati Grandi Elettori; i Grandi Elettori di ciascuna regione a statuto ordinario ovvero a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome ricevono mandato di rappresentanza del popolo sovrano attraverso elezioni nazionali indette entro centoventi giorni prima dal giorno del primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato; essi sono numericamente eletti nella misura di un Grande Elettore ogni centomila cittadini votanti in ciascuna Regione ovvero Regione Autonoma a statuto speciale ovvero Provincia Autonoma della Repubblica.

 

 

 

All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.

 

 

 

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta.

Art. 84

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.

 

L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

 

L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge e qualsiasi diritto e beneficio cessa a partire dal giorno in cui avviene il termine naturale del mandato o per volontarie dimissioni.

 

Art. 85

Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Al cittadino italiano risultante eletto Presidente della Repubblica viene conferito un mandato di rappresentanza assoluta del popolo sovrano di quattro anni rinnovabili una volta sola come previsto ai c. 1, 2 e 3 dall’art. 83.

 

Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, non prima di aver provveduto, entro centoventi giorni prima dello scadere del mandato, a indire le elezioni nazionali dei Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome.

 

Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

Art. 86

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.

 

In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione straordinaria del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice, come stabilito dal c.1 dell’art. 83,  la elezione straordinaria dei Grandi Elettori entro quindici giorni e dopo sucessivi quindici giorni indice le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.

 

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale e massima espressione dei principi ai quali si ispira la nostra Costituzione.

 

Può inviare messaggi alle Camere.

 

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

 

 

 

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

 

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

 

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

 

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

 

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

 

Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Ha il Comando Supremo delle Forze Armate e dei suoi Corpi Ausiliari, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Ha il Comando supremo dei Corpi Armati dello Stato;

 

Presiede il Consiglio Superiore della magistratura.

 

Può concedere grazia e commutare le pene.

 

 

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

 

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (*)

 

 

NOTE:

(*) Il secondo comma dell'art. 88 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.

Il testo originario del comma era il seguente:

«Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato.»

Art. 89

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

 

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

 

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri e dai Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle province autonome ovvero dai delegati regionali che hanno partecipato alle elezioni presidenziali.

Art. 91

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 26/1/2015 alle 20:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 aprile 2014

BLOCCARE GLI INCIUCI PARLAMENTARI

Su Facebook si leggono una serie innumerevole di giudizi con desideri giustizialistici e di estrema insofferenza verso quei parlamentari che improvvisamente e con una nonchalanche voltagabbanesca di faccia da dovenonbattemaiilsol abbandonano la.forza politica che li ha sostenuti ed elevati ai più alti scranni per convenienza e opportunismo o verso il . protettorato ncd scelta civica o PD . 

Occorre battersi con le unghie e con i denti e con le baionette opinionistiche affinché:
1) i parlamentari italiani regionali, nazionali ed europei eletti ufficialmente si impegnino formalmente, pena la decadenza e la immediata destituzione e sostituzione, a esercitare il loro mandato elettorale ergo di rappresentanza del popolo sovrano solo ed esclusivamente per quella forza politica nella quale presentarono la loro candidatura e questo per tutta la durata della legislatura. 

2) ogni lista di.partito politico o movimento politico o forza politica a la quale a.ovni qualsiasi livello di rappresentanza del popolo sovrano presenta un elenco di cittadini candidati unitamente ad essa ed entro i fermini previsti dalla apposita normativa deposita presso i Tribunali il programma sia dei singoli candidati sia della forza politica, partito o movimento politico e si impegna formalmente, nelle aule di rappresentanza ed eventualmente nelle commissioni a qualsiasi livello di rappresentanza del popolo sovrano nonché nelle azioni di governo a rispettare i punti dei programmi perseguiti pena la perdita della maggioranza che si evolve verso una crisi di natura locale, regionale, nazionale che fisiologicamente comporterà nuove elezioni. 

Dei modi per fermare certi modus operandi si devono trovare.

Basta caos, inciuci e confusione utile per "distrar le menti". 




permalink | inviato da enzocumpostu il 9/4/2014 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 marzo 2014

ANTICHI SISTEMI PER TUTELARE LA VITA RIPROPOSTI IN CHIAVE MODERNA

HO RITENUTO NECESSARIO PUBBLICARE QUESTO POST NEL MIO BLOG: E' UNO STATO PUBBLICATO SULLA MIA BACHECA VIRTUALE DI FACEBOOK IERI 4 MARZO 2014.


PUBBLICO ANCHE I COMMENTI CHE SI SONO SEGUITI A QUANTO HO SCRITTO E A QUANTO RIPORTATO DA QUESTO ARTICOLO RIPORTATO DOPO IL MIO BREVE COMMENTO A PROPOSITO DEI "TROVATELLI":

Con la crisi economica e la consapevolezza, purtroppo, che alcune donne pur essendo - Deo gratia - refrattarie all'interruzione volontaria di gravidanza rinunciano o sono costrette a rinunciare alla maternità, questa sorta di "ruota degli esposti" tecnologicamente sofisticata rivede emergere la questione dei bambini adottati e affidati a famiglie che - si spera - possano sostituirsi appieno alla madre e al padre biologici.
Inutile essere retorici, non serve. 

Non tutte le donne sprovviste di coraggio o per motivi solo a esse note sono disposte diventare madri; e non tutte le donne che non desiderano esser chiamate mamma sono disposte a partorire in strutture ospedaliere per poi lasciare lì i nascituri.

E allora facciamo sì che queste iniziative sorgano pressoché in ogni provincia.
Ma mi fa rabbrividire l'idea che questi piccoli bimbi per alcuni minuti siano abbandonati così in balì di se stessi, magari in serate fredde e gelide notti invernali. 

No, dovrebbero essere in prossimità di strutture ospedaliere per poter dare co n immediatezza soccorso e riparo a questi bambini, simbolo della vita e non della morte. 

Lo so che spesso tratto argomentazioni che "gelano" il sangue ma...Tant'è... che questa è la vita amici miei; e anche nella mia città, Nuoro, quelli che un tempo definivamo come "trovatelli" e "trovatelle" non sono pochissimi e pochissime. E per ognuno/a una storia.

E forse alcuni e alcune di loro non ne sono mai venuti/e a conoscenza.

Pareri? Potete commentare

Beatrice Cassano Grazia Gorga Taddeo Franca Cocco Antonio Onorato Succu Franco Mariano Mulas Asl Nuoro Maria Simona Toxiri Dana Kolescù Dana Daniela DanaGiovanna Florenzi Giusy D'ambra Geronimo Efrem Andrea Carreras Maya Jarry von Habsburg-Lothringen Pina Romagnoli Antonietta Rubanu Sabrina Scagnoli Romana Frastagli Matilde Aratari Fabrizio Mustaro Giovanni Ricci Valentina Cossu Manola De Rubeis Alessandra Podda Dania Aresu Emilia Fois Lorella Beatrix Ancarani Lucia Nigro Maria Pia Osio Marcelli Rosy Giglio Sofia Garnet Sofia Ottaviano III Viviana Beccalossi Carla Penno Teresa Perrotta Cristina Longobardi Maria Lisci Alessandra Corrias Gabri Ella Michelina Di Michele Valeria Marà Terry Tomarelli Mariella UsaiGiuseppina Polastri Marian Antonietta Bventura Madel Albertina Boi Mariabeatrice Corona Bianca Di Matteo Merola Salvatore Sasso Deidda Alessandra Meloni Gorla Ornella Dilva Morandi Loredana Spezzaferro Argia Lombardi Marcato Maria Giovanna Devias Marilena De Grandi Marina Salvadori Maria Carla Deiana Ossino Paola CadinuPatrizia Fanni Patrizia Mattana Matta Anna Maria Filomena Mezzatesta Rosaria Mereu Maria Rosa Meaggia Teresa Pinna Romina Tafi Roberto Rosi Anna La RosaAnna La Rosa Rosanna Batesta Tina Manconi Lizzi Lucia Altomare Liviana MurgiaFiorella Pipoli Fiorella Mannoia Fiorella Mannoia Clarissa Burt Flavia Corda Emma D'aquino Mercedes Kia Ferrari Forti Valeria Falcone Campi Matilde Falcone Gina Grassi Laura Giovannelli Protani Anna Matteoni Maria Laccheo Angela MorettiAnnalisa Montanari Ilde Centra Anna Donata Trillo Fratelli d'Italia Roma Anastasia Zarina Siena Jolanda Fancellu Flora Caruso Ivana Fois Investigazioni Ilaria DecimoScivetti Matteo Laura Di Tolla Ludovico MassimoLancellotti Ludovico Einaudi
Albenga, Benedetta dal Vescovo Suetta e di nuovo in funzione la nuova Culla per la vita
Il nuovo sistema di emergenza con televideo collegato pure ad uno smartphone 

Albenga (15.2) Restyling ultratecnologico, ad Albenga, della Culla per la Vita. A distanza di qualche secolo, entra nel mondo del digitale, anche ad Albenga, la ‘ruota degli esposti’, quella struttura spesso sistemata, nei secoli scorsi, all’ingresso dei conventi per accogliere in assoluto anonimato i neonati che le mamme non volevano tenere. 
La ‘culla per la vita’, promossa già dal 2006 dal Centro Aiuto Vita ingauno in collaborazione con Caritas Diocesana, è stata inaugurata nei locali della ex scuola cattolica, oggi sede del Centro Aiuto Vita-ingauno insieme all’Istituto superiore di Scienze Religiose. Ha presieduto la cerimonia religiosa il Vescovo eletto Suetta, alla sua prima uscita pubblica in città. Presenti con Eraldo Ciangherotti fondatore del CAV-i, anche il Direttore della Caritas diocesana Don Filippo Bardino, il direttore della Scuola di teologia Don Gabriele Corini, il Subcommissario Prefettizio Valeria Fazio, il Comandante della Polizia Municipale Gaetano Noè, il Capitano dei Carabinieri di Alassio Ercolani e il Comandante dei Carabinieri di Albenga Pelusi.
"Benedico con gioia la Culla per la Vita nuovamente predisposta dal Cavi. La benedizione giunga ai bimbi che nascono alla vita, ai genitori chiamati ad accoglierli e a tutti i volontari che credendo nella provvidenza di Dio si adoperano per sostenere le situazioni di fragilità e debolezza affinché nessun dono di Dio venga rifiutato o non riconosciuto" ha detto il Vescovo Suetta benedicendo con l'acqua santa la nuova culla per la vita.
"Ci auguriamo da una parte che questa culla non debba mai essere usata perché l'utilizzo sarebbe segno di non accoglienza ma dall'altra parte speriamo che, in caso di estrema ratio, venga usata evitando il ricorso all'aborto o comunque per prevenire l'abbandono sconsiderato del neonato nei cassonetti" ha aggiunto Ginetta Perrone presidente del CAV-i.
La piccola culla, che si affaccia su Via Trieste 35, è dotata di tutti i moderni comfort, accessibile dall’esterno attraverso uno sportello che si apre automaticamente ed è collegato ad un sistema di allarme silenzioso e di televideo a circuito chiuso gestibile da uno smartphone dedicati, per consentire di allertare in pochi minuti il personale specializzato. Il bambino abbandonato verra’ poi trasferito al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Corona in attesa del provvedimento di adottabilità emesso dal tribunale dei Minori di Genova.
La ‘culla per la vita’ verrà promossa, presso tutte le strutture sanitarie pubbliche della città, attraverso una campagna informativa, per spiegare, in tutte le lingue, anche l’arabo, che una mamma puo’ liberamente partorire anche in anonimato, cioe’ senza essere nominata nel certificato di nascita; basta rivolgersi a qualunque reparto ospedaliero di ostetricia, in base alla legge, che garantisce questo diritto.

Mi piace ·  · Promuovi · 
  • Filomena Mezzatesta com'era una volta la Rota degli Esposti o dei trovatelli, meglio che ci sia, non è giusto abbandonare un bambino appena venuto al mondo e bisognoso di cure e soprattutto amore. Sai che i neonati che non ricevono carezze, possono addirittura ammalarsi e...Altro...
  • Fiorella Pipoli Impossibile non essere d'accordo... Conosco persone che, pur di adottarne uno, hanno fatto file e trafile burocratiche e viaggi all'estero.
  • Argia Lombardi Marcato A Napoli esisteva all'Annunziata una ruota degli esposti(da qui il cognome Esposito) che venivano poi curati ed assistiti dalle suore e ammessi successivamente all'adozione.Era una istituzione benefica molto apprezzata e aiutata.Non sarebbe male favorirne la reintroduzione in tutto il paese
  • Beatrice Cassano  ho messo il cuore..e con questo esprimo il mio pensiero...cuore solo cuore sempre
  • Enzo Cumpostu Argia Lombardi Marcato qualcosa in chiave moderna..........
    23 ore fa · Mi piace · 3
  • Michelina Di Michele La legge prevede che la madre "abbandoni" il figlio in ospedale una volta partorito. Basta solo metterci la faccia, per cosi dire. Ripugna il fatto che vengano buttati nei cassonetti. Fermamente contro ruote degli esposti e simili, nell'anno 2014 d.c. dovremmo fare un passo avanti e colmare l' immenso vuoto culturale a riguardo.
  • Enzo Cumpostu Indubbiamente. Ma purtroppo anche per la presenza in Italia di migliaia e migliaia di donne straniere ho la vaga sensazione che queste ruote degli esposti (molto differenti alla ruota della fortuna renziana ) accogleranno non pochi bambini.
    13 ore fa · Mi piace · 1
  • Argia Lombardi Marcato meglio accoglierli che buttati nei cassonetti o addirittura uccisi con l'aborto
  • Bventura Madel Ho avuto da poco una nuova nipotina, accolta con gioia da tutti noi. Una benedizione del Cielo ed al Cielo voglio rivolgermi affinchè metta nel cuore di ogni madre disperata, la sensazione bellissima che si prova ad essere chiamata mamma, ad occuparsi ed amare la propria creatura 
    foto di Bventura Madel.
  • Fiorella Pipoli Con la crisi in corso e la mancanza di lavoro, facendo i conti con l'impossibilità di poterli mantenere e sfamare... ci pensano gli assistenti sociali a portarli via dalle loro braccia, nella maggioranza dei casi e contro la loro volontà.
  • Enzo Cumpostu E parliamo anche del business che si cela dietro...
    10 ore fa · Mi piace · 1
  • Franca Cocco "La culla della vita" un sistema di grande valenza sociale, da imitare senza riserva alcuna. ... Sono favorevole affinché tutto ciò si realizzi nelle zone più a rischio, per la presenza di donne di colore. S'è richiesto l'anonimato, questo dev'essere rispettato nei modi più favorevoli per le persone interessate. ..
  • Enzo Cumpostu Non è una questione di "colore" ma di donne straniere anche europee: non tutte si rivolgono alle strutture ospedaliere del SSN.
    Diciamo che dovrebbe comunque essere fatto in modo, pur mantenendo l'anonimato, si possa dar luogo ad u n tempestivo interve
    ...Altro...
  • Enzo Cumpostu Le cronache di neonati abbandonati nei cassonetti non parlano sempre e solo di donne africane ma vengono trovati bimbi in vita o deceduti anche di razza bianca.
  • Enzo Cumpostu Secondo me anche di genitori biologici italiani.
  • Mercedes Kia Ferrari Forti Caro Enzo a Roma esiste da tanto tempo, ma ..il problema, i problemi sono a monte...nel 2014...esiste la prevenzione , esistono i rapporti protetti, perchè non fare campagne martellanti per tutelare la salute degli uomini e delle donne, e delle piccole creature senza colpa?Ricordo che anni fa la Cri ha fatto campagne per informare sul virus HIV mi chiedo, ma ci siamo dimenticati? E' più che mai attivo, e nessuno se ne preoccupa più, inoltre aggiungo per fortuna esistono gli ASSISTENTI SOCIALI !!!!
  • Enzo Cumpostu Mercedes Kia Ferrari Forti la prevenzione, attraverso la contraccezione pianificata sia chimico-farmacologica, sia meccanica, sia utilizzando metodi "naturali" può fallire anche nelle coppie dove la presa di coscienza è elevatissima.
    Questo dovresti saperlo...

    Questo stato di Facebook è interessante: lo pubblicherò nel mio blog.
  • Enzo Cumpostu




permalink | inviato da enzocumpostu il 5/3/2014 alle 20:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 febbraio 2014

LE PRIMARIE DELLE IDEE DI FRATELLI D'ITALIA: UNA INTERESSANTE ANALISI SUL PIANETA ITALIANO

SABATO 22 E DOMENICA 23 FEBBRAIO SI E' VOTATO PER LE PRIMARIE DI FRATELLI D'ITALIA - CENTRODESTRA NAZIONALE - SIA RELATIVAMENTE ALLA PREFERENZA DA APPORRE PER LA SCELTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE DEL MOVIMENTO OVVERO LA LEGGENDARIA GIORGIA MELONI SIA PER SCEGLIERE I NOMINATIVI DEI GRANDI ELETTORI; INOLTRE VIENE CHIESTO A CHI SI RECA ALLE URNE DI SCEGLIERE IL SIMBOLO CHE DOVRA' RAPPRESENTARE IL MOVIMENTO MA SOPRATTUTTO - ED E' QUESTO CHE MI HA PARTICOLARMENTE INTERESSATO E SPERO INTERESSI TUTTI GLI I ITALIANI E SARDI, ANDANDO A VOTARE IL PROSSIMO FINE SETTIMANA, RELATIVAMENTE AI DIECI QUESITI POSTI ALL'ELETTORATO DI FDI SU TEMATICHE DELICATE, CRUCIALI, ALCUNE DECISIVE PER IL BUON FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA ITALIA.

I DIECI QUESITI POSTI ALL'ELETTORATO ATTIVO DI QUESTE PRIMARIE: IN SARDEGNA SI VOTERA' QUESTO FINE SETTIMANA, PER VIA DELLE DIFFICOLTA' FISIOOGICHE RELATIVE ALLO SPOGLIO DEL VOTO REGIONALE TENUTOSI IL 17 FEBBRAIO SCORSO, GIORNO DOPO LE ELEZIONI COSI' COME DECISO DALLA NORMATIVA ELETTORALE.

http://www.ricostruiamotutto.com/  




permalink | inviato da enzocumpostu il 24/2/2014 alle 18:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 febbraio 2014

SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO QUESTE ORRIBILI BARBARIE

DALLA BACHECA FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU, MARTEDI 4 FEBBRAIO 2014

EnzoCumpostu ha condiviso la foto di LE DONNE DELLA POLIZIA DISTATO.

3minuti fa

Qualunquecosa possa arrivare a fare una donna, una moglie, una compagna, una fidanzata,niente e ripeto NIENTE potrà mai giustificare la barbarie di gesta come queste.
Si può litigare, soffrire, in silenzio o urlando ilproprio dolore al mondo intero ma LA VIOLENZA NON E' MAI DA UOMINI. SOLO DABESTIE. ANZI... MOLTO PEGGIO!!!

 

Roma. Chiara, 19anni, massacrata a calci e pugni dal fidanzato: "È in fin di vita" 

L’ha massacrata a calci e pugni. Una violenza inaudita, colpi pesantissmi chele hanno spaccato la testa e la milza, riducendola come solo un incidente stradale avrebbe potuto fare. Così ora Chiara InsidiosoMonda, 19 anni compiuti a dicembre, lotta tra la vita e la morte in un lettodel reparto “Lancisi” del San Camillo. E’ in terapia intensiva, operatad’urgenza lunedì sera, dopo esser stata picchiata dal fidanzato probabilmentesotto l’effetto di stupefacenti. I fatti sono avvenuti lunedì pomeriggio.Quando Maurizio Falcioni (muratore 35enne già noto alle forze dell’ordine perproblemi di droga) inizia ad urlare e ad inveire contro la sua giovanissimaragazza nell’abitazione dove vivevano da un paio di mesi, in via Nicola Pagani,in zona Casalbernocchi. E’ solo lui a gridare, almeno in vase alletestimonianze. Fino a quando, intorno alle ore 18, bussa ai vicini dicendo cheChiara aveva avuto un malore. Da lì la chiamata al 118 e l’intervento immediatodei carabinieri sul posto: mentre la 19enne viene trasportata d’urgenza alpronto soccorso del Grassi prima di esser definitivamente trasferita nelreparto di terapia intensiva del San Camillo, l’uomo viene arrestato conl’accusa di tentato omicidio e lesioni gravissime. Inutile per il 35enne iltentativo di convincere i vicini prima e i militari poi che la giovane fossecaduta. «Mia figlia aveva il volto tumefatto – racconta Maurizio Insidioso, ilpadre di Chiara -. Quando l’ho vista era irriconoscibile, i medici mi hannodetto che solo un incidente stradale avrebbe potuto ridurla così. Io ho finito divivere, è la mia unica figlia e se sopravvive, con le lesioni che ha riportatoal cervello, sarà un vegetale. Chiara soffre di un leggero ritardo mentale, èingenua e quel maledetto l’ha assoggettata a lui come fosse un robot,convincendola a scappare di casa. Me l’ha massacrata, è un folle, lo avevo giàdenunciato. Quando domenica mia figlia mi ha telefonato, dicendo che non nevoleva sapere più niente di lui, mi ha chiesto se l’andavo a prendere. Avreipotuto salvarla da quella cieca furia omicida . Invece non ho fatto in tempo».

Foto: Roma. Chiara, 19 anni, massacrata a calci e pugni dal fidanzato: "È in fin di vita" L’ha massacrata a calci e pugni. Una violenza inaudita, colpi pesantissmi che le hanno spaccato la testa e la milza, riducendola come solo un incidente stradale avrebbe potuto fare. Così ora Chiara Insidioso Monda, 19 anni compiuti a dicembre, lotta tra la vita e la morte in un letto del reparto “Lancisi” del San Camillo. E’ in terapia intensiva, operata d’urgenza lunedì sera, dopo esser stata picchiata dal fidanzato probabilmente sotto l’effetto di stupefacenti.  I fatti sono avvenuti lunedì pomeriggio. Quando Maurizio Falcioni (muratore 35enne già noto alle forze dell’ordine per problemi di droga) inizia ad urlare e ad inveire contro la sua giovanissima ragazza nell’abitazione dove vivevano da un paio di mesi, in via Nicola Pagani, in zona Casalbernocchi. E’ solo lui a gridare, almeno in vase alle testimonianze. Fino a quando, intorno alle ore 18, bussa ai vicini dicendo che Chiara aveva avuto un malore.  Da lì la chiamata al 118 e l’intervento immediato dei carabinieri sul posto: mentre la 19enne viene trasportata d’urgenza al pronto soccorso del Grassi prima di esser definitivamente trasferita nel reparto di terapia intensiva del San Camillo, l’uomo viene arrestato con l’accusa di tentato omicidio e lesioni gravissime. Inutile per il 35enne il tentativo di convincere i vicini prima e i militari poi che la giovane fosse caduta.  «Mia figlia aveva il volto tumefatto – racconta Maurizio Insidioso, il padre di Chiara -. Quando l’ho vista era irriconoscibile, i medici mi hanno detto che solo un incidente stradale avrebbe potuto ridurla così. Io ho finito di vivere, è la mia unica figlia e se sopravvive, con le lesioni che ha riportato al cervello, sarà un vegetale.  Chiara soffre di un leggero ritardo mentale, è ingenua e quel maledetto l’ha assoggettata a lui come fosse un robot, convincendola a scappare di casa. Me l’ha massacrata, è un folle, lo avevo già denunciato. Quando domenica mia figlia mi ha telefonato, dicendo che non ne voleva sapere più niente di lui, mi ha chiesto se l’andavo a prendere. Avrei potuto salvarla da quella cieca furia omicida . Invece non ho fatto in tempo».

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 4/2/2014 alle 21:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

14 gennaio 2014

IL REGGIMENTO SAN MARCO AL PARLAMENTO EUROPEO E' UNA BUONA IDEA

 Ho appena letto un' intervista del Radicale Turco, ex Deputato della sedicesia legislatura, per il quale la determinazione di Ignazio Larussa di candidare Girone e Latorre al Parlamento Europeo sarebbe da imputare a una sorta di senso di colpa da parte del leader ed ex titolare del dicastero della Difesa Ignazio Larussa.

Personalmente, invece, ritengo che la decisione di proporre il Secondo Capo Girone e il Capo di 1a classe della Marina Militare in forza presso i NMP ovvero Nuclei Militari di Protezione a tutela del naviglio mercantile e dei loro equipèaggi battenti bandiera italiana non fossero - come dichiara Turco - "affitto dei nostri militari agli armatori" ma semplicemente la presa di coscienza che i contractors avrebber avuto serie difficoltà nel gestire operazioni di disimpegno anti-hijacking in pieno Oceano visto e considerato che i contractors stessi NON SONO POSSIBILITATI ALL'IMPIEGO DI ARMI AUTOMATICHE LEGGERE E PESANTI cosa che invece potevano e possono fare tutt'ora le nostre Forze Armate utilizzando, qualora si rendesse necessario, anche mitragliatrici leggere quali la MINIMI, la MG 42/59 o la Browning M2 poiché non sempre vi è la matematica certezza che i pirati utilizzino sconquassate imbarcazioni in VTR o legno per abbordare i cargo.

Ero nelle vicinanze di Roma, tra sabato e ieri pomeriggio e ovunque campeggiano enormi poster che raffigurano i due marinai: e la candidatura dei due sottufficiali sarebbe un ottima chanche di salvataggio delle loro vite, un lume di speranza che si ravviverebbe visto il forte riscontro che Latorre e Girone avrebbero da parte dell'elettorato.

Semaforo verde, dunque, per la loro candidatura ma non basta: occorrono azioni ben più clamorose di una semplice manifestazione di solidarietà nei loro confronti.

Intanto, le regionali 2014 in Sardegna sono sempre più vicine e la concretizzazione delle nostre speranze di vedere una corposa presenza di FDI tra i banchi del Connsiglio Regionale della Sardegna (e di certo non per far numero) si può realmente avverare.




permalink | inviato da enzocumpostu il 14/1/2014 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 gennaio 2014

L'ALLUCINANTE-ALLUCINOGENA CULTURA DELLA CANNABIS LIBERA VA FERMATA

In questi giorni abbiamo notato un notevole incremento dell'attività politica, in particolar modo da parte di alcuni esponenti della sinistra estrema (ma anche del PD) orientata alla liberalizzazione di quelle che un tempo si definivano "droghe leggere"; dopo la legge Fini-Giovanardi la differenziazione nella classificazione di droghe leggere o pesanti è stata livellata con i suoi pro e i suoi contro (elevato numero di controlli e procedimenti penali anche per piccoli quantitativi di cannabis ma anche la scoperta di numerose produzioni home-made in terreni semi abbandonati anche in Sardegna vedasi controlli effettuati in simbiosi operativa tra CC GdiF PS e CFVA) e quello che lascia - per lo meno me - basiti è come tali argomentazioni siano oggetto di aspre lotte politiche e, come per tutte le cose e con una certa ipocrisia pennellata data in pasto (tra l'altro malamente) all'opinione pubblica, il nocciolo del problema  è soltanto una questione d'argeant e dei grandi business che ci sono dietro; da una parte chi intravede sempre e comunque interessi economici di parte con la politica del proibizionismo che di fatto contribuisce a favorire e alimentare la criminalità organizzata nazionale ed internazionale-intercontinentale.


(notizie d'archivio fonte: web)

Dall'altra le politiche atte o tendenti alla liberalizzazione che fa sì possano crearsi economie anche dalla libera commercializzazione vedi Olanda e Uruguay nonché alcuni degli States dove Obama ha permesso ciò e, di riflesso, creano economie ma allora sarebbero un controsenso tante altre crociate legate ad altre tipologie di dipendenze patologiche come il GAP. E una certa correlazione tra cannabis e GAP magari si scopre che c'è.

Uno Stato e delle istituzioni che agli occhi dei cittadini apparirebbero double-face e abbondantemente condite da palese ipocrisia: da una parte foraggia e incassa, dall'altra fa campagne di prevenzione e cura.

Inoltre, trovo particolarmente triste che all'interno del SSN le opinioni delle volte non convergono vedendo di fatto favorevoli e contrari a seconda delle correnti politiche alle quali sono invisi anche se - essendo dei tecnici - si tratta in buona parte di conclusioni basate su deduzioni scinetifiche, sulla statistica e anche sulla ricerca medica in questo campo.

Se volete sapere la mia, sono per la liberalizzazione - totale ed assoluta - del procedere alla distruzione, anche mediante utilizzo di vettori aerei militari, delle piantagioni di coca, oppio e cannabis pseudoterapeutica in ogni dove.
Con o senza prescrizione medica. Anche con il napalm, qualora fosse necessario, quando con le buone e le azioni politiche serie di riconversione agricola dovessero fallire.
non mi sembra che la missione ISAF abbia portato a un decremento nella produzione globale di oppio. Anzi...

Abbiamo tutti ragione di credere che sia più che probabile (se non certo) il fatto che alcuni dei politici antiproibizionisti sono loro stessi abituali consumatori di droghe e spero che gli italiani aprano bene gli occhi. State e stiamo tutti all'erta e ci si mobiliti fattivamente e operativamente contro la trasformazione del nostro paese in un coffe shop all'olandese.




permalink | inviato da enzocumpostu il 10/1/2014 alle 11:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 gennaio 2014

SANTE PAROLE

DICONO CHE GIORGIE MELONI, ULTIMAMENTE, ABBIA UN ' ARIA PIU' SERENA, DICONO CHE CAMBI LOOK, ACCONCIATURA ETC. CIOE' I TIPICI SEGNI CHE FANNO CAPIRE QUANDO UNA DONNA STA VIVENDO UN AMORE, MAGARI NUOVO. COSI' PER LO MENO ALCUNI FLASH-GOSSIP SU DI LEI .

BUON PER LEI, MA ALTRETTANTO BUONA DIREI LA SUA ULTIMA VALUTAZIONE SULL'ATTUALE ESECUTIVO CHE POSTO QUI NEL MIO BLOG ESTRAPOLANDOLO DALLA SUA PAGINA FACEBOOK.

(FOTO: INTERNET)

Siamo realisti: le forze politiche che compongono questo governo non riescono a dare risposte sulle vere emergenze nazionali, talvolta non riescono neanche a mettersi d'accordo su quali siano le priorità dell'Italia, figuriamoci se possono trovare una sintesi su temi etici come quello del riconoscimento delle unioni civili. Solo un segretario che volesse creare grattacapi al suo premier potrebbe chiedere soluzioni condivise a questo Esecutivo.
Renzi, dunque, sia intellettualmente onesto: ammetta che i suoi annunci 'choc' non sono priorità politiche ma degli spot elettorali e che vuole tornare al voto per candidarsi alla premiership. Siamo certi che gli italiani apprezzerebbero quantomeno la sincerità. E magari farebbero finta di non sapere che da quando si è proposto alla guida della coalizione di centrosinistra alle primarie dello scorso anno, Renzi non ha avanzato una sola proposta per rilanciare l'economia italiana. Quello che vuole fare, per ora, non è dato sapere
  




permalink | inviato da enzocumpostu il 4/1/2014 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 novembre 2013

RIPARTIRE CON PROGETTI CREDIBILI E ONESTA'

 

Le sorti di un singolo non possono trascinare una intera popolazione verso il baratro: ed è questo che devono capire coloro i quali aderiscono a "Forza Italia déjà vu".
Perché allo stato delle cose non mi preoccupa che fine farà il Cavalier di Braghetta Silvio Berlusconi il quale - beh buon per lui - in aula del Tribunale gli si attribuiscono doti da Highlander sessuale, impegnato in comprovate e documentate nonché agli atti dl procedimento giudiziario che lo vede come protagonista in un instancabile threesome con personaggi femminili ben noti alle cronache rosa-porno-giudiziario-politiche d'Italia.
Io ve l'ho sempre detto, gridato, ma a molti ha fatto comodo seguirlo spesso controvoglia, abbondantemente tradendo ideali ed elettorato, mettendo a repentaglio la comunità nazionale e sarda, vi ho sempre consigliato lo stacco netto, radicale, deciso, con una persona che con la Destra ben poco aveva a che spartire.
La Destra italiana non doveva spartire!
La Destra Italiana parallelamente alla Sarda doveva combattere coesa, unita.
Lui dice che andrà avanti, non possiamo avere un' idea di quel che sarà la reazione elettorale alla prossima tornata che arriva.
Intanto resta da chiedersi se tra le faraoniche opere pubbliche realizzate in Italia e anche in Sardegna durante la sua epopea, complici diretti e consenzienti (nonché soci d'affari più o meno zozzi) i "compagni" -  esempio per tutti basti pensare agli eventi calamitosi che hanno colpito la nostra isola e altre regioni italiane negli ultimi 10-15 giorni - per quante occorrerà avviare procedimenti e inchieste giudiziarie relativamente alla regolarità dell' aggiudicazione degli appalti nonché all'accertamento periziale relativamente alla sicurezza di ponti, strade, viadotti stradali e ferroviari.
 
Dico questo perché mentre il fotomontaggio del Cavalier Viagrante  Vittimeggiante Eroe (lo avete visto nei cartelli preparati da FI con lo sfondo delle Brigate Rosse che ricorda le Polaroid dei giorni di prigionia di parecchi sequestrati poi rilasciati o ammazzati) fa ridere i polli mentre le morti che potevano esser evitate non fanno ridere per niente; ma hanno un grandissimo potere: la sete di giustizia e il ripristino dei ferri di campagna.

Questo sarà la nostra vendetta civile dei Sardi e degli Italiani.
Enzo Cumpostu sostiene Fratelli d'Italia: che qualcuno ci illumini, da lassù.
 
Intanto, alcuni elementi sul web continuano all'incitamento dell'odio e del disprezzo verso la Sardegna.
Nel frattempo questo deficiente è stata denunciato all'autorità giudiziaria dalla Polizia Locale di Olbia:
 

27 novembre 2013

FRANCO GABRIELLI: NON SOLO 007

 

Franco Gabrielli, ex capo dei servizi segreti civili di Via Lanza a Roma non va per il sottile; e devo dire che questa volta - ma solo questa volta di certo un pò meno riguardo la campagna anti-incendi boschivi della scorsa estate - ha piena ragione: regione, alle provincie e ai comuni nella pianificazione degli interventi e nel protocollo da seguire sopratutto quando parliamo di PREVENZIONE ( che viene dopo la previsione...) spettano ruoli ben specifici e ora non resta che attendere le indagini - si spera il più minuziose possibili - degli organi di Polizia Giudiziaria i quali trasmetteranno tutto il pesante fardello di responsabilità accertate alle diverse Procure della Repubblica.

E lo stanno di già facendo. 
 

Sardegna, Gabrielli attacca: "Cosa hanno fatto Regione e Comuni ...

 
Riguardo poi il coinvolgimento della popolazione nelle attività di Protezione Civile Legge 24 Febbraio 1992 n. 225 affonda ancora la lama come del resto potrete leggere in questo articolo del quale inserisco il link:
 

Maltempo: Gabrielli, manca cultura protezione civile.Permessi criminali


Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, 
romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.
Siamo le ginestre d'oro giallo che spiovono sui sentieri rocciosi 
come grandi lampade accese.
Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, 
lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto.
Siamo il regno ininterrotto del lentisco, 
delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina,
del vento, dell'immensità del mare.
Siamo una terra antica di lunghi silenzi, 
di orizzonti ampi e puri, di piante fosche,
di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.
Noi siamo sardi.


                                                G.Deledda


   

23 novembre 2013

METAFORE

DALLA BACHECA FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU DI SABATO 23/11/2013

 

Vorrei partire da un esempio e con lo stesso arrivare ad un altro discorso drammaticamente attuale e legato alla mia terra e che sembra distante e assolutamente fuori tema ma non lo è affatto e ora mi spiego:
alcuni giorni fa mi telefona un amico dalla penisola perché preoccupato per le notizie che arrivavano dai media e anche perché vista la zona interessata pensava che la zona dove noi abbiamo casa al mare potesse esser stata interessata cosa che fortunatamente non è avvenuta.
Dopo che gli ho spiegato la situazione, l'entità dei danni e descritto quali aree sono maggiormente interessate e colpite, abbiamo cambiato argomento, gli ho chiesto come stessero in casa, ho chiesto informazioni sulla figlia, una bellissima e bravissima ragazza che conosco da più di otto anni da quando cioé era una giovane liceale e che lo scorso inverno si è laureata in Medicina e Chirurgia; la neo dottoressa ha da poco iniziato il corso di specializzazione, altri cinque anni.
Mi dice: " beh io sono preoccupato per mia figlia xyxx perché non so a quali livelli di responsabilità andrà incontro ora che sta in corsia e non so a partire da quale anno, sai Enzo c'è poco da scherzare adesso i medici appena entrano devono avere di già l'avvocato pronto sembra quasi una cosa normale, una regola consuetudinaria".

E' più che normale che un padre si preoccupi dei figli, anche per una tutela dal punto di vista assicurativo per eventuali e non augurabili a nessuno ( soprattutto ai pazienti ) causa civile intrapresa per danni permanenti o addiritura decessi.

E poi continua: " Sai se succede qualcosa il magistrato prima fa fare le indagini agli organi di polizia giudiziaria, fa sequestrare le cartelle cliniche che vengono messe agli atti, sente i testimoni e poi fioccano avvisi di garanzia a raffica e solo successivamente si vedrà se tra queste persone ci sono sanitari che non hanno nulla a che vedere con il caso specifico o meno".

Giusto, non fa una grinza: e prevedo che questo sarà quel che accadrà a breve per cercare i VERI ( E SOTTOLINEO I VERI!) responsabili tra coloro che hanno aiutato Madre Natura a mietere morte e distruzione qui in Sardegna informando per atto dovuto anche persone di irreprensibile moralità e rettitudine professionale che in un modo o nell'altro può essere considerato/a coinvolto/a nelle indagini: ragazzi qui parliamo di omicidio e disastro colposo. Qui parliamo di una Vajont sarda evitata per miracolo.

 


 




permalink | inviato da enzocumpostu il 23/11/2013 alle 20:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 novembre 2013

GIORGIA MELONI E LA MERITOCRAZIA PARLAMENTARE

Legare le retribuzioni parlamentari all'andamento dei fenomeni macroeconomici italiani significa premiare la meritocrazia anche in politica, ovvero quei rappresentanti del popolo che dimostreranno concretamente di attivarsi per l'elettorato italiano, per la comunità che essi sono chiamati a rappresentare secondo quanto sancito dalla carta costituzionale.

Lo hanno stabilito i questori della Camera dei Deputati, i quali nel loro Collegio accolgono un ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia "per legare le retribuzioni dei parlamentari ai principali fattori macroeconomici" così scrive nel suo blog Giorgia Meloni, una dei leader e cofondatori di FDI.

Il lavoro dei Deputati è quello di proporre disegni di legge, presentare interrogazioni all'esecutivo, interpellanze e mozioni; altro ruolo svolto all'interno della "camera bassa" italica è quello di far parte delle diverse Commissioni Permanenti, all'interno delle quali si discutono e si approvano le leggi ordinarie dello Stato.

Va sottolineata inoltre l'importante attività, svolta solitamente in ambito parlamentare insieme ai Senatori che risulta essere quella delle Commissioni Parlamentari d'inchiesta, le quali conferiscono ai loro membri lo stesso potere dei giudici penali relativamente alla eventuale coercizione di un soggetto, ritenuta determinante la sua presenza in quella seduta, al fine di poter procedere alla sua audizione su fatti - spesso di drammatica attualità - di interesse nazionale per i quali appunto vennero costituite le commissioni stesse, generalmente appunto definibili quali commissioni bicamerali.

Signori miei, l'argeant quale compenso per l'elezione avvenuta, durante il periodo di durata del mandato elettorale, va meritato!

Da Wikipedia, enciclpedia virtuale, riportiamo:

Il trattamento economico dei membri della Camera dei deputati è determinato dalla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965[7].

Sono previste, oltre alle tessere per la libera circolazione su tutti vettori nazionali, anche:

  • un'indennità parlamentare pari a 5.486,58 € netti mensili;
  • una diaria mensile massima pari a 4.003,11 €;
  • un rimborso forfettario mensile per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori pari a 4.190 €;
  • un rimborso per le spese trimestrali di trasporto e spese di viaggio compreso tra i 3.323,70 € e i 3.995,10 €[8];
  • un rimborso per le spese telefoniche pari a 3.098,74 € annuali.

Il ruolo dei Questori della Camera dei Deputati:

http://www.camera.it/leg17/732


Composizione del Collegio dei Questori della Camera dei Deputati:

http://www.camera.it/leg17/44 


 




permalink | inviato da enzocumpostu il 7/11/2013 alle 7:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 ottobre 2013

DUE REALTA' E DUE VERITA' INCONTROVERTIBILI

 

 

 
( Il Papa a Lampedusa: foto internet )
 
 
 
 
 
(Edward Luttwak, politologo e analista geostrategico statunitense)
 
 
 
 
Luttwak, il politologo rumeno naturalizzato statunitense è stato  in una intervista rilasciata ieri estremamente ingeneroso con Papa Francesco definendolo, ingiustiamente, incentivatore e responsabile degli sbarchi degli immigrati a Lampedusa.

Il suo j'accuse sembra non lasci scampo, seppur abbia pienamente ragione sul fatto che l'Italia deve interrompere, con effetto immediato, la partenza delle carrette della morte e della disperazione.
Con le buone o con le cattive. Soprattutto con le cattive.
Luttwak ha comunqua focalizzato l'attenzione su quello che io sostengo da sempre: distruzione delle flotte ptenzialmente utilizzabili e attivazione di tutti gli strumenti possibili ed immaginabili, ortodossi e molto poco ortodossi, per dire fine allo "scafismo" e al suo malaffare e indotto internazionale.
Da una parte la Chiesa e il sacrosanto diritto-dovere di chi la rappresenta di mettere in pratica le parole del Vangelo, dall'altra la necessità primaria di evitare questi scempi che sembrano essere le avvisaglie e prove generali a grandi spostamenti di popolazioni direzione Europa: dove ovunque vengono cacciati via eccetto che da noi, terra della Boldrini, Bonino e altri bei personaggi.
Queste due verità si incontrano e convergono, pienamente, solo se ad  una azione di prevenzione incentrata all'individuazione dei soggetti che tirano le fila di queste organizzazioni di human trafficking e alla loro neutralizzazione con azioni militari e/o giudiziarie locali, nonché alla distruzione del naviglio utilizzabile e che vede i suoi porti prevalentemente in terra libica si contrappone quella politica volta e tesa, speditamente, alla risoluzione delle problematiche in loco e non è necessario elencarle, gli esperti sanno molto bene...
 
Spero che Luttwak rettifichi, seppur non sia cattolico.
 
Allo stesso tempo però mi auguro che al CESIS e, di riflesso  al COFOS, si diano una mossa....
 
 
 
 
 
 
 
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 9/10/2013 alle 10:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

6 ottobre 2013

IL CORAGGIO DI UNA MAMMA

DALLA BACHECA FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU DEL 05/10/2013

 

 

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/cronaca/2013/5-ottobre-2013/mamma-denuncia-figlio-tredicenneaveva-compiuto-raid-vandalici-scuola-2223431086988.shtml?fr=box_primopiano

Una donna che con questo gesto ha dimostrato un coraggio infinitamente grande, senza perdere mai lo status e la dignità di madre.
Ha dimostrato di esserlo e di avere un grande senso civico, seppur questo, i n lei, avrà certamente generato sofferenza.
Mi vengono in mente parallelamente le mamme iperprotettive dei bulletti metropolitani viziati e da prendere a calci in culo.
Mi vengono in mente le mame iperprotettive dei centri della Sardegna, che nel presente e nel passato hanno coperto le "marachelle" dei loro figli, narachelle che gradualmente e progressivamente sono diventati reati minori, reati di microcriminalità, reati commessi e perseguibili dal Codice Penale per delitti contro il patrimonio, reati commessi e perseguibili dal Codice Penale per delitti contro la persona quale ultimo stadio oramai irrecuperabile. 

Io, questa mamma di Bagheria, se non per una Medaglia al Valor Civile almeno per un encomio solenne la proporrei... 




permalink | inviato da enzocumpostu il 6/10/2013 alle 14:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 ottobre 2013

ARGOMENTAZIONI CHE A VOLTE COINCIDONO

 

Carabiniere di Renzo Baggiani
Carabiniere di colore ( Foto: internet)
 
No signori, non è affatto una questione di xenofobia: chi è sistematicamente uso a gettar fango su noi  di fatto idealisticamente e operativamente di destra - e fieramente ritengo di appartenere ai milioni di italiani che spero ritrovino il vero cammino perduto in cabina elettorale - sa perfettamente quali motivazioni ha il nostro storcere il naso al fenomeno dei flussi migratori che si generano o vengono pianificati a tavolino  verso molti paesi del Mediterraneo e dell'Europa vedendo quale approdo finale e non di transito principalmente l'Italia.
 
Noi non siamo (grazie a Dio) ai livelli da shutdown obamiano ma in un paese che ha ben poco da offrire, in una nazione a suo dire parte integrante dell'Unione Europea e che ha ben poche argomentazioni di carattere politico cosa si intravede all'orizzonte se non la miserevole voglia di sopravvivenza di una classe politica miseramente disposta a compromessi inimmaginabili solo alcuni anni fa e che non si rassegna ad entrare nella riserva nazionale dei parlamentari nazionali e regionali?
 
Passino alcuine migliaia di rifugiati siriani, fuggiti dall'orrore distruttivo originato nella loro terra sotto l'indifferenza ( e la regìa distruttiva) di alcuni potenti della terra; passi la normale fenomenologia d'immigrazione ma abbiamo raggiunto i limiti e la soglia d'allarme.
 
Ritrovando la stabilità politica, il nostro esecutivo dovrà in primis operare all'estero e parallelamente proporre all'assemblea delle Nazioni Unite l'immediata necesssità di esperire azioni di intervento economico-sociali-sanitarie (e finanziarie) ergo di sviluppo, rispettando territorio e ambiente (nonché etnìe e culture del luogo) in quei paesi che pur non essendo interessati da conflitti armati tra paesi confinanti o tra fazioni interne (guerra civile) si contraddistinguano nel generare flussi migratori e in questo caso parliamo, nello specifico, dell'Italia.
 
 
*****************************************************************************
 
 
 
 
Cesare Primo Mori             (Foto: internet)
 
Moltissimi italiani stamane sono rimasti scossi dalla notizia dell'avvenuta scomparsa, sicuramente immatura, dell'attore Giuliano Gemma, interprete di numerosi film d'azione e spaghetti western, sceneggiati e film d'autore.
Voi vi chiederete cosa ha a che fare la foto qui sopra con Gemma: direi parecchio, visto che tra questi grandi film spicca quello diretto da Squitieri dove Gemma interpretava appunto 2Il Prefetto di ferro", omonimo titolo del film che raccontava la storia di Cesare Primo Mori, del quale furono famose queste sue due frasi che a distanza di quasi un secolo sono di una incredibile attualità:
 
 
« Costoro non hanno ancora capito che i briganti e la mafia sono due cose diverse. Noi abbiamo colpito i primi che, indubbiamente, rappresentano l'aspetto più vistoso della malvivenza siciliana, ma non il più pericoloso. Il vero colpo mortale alla mafia lo daremo quando ci sarà consentito di rastrellare non soltanto tra i fichi d'india, ma negli ambulacri delle prefetture, delle questure, dei grandi palazzi padronali e, perché no, di qualche ministero. »
 
 
 
 
E, in ultimo:
 
 
« La misura del valore di un uomo è data dal vuoto che gli si fa dintorno nel momento della sventura »
 
 
 
 
 
 
 
 
 
    
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 2/10/2013 alle 14:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 ottobre 2013

ARGOMENTAZIONI CHE (A VOLTE) CONVERGONO

 

Carabiniere di Renzo Baggiani
Carabiniere di colore ( Foto: internet)
 
No signori, non è affatto una questione di xenofobia: chi è sistematicamente uso a gettar fango su noi  di fatto idealisticamente e operativamente di destra - e fieramente ritengo di appartenere ai milioni di italiani che spero ritrovino il vero cammino perduto in cabina elettorale - sa perfettamente quali motivazioni ha il nostro storcere il naso al fenomeno dei flussi migratori che si generano o vengono pianificati a tavolino  verso molti paesi del Mediterraneo e dell'Europa vedendo quale approdo finale e non di transito principalmente l'Italia.
 
Noi non siamo (grazie a Dio) ai livelli da shutdown obamiano ma in un paese che ha ben poco da offrire, in una nazione a suo dire parte integrante dell'Unione Europea che ha ben poche argomentazioni di carattere politico si intravedono all'orizzonte se non la miserevole voglia di sopravvivenza di una classe politica miseramente disposta a compromessi inimmaginabili solo alcuni anni fa e che non si rassegna ad entrare nella riserva nazionale dei parlamentari nazionali e regionali.
 
Passino alcuine migliaia di rifugiati siriani, fuggiti dall'orrore distruttivo originato nella loro terra sotto l'indifferenza ( e la regìa distruttiva) di alcuni potenti della terra; passi la normale fenomenologia d'immigrazione ma abbiamo raggiunto i limiti e la soglia d'allarme.
 
Ritrovando la stabilità politica, il nostro esecutivo dovrà in primis operare all'estero e parallelamente proporre all'assemblea delle Nazioni Unite l'immediata necesssità di esperire azioni di intervento economico-sociali-sanitarie (e finanziarie) ergo di sviluppo, rispettando territorio e ambiente (nonché etnìe e culture del luogo) in quei paesi che pur non essendo interessati da conflitti armati tra paesi confinanti o tra fazioni interne (guerra civile) si contraddistinguano nel generare flussi migratori e in questo caso parliamo, nello specifico, dell'Italia.
 
 
*****************************************************************************
 
 
 
 
Cesare Primo Mori             (Foto: internet)
 
Moltissimi italiani stamane sono rimasti scossi dalla notizia dell'avvenuta scomparsa, sicuramente immatura, dell'attore Giuliano Gemma, interprete di numerosi film d'azione e spaghetti western, sceneggiati e film d'autore.
Voi vi chiederete cosa ha a che fare la foto qui sopra con Gemma: direi parecchio, visto che tra questi grandi film spicca quello diretto da Squitieri dove Gemma interpretava appunto 2Il Prefetto di ferro", omonimo titolo del film che raccontava la storia di Cesare Primo Mori, del quale furono famose queste sue due frasi che a distanza di quasi un secolo sono di una incredibile attualità:
 
 
« Costoro non hanno ancora capito che i briganti e la mafia sono due cose diverse. Noi abbiamo colpito i primi che, indubbiamente, rappresentano l'aspetto più vistoso della malvivenza siciliana, ma non il più pericoloso. Il vero colpo mortale alla mafia lo daremo quando ci sarà consentito di rastrellare non soltanto tra i fichi d'india, ma negli ambulacri delle prefetture, delle questure, dei grandi palazzi padronali e, perché no, di qualche ministero. »
 
 
 
 
E, in ultimo:
 
 
« La misura del valore di un uomo è data dal vuoto che gli si fa dintorno nel momento della sventura »
 
 
 
 
 
 
 
 
 
    
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 2/10/2013 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 settembre 2013

E' ORA DI FINIRLA

Ogni parola è superflua, demagogica, ipocrita.
Chi ha teorizzato anni fa per la nostra Italia - che non è l'Eldorado - una società multirazziale raccolga ora i cocci e la tragica sofferenza di questi poveri cristi che se nei loro paesi d'origine fossero state intraprese azioni tendenti a combattere sottosviluppo, povertà, problematiche importanti relative alla salute e più in generale alla conquista della dignità quali esseri umani certamente non avrebbero fatto questa fine.

Nemmeno le bestie.

Tragico sbarco a Ragusa, 13 migranti morti "frustati per tuffarsi"




permalink | inviato da enzocumpostu il 30/9/2013 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 settembre 2013

IN ITALIA E FUORI DALL'ITALIA


L'impresa di Italo Balbo, con la trasvolata atlantica dei suoi ufficiali piloti degli idrovolanti decollati dal Lago di Orbetello, oltre ad avere avuto una notevole importanza di carattere squisitamente aeronautico per la distanza ricoperta e per la particolare specificità di aeromobili utilizzate per questo raid, assumeva per i tempi  una forte comunicatività relativamente al ruolo che andava ad assumere l'Italia non solo nel bacino del Mediterraneo ma a livello internazionale; la trasvolata fu un messaggio che faceva capire soprattutto agli americani quanta capacità ideativa, organizzativa ergo produttiva e lavorativa risiedeva ai tempi nel nostro Paese; se Balbo vedesse oggi come vanno le cose, si rivolterebbe mille volte nella tomba.

Ma noi possiamo ancora utilizzare la metafora della "trasvolata", proprio nel momento in cui gli americani i francesi e chissà chi altro stanno  per spartirsi le aziende strategiche italiane non ultima la gloriosa e leggendaria Telecom, mandata in rovina da ex managaer che con il senno di poi probabilmente meriterebbero di essere fucilati per quello che hanno combinato?

Noi siamo ancora in tempo: possiamo essere fraternamente italiani anche all'estero, scommettendo su carte finora mai tirate fuori dal mazzo e che riguardano uno dei problemi più spinosi e di emergenza assoluta qual'è quello dell'immigrazione.

E allora creiamo una immigrazione a marcia inversa cioè stipulando degli accordi con una serie di paesi del Maghreb e dell'Africa al fine di migliorare la qualità e la speranza di vita alle poplazioni ivi residenti, dando risorse umane formate e specializzate, tecnologia, capacità manageriale e progettuale, personale specializzato nel campo della salute, nel settore idrogeologico, agricolo, minerario.

Uno scambio, un aiuto vicendevole, reciproco, in paesi dove sembrerebbe non esserci speranza alcuna e soluzioni se non scappare e cadere nelle grinfie delle più crudeli bestie che sfruttano la carestia e la fame per trarne profitto e affari: e purtroppo molti tra questi sono italiani e ho la vaga sensazione che qualcuno potrebbe risiedere anche in qualche istituzione.

Oggi, vendendo a sapere che amici ex An sono confluiti nella Forze Italia sarda, in questa "cosa" chiamata Idea Sardegna, sono rimasto a dir poco scosso. Ma non sorpreso perché la poliotica non deve mai stupire quando ci sono cambi di casacca in campo. 

Se avrete il coraggio di tentare la "trasvolata" io sarò con voi.

http://www.fratelli-italia.it/


  















permalink | inviato da enzocumpostu il 28/9/2013 alle 19:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 settembre 2013

LA CASSAZIONE SENTENZIA: ALLE PUTTANE LIBERA LOCAZIONE DEGLI I MMOBILI DA PARTE DEI PROPRIETARI SENZA LO SPAURACCHIO DELL'INCORRERE NEL REATO DI SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

 La Suprema Corte di Cassazione, circa due mesi fa, ha stabilito in una sentenza che locare un appartamento o una casa ad una singola prostituta non costituisce reato purché il canone di locazione rientri tra quelli di mercato, venga registrato il contratto e ci sia la certezza che l'immobile venga utilizzato quale "strumento di lavoro" di una sola donna e vi sia la certezza assoluta della mancanza di presupposti che fanno sì che venga ipotizzato il reato di sfruttamento ( ergo nessuna organizzazione e nessuna presenza di terzi oltre la persona che esercita il meretricio) della prostituzione, con la non applicazione dell'articolo del Codice Penale che può prevedere la dcenuncia a piede libero o l'arresto nei casi più gravi.

Penso alla Sardegna e alle sue città di mare, penso a Olbia dove in interi quartieri vi sono una miriade di professioniste del piacere che esercitano l'antica professione in appartamenti di palazzi e villette a schiera.


Resta quindi da verificare come mai queste ragazze e donne prevalentemente straniere siano casualmente concenrtate in alcune zone della città ( ma questo mi dicono avviene un pò ovunque in Italia) e questo, indubbiamente, fa sospettare che magari non in tutti i casi locatori e locatarie raggiungono un accoordo che rispecchi le regole della contrattazione relativamente l'affitto di immobili ma che piuttosto vengano locati a prezzi ben al di sopra di quelli dettati dal mercato in una determinata zona delle italiche metropoli, piccoli o grandfi che esse siano.

Una sentenza sicuramente importante che scagionerà da questa infamante accusa molte persone oneste ma non dimentichiamoci mai di quelle zonw, in una miriade di città italiane, dove decine e decine di questi appartamenti appartengono stranamente alle stesse persone fisiche o giuridiche ( società a responsabilità limitata etc.) trasformando le vie in una sorta di Boccadirosa Street...

Vigilare non tanto sulle puttane quanto su chi trae profitti notevoli da queste ragazze e da queste donne.   




 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE III PENALE

Sentenza 19 febbraio - 31 luglio 2013, n. 33160

(Presidente Mannino – Relatore Franco)

Ritenuto in fatto

1. Con decreto del 24 luglio 2012 il Gip del tribunale di Ancona dispose il sequestro preventivo di due immobili, di cui uno di proprietà e l'altro nella disponibilità di B.S. , in relazione al reato di favoreggiamento della prostituzione di cui all'art. 3, comma 4, legge 20 febbraio 1958, n. 75, in quanto erano locati a soggetti che vi svolgevano attività di prostituzione.

Il tribunale del riesame di Ancona, con l'ordinanza in epigrafe, revocò il sequestro di uno dei due immobili e confermò la misura cautelare per l'altro, ravvisando appunto il fumus del reato di favoreggiamento della prostituzione o del reato di locazione al fine di esercizio di una casa di prostituzione.

2. L'indagato, a mezzo dell'avv. Roberto Tiberi, propone ricorso per cassazione deducendo violazione degli artt. 24 e 111 Cost.; 50, 125, 178 cod. proc. pen.; 3, nn. 2, 4 e 8, legge 20 febbraio 1958, n. 75; 42 e 43 cod. pen.; mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione.

Osserva: - che non vi è prova che egli fosse a conoscenza della attività svolta dalle due inquiline, presentatesi come operaie, o che sapesse della utilizzazione a volte da parte di altre prostitute; - che il corrispettivo comprendeva le utenze e corrispondeva ai valori di mercato; - che il PM aveva contestato solo il reato di favoreggiamento di cui all'art. 3, comma 4, legge 20 febbraio 1958, n. 75, sicché non poteva essere ipotizzato il fumus di un fatto e di un reato diverso come la locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione, con violazione sia delle prerogative dell'accusa sia del diritto di difesa; - che il tribunale non ha risposto a questa eccezione; - che sono stati posti a base delle ordinanza impugnata fatti nuovi; - che non è vero e non è stato mai contestato che l'appartamento non sarebbe adibito ad abitazione.

Osserva quindi che non sussistono nella specie gli estremi del reato di locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione, per il quale è necessario un minimo di organizzazione della prostituzione con una pluralità di soggetti che esercitano il meretricio, alla stregua di quanto avveniva nelle c.d. case di tolleranza, con l'intervento di un soggetto che predisponga, sovraintenda o sfrutti l'attività dei soggetti che si prostituiscono. Manca in ogni caso il dolo specifico, tanto più che si tratta di reato istantaneo.

Osserva inoltre che non sussiste il reato di favoreggiamento della prostituzione, non essendovi state attività e prestazioni ulteriori.

Palesemente nemmeno sussiste il reato di reclutamento di una persona al fine di farla esercitare la prostituzione o di agevolazione della prostituzione.

Lamenta infine la mera apparenza della motivazione sul periculum in mora, assolutamente apodittica e di stile.

Considerato in diritto

1. Il ricorso è fondato in quanto dagli stessi elementi risultanti dalla ordinanza impugnata emerge che nella specie non sussistono né l'astratta configurabilità né, tanto meno, il fumus dei due reati ipotizzati di favoreggiamento della prostituzione o di locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione.

2. È innanzitutto di tutta evidenza l'insussistenza del reato di locazione al fine di esercizio di una casa di prostituzione, previsto dall'art. 3, comma 2, legge 20 febbraio 1958, n. 75, il quale invero richiede quali elementi costitutivi (di cui ovviamente il locatore deve essere consapevole) non solo il contestuale esercizio del meretricio da parte di più persone nel locale, ma anche e soprattutto l'esistenza, all'interno nello stesso locale, di una certa organizzazione finalizzata appunto all'attività di prostituzione.

Invero, secondo il prevalente e più convincente orientamento di questa Corte, “per integrare il concetto di casa di prostituzione previsto nei numeri 1 e 2 dell'art. 3 della legge 20 febbraio 1958 n. 75 è necessario un minimo, anche rudimentale, di organizzazione della prostituzione, che implica una pluralità di persone esercenti il meretricio” (Sez. 3, 19.5.1999, n. 8600, Campanella, m. 214228); e “per integrare il concetto di casa di prostituzione, è necessario il contestuale esercizio del meretricio da parte di più persone negli stessi locali ed, all'interno dello stesso locale, l'esistenza di una sia pur rudimentale forma di organizzazione, ("alla stregua di quanto avveniva nelle c.d. case di tolleranza, diffuse prima della legge Merlin")” (Sez. 3, 16.4.2004, n. 23657, Rinciari, m. 228971). Da questa premessa è stata poi coerentemente tratta la conseguenza che “Il reato di chi, avendo la proprietà o l'amministrazione di una casa, la concede in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione non sussiste, pertanto, quando il locatore conceda in locazione l'immobile ad una sola donna, pur essendo consapevole che la locataria è una prostituta, e che eserciterà nella casa locata autonomamente e per proprio conto” (Sez. 3, 19.5.1999, n. 8600, Campanella, m. 214228, cit.) e che “Non integra il reato di locazione di immobile al fine dell'esercizio di una casa di prostituzione concedere in locazione un appartamento all'interno del quale, sebbene con frequente turnazione, venga esercitata la prostituzione di volta in volta da una sola donna” (Sez. 3, 16.4.2004, n. 23657, Rinciari, m. 228971, cit.).

Questo orientamento è stato da ultimo ulteriormente confermato da Sez. 3, 28.9.2011, n. 38941, Pastorelli, m. 251385 (che ha anche rilevato come non convince il contrario indirizzo: Sez. 3, 5.11.1999, n. 2730, Gori, m. 215760; Sez. 3, 27.2.2007, n. 21090, Petrosillo, m. 236739), alle cui considerazioni, per brevità, si fa qui richiamo.

Del resto, anche sulla base della ratio legis oltre che della lettera della disposizione, appare preferibile l'interpretazione secondo cui per integrare il concetto di “casa di prostituzione”, previsto espressamente nel numeri 1 e 2 dell'art. 3 della legge 20.2.1958 n. 75, e implicitamente nel numero 3 dello stesso articolo, è necessario un minimo - anche rudimentale - di organizzazione della prostituzione, che implica una pluralità di persone esercenti il meretricio. La nozione di casa di prostituzione contenuta nella originaria proposta di legge Merlin, che la identificava in ogni “stabile appartamento o altro luogo chiuso in cui due o più persone esercitano la prostituzione”, benché scomparsa come formula definitoria nella legge 20.2.1958 n. 75, è sicuramente rimasta nella concettuologia del legislatore, il quale ha chiaramente distinto le prime tre ipotesi previste nell'art. 3, con cui intende punire l'organizzazione sotto qualsiasi forma delle soppresse “case di meretricio”, per contrastare ogni esercizio professionale di locali in cui si fa mercimonio del proprio corpo dalle altre cinque ipotesi previste nello stesso articolo, volte a reprimere penalmente ogni forma di lenocinio. A questo riguardo è significativo che per le ipotesi di reclutamento e induzione alla prostituzione il legislatore le reputi esplicitamente rilevanti sotto il profilo penale anche se riferite a una sola persona; mentre anche il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione assumono indubbiamente rilevanza anche se riferiti a una sola persona, sia per la natura intrinseca della condotta sia per il loro carattere residuale anche rispetto alle ipotesi di reclutamento e induzione. In altri termini, insomma, una lettura logica e sistematica dell'art. 3 induce a individuare nella casa di prostituzione prevista nelle prime tre ipotesi una forma organizzata di esercizio della prostituzione altrui, mentre tutte le varie condotte di lenocinio previste nelle altre ipotesi hanno rilievo penale anche se riguardano una sola prostituta (Sez. 3, 19.5.1999, n. 8600, Campanella, cit.).

In sostanza, per ravvisare una casa di prostituzione e quindi per integrare il reato è necessario che, all'interno della stessa “casa”, vi sia un minimo di stabile organizzazione della prostituzione, implicante una pluralità di persone esercenti contestualmente il meretricio negli stessi locali, e l'intervanto di un soggetto che predisponga, sovrintenda e sfrutti l'attività delle persone che si prostituiscono, appunto alla stregua di quanto avveniva prima della legge Merlin nelle c.d. case di tolleranza.

3. Nella specie è palese che queste condizioni non sussistono. L'ordinanza impugnata individua l’organizzazione esclusivamente nel fatto che l'immobile sarebbe stato utilizzato da diverse ragazze mediante turnazione e nel fatto che “i clienti, reperiti per strada, venivano poi condotti presso l'immobile per consumare il rapporto sessuale”. Sennonché, la giurisprudenza citata ritiene che presupposto indefettibile della fattispecie sia che l'esercizio del meretricio da parte di più persone negli stessi locali avvenga contestualmente, ed afferma conseguentemente che non sussiste il reato nel caso di turnazione, sia pure frequente, tra diverse prostitute (Sez. 3, 16.4.2004, n. 23657, Rincari, m. 228971, cit). Occorre poi che la necessaria forma di organizzazione sia presente “all'interno del locale”, sicché non può consistere nella mera circostanza che i clienti venivano portati nell'appartamento per consumare il rapporto. Anzi, entrambi questi elementi indicati dalla ordinanza impugnata dimostrano proprio che non si è in presenza di una casa di prostituzione, simile alle vecchie case di tolleranza, dove vi era invece la contestuale presenza e la contestuale attività di più prostitute e dove i clienti non venivano raccolti per strada per poi recarsi nella “casa” solo per consumare il rapporto.

4. Nella specie non sussiste nemmeno il fumus del reato di favoreggiamento della prostituzione.

Secondo l'orientamento interpretativo da tempo affermato e prevalente, non è ravvisabile il favoreggiamento della prostituzione nel fatto di chi conceda in locazione, a prezzo di mercato (mentre qualora il canone sia superiore potrebbe ipotizzarsi lo sfruttamento), un appartamento ad una prostituta, anche se sia consapevole che la locataria vi eserciterà la prostituzione (Sez. 3, 6.5.1971, n. 999, Campo, m. 119000; Sez. 3, 5.3.1984, n. 4996, Siclari, m. 164513; Sez. 3, 3.5.1991, n. 6400, Tebaldi, m. 188540; Sez. 3, 19.5.1999, n. 8600, Campanella, m. 214228).

Questo orientamento, che qui deve essere ribadito, è stato da ultimo riaffermato, tra l'altro, anche da Sez. 3, 12.1.2012, n. 7076, Moscoloni, m. 252099; Sez. 3, 22.5.2012, n. 36595, T., m. 253390; Sez. 3, 11.12.2012, n. 3088 del 2013, Nannetti).

È vero che a volte, si richiamano in senso contrario Sez. 3, 23.5.2007, n. 35373, Galindo Ortiz, m. 237400 (secondo cui “Costituisce favoreggiamento della prostituzione il mettere a disposizione di una prostituta, anche a titolo di locazione, un appartamento, in quanto ciò costituisce attività idonea a procurare favorevoli condizioni per l'esercizio della prostituzione stessa) nonché Sez. 3, 13.4.2000, n. 8345, Donati, m. 217080.

In realtà, però, a parte il non condivisibile principio affermato, la sentenza Galindo Ortiz, nella motivazione, richiede pur sempre che, per aversi favoreggiamento, vi siano prestazioni ed attività ulteriori rispetto a quella della semplice concessione in locazione a prezzo di mercato.

La sentenza Donati, poi, sostiene proprio l'orientamento qui ribadito e rileva giustamente che “è vero che il legislatore incrimina chiunque favorisca "in qualsiasi modo" la prostituzione altrui, e che la giurisprudenza corrente ritiene irrilevante per l'integrazione del reato il movente che determina la condotta... anche se è significativo sottolineare che in genere queste sentenze affermano l'irrilevanza del motivo per escludere specificamente la necessità del fine di lucro o del fine di servire l'altrui libidine. Ma è pur sempre necessario che la condotta materiale concreti oggettivamente un aiuto all'esercizio del meretricio in quanto tale. Se invece l'aiuto è prestato solo alla prostituta in quanto persona, non può configurarsi il reato di favoreggiamento, se non a costo di conseguenze aberranti non solo sul piano dell'etica e del senso comune ma anche in rapporto alla ratio e alla intentio legis. A ben vedere, è proprio per evitare queste aberrazioni che una giurisprudenza ormai affermata ha escluso il favoreggiamento della prostituzione nel fatto di chi concede in locazione un appartamento a una prostituta, anche se sia consapevole che la locataria vi eserciterà la prostituzione (cfr. Cass. Sez. 3, n. 4996 del 29.5.1984, ud. 5.3.1984, Siclari, rv. 164513; Cass. Sez. 3, n. 6400 del 10.6.1991, ud. 3.5.1991, Tebaldi, rv. 188540). Infatti, se la locazione non è concessa allo scopo specifico di esercitare nell'immobile locato una casa di prostituzione (nel qual caso ricorrerebbe l'ipotesi di cui al n. 2 dell'art. 3 legge 75/1958), la condotta del locatore non configura propriamente un aiuto alla prostituzione esercitata dalla locataria, ma semplicemente la stipulazione di un contratto attraverso cui è consentito a quest'ultima di realizzare il suo diritto all'abitazione. Insomma l'aiuto (o più esattamente il negozio giuridico) riguarda la persona e le sue esigenze abitative, e non la sua attività di prostituta. È vero che indirettamente ne è agevolata anche la prostituzione; ma questo rapporto indiretto non può essere incluso nel nesso causale penalmente rilevante tra condotta dell'agente ed evento di favoreggiamento della prostituzione... In verità - com'è noto - secondo la legge 75/1958 la prostituzione per se stessa non è prevista come reato, mentre è penalmente sanzionata ogni attività che induca, favorisca o sfrutti la prostituzione altrui, giacché il legislatore è mosso dallo scopo evidente di evitare che il mercimonio del sesso (penalmente irrilevante, ma socialmente riprovevole) sia comunque incentivato o agevolato da interessi o da comportamenti di terzi. Orbene, anche quando il reato previsto è a forma libera (come il favoreggiamento e lo sfruttamento, che possono essere commessi "in qualsiasi modo"), la condotta dell'agente deve essere legata all'evento da un nesso causale penalmente rilevante. Poiché l'evento del reato non è la prostituzione, bensì - nella fattispecie de qua - l'aiuto alla prostituzione, ciò significa che esula il reato ove la condotta dell'agente non abbia cagionato un effettivo ausilio per il meretricio, nel senso che questo sarebbe stato esercitato ugualmente in condizioni sostanzialmente equivalenti. È alla luce di questi principi che appare corretta e condivisibile anche quella giurisprudenza secondo cui chi fa il cameriere al servizio di una donna che si prostituisce non incorre nel reato di favoreggiamento se la sua opera non oltrepassa i limiti delle mansioni tipiche del collaboratore domestico: sicché aprire la porta e colloquiare con le persone in attesa, pur con la piena consapevolezza delle ragioni della visita di costoro, non costituiscono fatti specifici di interposizione personale, idonei a facilitare l'esercizio della prostituzione (Cass. Sez. 3, n. 2296 del 23.2.1999, ud. 13.1.1999, Nanno, rv. 213155); mentre incaricarsi delle iscrizioni pubblicitarie, anche da parte di una collaboratrice domestica, integra il favoreggiamento (Cass. Sez. 3, n. 6280 del 6.7.1983, c.c. 11.4.1983, Aquilanti, rv. 159795)”.

5. Deve pertanto essere qui confermato il principio che non è ravvisabile il favoreggiamento della prostituzione nel fatto di chi concede in locazione a prezzo di mercato un appartamento ad una prostituta, anche se sia consapevole che la conduttrice vi eserciterà la prostituzione.

La locazione di un appartamento ad una prostituta anche per svolgervi l'attività potrebbe eventualmente integrare il favoreggiamento esclusivamente qualora, oltre al godimento dell'immobile, vengano dal locatario fornite ulteriori specifiche prestazioni o attività che esulino dall'ambito del contratto di locazione ed in concreto agevolino l'esercizio della prostituzione, come nei casi, esaminati dalla giurisprudenza, del locatario che si incarichi delle inserzioni pubblicitarie, o fornisca profilattici, o aiuti a ricevere i clienti, e così via. Nella specie, non è stato nemmeno prospettato che l'indagato abbia in concreto fornito prestazioni ed attività ulteriori rispetto a quella della semplice concessione in godimento dell'appartamento.

6. La locazione ad una prostituta di un appartamento anche per svolgervi l'attività potrebbe invece integrare il diverso reato di sfruttamento della prostituzione qualora vi sia la prova che il locatore, attraverso la riscossione di un canone sicuramente esagerato e sproporzionato rispetto a quelli di mercato, tragga un ingiusto vantaggio economico dalla prostituzione altrui.

Nella specie, questa sproporzione ed esagerazione non risultano in alcun modo, anche perché dovrebbe valutarsi se il corrispettivo, come afferma il ricorrente, comprendesse anche le spese per le utenze di luce, gas e acqua. Per questa ragione, del resto, non è stata contestata e non è stata ritenuta configurabile l'ipotesi dello sfruttamento della prostituzione.

7. Non è poi ovviamente configurabile nemmeno in astratto il reato di cui all'art. 3, n. 3, della legge 20 febbraio 1958, n. 75, il quale punisce “chiunque, essendo proprietario, gerente o preposto a un albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, o luogo di spettacolo, o loro annessi e dipendenze o qualunque locale aperto al pubblico od utilizzato dal pubblico, vi tollera abitualmente la presenza di una o più persone che, all'interno del locale stesso, si danno alla prostituzione”.

Il delitto di tolleranza abituale della prostituzione, invero, richiede che si tratti di un locale aperto al pubblico od utilizzato dal pubblico (quale albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, o luogo di spettacolo), nel cui interno il preposto, gerente o proprietario tolleri abitualmente la presenza di persone che esercitino la prostituzione.

Da tale disposizione si ricava anche che la mera tolleranza dell'altrui prostituzione in locali non aperti al pubblico o non utilizzati dal pubblico, di per sé, non è prevista come reato.

Del resto, il comma 2 dell'art. 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, prevede, in caso di accertamento della condotta di tolleranza abituale della prostituzione, le pene accessorie della perdita della licenza d'esercizio od anche della chiusura definitiva dell'esercizio, evidentemente inapplicabili nella fattispecie in esame.

Ne consegue che l'ipotesi in esame - tolleranza - nella specie non sarebbe prospettabile, non trattandosi di locali aperti al pubblico o utilizzati dal pubblico.

8. Infine, per completezza, deve osservarsi che non è configurabile nemmeno il reato di cui all’art. 3, n. 4, legge 20 febbraio 1958, n. 75, di reclutamento di prostitute, ipotizzato dal PM, ma escluso giustamente dal Gip e dal tribunale del riesame. Non risulta invero dalla ordinanza impugnata il benché minimo elemento che possa far pensare che l'indagato avesse “reclutato una persona al fine di farle esercitare una persona”.

Secondo la giurisprudenza, invero, il reclutamento o ingaggio di prostitute “consiste essenzialmente nell'ingaggio di persone per l'esercizio della prostituzione e si concreta nell'attività di ricerca dell'agente e nella persuasione della donna ingaggiata, mediante la rappresentazione dei guadagni realizzabili, a recarsi in un determinato luogo per prostituirsi. L'ingaggio può avvenire per conto dello stesso agente o per conto altrui e, quando l'ingaggio si esaurisce nell'opera di intermediazione, non è necessario che la prostituta rimanga nella disponibilità del reclutante anche per brevissimo tempo” (Sez. 3, 9.11.1990, n. 16900, Barbero, m. 186080); “Il delitto di reclutamento di prostitute si esaurisce e si concreta nell'attività di ricerca di persone da ingaggiare e in quella di persuasione delle medesime a recarsi in un determinato luogo per l'esercizio della prostituzione, a nulla rilevando, a tale fine, che a siffatta attività sia seguito l'effettivo esercizio della prostituzione” (Sez. 6, 7.12.2006, n. 4137 del 2007, Buonocore, m. 235605); “Il delitto di reclutamento di prostituta si realizza allorché l'agente si attivi alfine di "collocare" la vittima dell'azione delittuosa nella disponibilità del soggetto che intende trarre vantaggio dall'attività di meretricio” (Sez. 3, 4.12.2007, n. 11835 del 2008, Fuccaro, m. 239332).

Si tratta di elementi che nella specie non sono stati nemmeno prospettati.

9. L'orientamento che qui si è confermato nel senso della inesistenza del reato di favoreggiamento nel caso di locazione di un appartamento ad una prostituta per soddisfare le sue esigenze abitative o anche per svolgervi la prostituzione appare, del resto, conforme anche ad una interpretazione sistematica e razionale del sistema normativo, che peraltro tenga anche conto dell'evoluzione della oggettiva ratio legis e dei beni ed interessi sociali tutelati.

La giurisprudenza si è invero andata evolvendo nel senso di ritenere, ad esempio, che non integra il reato di favoreggiamento della prostituzione la condotta del gestore di un sito internet, che pubblichi gli annunci pubblicitari delle prostitute, quand'anche corredati delle foto, senza svolgere alcuna attività di collaborazione organizzativa, come ad esempio la predisposizione di servizi fotografici nuovi, dal momento che tale condotta, al pari di quella del direttore di un tradizionale organo di informazione a mezzo stampa, che pubblichi annunci pubblicitari dell'attività svolta da prostitute, deve essere “considerata come un normale servizio svolto a favore della persona” che esercita il meretricio e non della prostituzione (Sez. 3, 12.1.2012, n. 4443, M., m. 251971; Sez. 3, 18.3.2009, Sacchetti, n. 244266); o la condotta del conducente di un taxi, che si limiti ad accompagnare con l'autovettura sul luogo di lavoro persone dedite al meretricio, anche fuori dall'orario di servizio, facendo pagare le ordinarie tariffe per la corsa, in quanto tale attività costituisce adempimento dell'obbligazione oggetto del contratto di trasporto (Sez. 3, 14.6.2007, n. 35718, Cavina, m. 237551); o la condotta dell'albergatore che si limiti a fornire alle prostitute la disponibilità delle camere, alla normale tariffa, senza porre in essere ulteriori attività di specifica agevolazione del meretricio, quali la mancata identificazione dei clienti e la loro noti registrazione (Sez. 3, 23.11.2006, n. 41620, Pizzaleo, m. 235468; Sez. 3, 12.10.1999, n. 13584, Roero, m. 215280).

In tutti questi casi si tratta di soggetti che stipulano con la prostituta un normale negozio giuridico fornendo una prestazione o un servizio al pari di quelli che renderebbero a qualsiasi altra persona e che giustamente non vengono considerati responsabili di favoreggiamento solo perché il rapporto intercorre con una prostituta, sebbene la pubblicazione della pubblicità sul quotidiano e sul sito internet, o l'affitto ad ore di una camera d'albergo, o l'accompagnamento in taxi siano obiettivamente tali da agevolare l'attività della prostituta.

Non si vede pertanto la ragione per la quale la condotta del proprietario di un appartamento, che si limiti a darlo in godimento a prostitute perché vi abitino o vi esercitino l'attività, senza ulteriori e diverse prestazioni agevolatrici, debba invece rispondete di favoreggiamento della prostituzione, a differenza del gestore dell'albergo, o del direttore del quotidiano, o del tassista, o di chiunque altro fornisca una prestazione o un servizio alla prostituta.

10. Deve inoltre ricordarsi, in relazione alla necessità di interpretare il sistema conformemente alla obiettiva evoluzione della ratio legis e degli interessi e beni tutelati, come di recente la sentenza Sez. 3, 29.1.2013, n. 20384, Bolzanello (non ancora massimata) abbia assai perspicuamente e condivisibilmente osservato che bisogna muovere “dal punto fermo rappresentato dalla scelta del legislatore di considerare attività non vietata, e dunque in sé lecita, quella che la persona liberamente svolge scambiando la propria fisicità contro denaro”, ed ha ricordato che “la giurisprudenza ha nel tempo maturato decisioni via via più affinate sul piano culturale ed ermeneutico con riferimento alle condotte... di chi a vario titolo interagisce professionalmente” con la persona che liberamente si prostituisce, riferendosi specificamente a “coloro che le assicurano servizi o beni legati all'attività svolta, dall'albergatore al taxista al titolare dell'alloggio locato”. La sentenza ha quindi ribadito che “le sanzioni penali fissate dalla legge 20 gennaio 1958, n. 75 debbono essere applicate a coloro che condizionano la libertà di determinazione della persona che si prostituisce, a coloro che su tale attività lucrano per finalità di vantaggio e, infine, a coloro che offrono un contributo intenzionale all'attività di prostituzione eccedendo i limiti dell'ordinaria prestazione di servizi”. Esattamente poi viene sottolineata la necessità di non operare interpretazioni tali “da reintrodurre surrettiziamente presupposti di illiceità "in sé" della prostituzione che vengono formalmente ed espressamente negati e che, invece, potrebbero finire per qualificare come illegali condotte e prestazioni di servizi alla prostituta che non risulterebbero penalmente rilevanti se destinati ad altre attività”.

D'altra parte” la legge Merlin aveva come finalità anche la tutela della libertà di autodeterminazione della prostituta, del libero svolgimento della sua attività e della sua dignità. Non pare che corrisponda a questa finalità una interpretazione che, impedendo in sostanza alle medesime la locazione di un appartamento ove svolgere liberamente la loro lecita attività, le costringa ad esercitarla per la strada, con maggiori pericoli, anche di sfruttamenti e di costrizioni. Inoltre, sarebbe intrinsecamente manifestamente illogico un sistema normativo che, da una parte, qualifichi come lecita l'attività della prostituta svolta liberamente e, dall'altra parte, contemporaneamente vieti una normale prestazione alle stesse di beni e servizi alle medesime condizioni alle quali sono prestati in relazione ad altre attività.

11. Nel caso in esame gli appartamenti sono stati locati ad un canone che può rientrare tra quelli di mercato; non esistono gli elementi necessari per l'esistenza di una casa di prostituzione né quelli per configurare una ipotesi di tolleranza abituale della prostituzione in locali aperti al pubblico o utilizzati dal pubblico. Non risulta che il locatore, oltre al godimento dell'appartamento, abbia fornito in concreto ulteriori prestazioni ed attività diverse da quelle che potrebbe fornire a qualsiasi inquilino. Non è dunque configurabile, neppure in astratto, ilfumus del reato di favoreggiamento della prostituzione, a nulla rilevando in contrario la circostanza che, eventualmente, le conduttrici avessero locato l'appartamento (non solo per abitarvi ma anche) per svolgervi l'attività di prostituzione, che il locatore fosse a conoscenza di questa destinazione, e che vi sia stata una successione di conduttrici, anche per periodi non lunghi.

12. Restano pertanto assorbiti gli altri motivi, compreso quello relativo alla insussistenza del periculum in mora, pur apparendo opportuno comunque rilevare che su quest'ultimo punto la motivazione è effettivamente apodittica, di stile, e quindi meramente apparente.

Di conseguenza, devono essere annullati senza rinvio l'ordinanza impugnata nonché il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del tribunale di Ancona il 24.7.2012. Va quindi ordinata la restituzione dei beni sequestrati all'avente diritto.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata nonché il decreto di sequestro preventivo del Gip del tribunale di Ancona del 24.7.2012 e ordina la restituzione di quanto in sequestro all'avente diritto.

Manda alla cancelleria per le comunicazioni prescritte dall'art. 626 cod. proc. pen..



 




permalink | inviato da enzocumpostu il 24/9/2013 alle 9:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 settembre 2013

CHE SI DICE IN GIRO?

 I grandi discorsi relativamente ai temi che riguardano la realtà politica, economica e sociale italiana, anche tra i più delicati e determinanti nel segnare le sorti del  nostro paese, possono nascere e venire affrontati, seppur per linee molto grossolane, ache tra amici: al bar, per le strade, raccogliere le opinioni e i sospetti, i suggerimenti: ovunque gli italiani, come allenatori da novantesimo minuto televisivo, si prodigano nel dispensare consigli e buttare abbozzati teoremi su come - a loro avviso - si dovrebbe agire per raddrizzare la nave Italia e farla giungere in porto sana e salva, senza grattare scogli e inclinarsi su un lato semiaffondata.

Molte le forze politiche che cavalcano la spinosa questione dell'Euro, seguendo quella che è la comune opinione sul fatto che la moneta unica europea non permette a tutte le economie dei paesi aderenti all'UE di marciare alla stessa velocità: verissimo, visto che sicuramente da quando l'Euro è entrato in vigore in Europa la Germania è forse l'unica nazione che ha tratto benefici sostanziali nel passaggio dal Deutsche Mark all'Euro ( 1 Euro = 1, 95583 DM ) anche se personalmente ritengo che se la Germania nell'anno del Signore duemiolatredici fa la parte del leone lo si deve grazie anche ad altre realtà sicuramente differenti dal pianeta Italia.

E in queste chiacchiere da bar, da strada, da persone comuni e pressoché digiune del mondo della politica, delle sue "regole irregolari", molto poco ortodosse, dei suoi compromessi, più o meno schifosi e più o meno nauseabondi,  si nascondono spesso grandi verità; c'è che addiritura propone una Europa a due velocità, con due monete, facendo un netto distinguo tra economie forti cokme quella teutonica con paesi mediterranei come Spagna, Italia e Grecia. Ma anche il Portogallo. E altri.

La verità è che lo scatafascio attuale può essere attribuito solo parzialmente ai gravi errori di sottovalutazione del problema da parte degli esecutivi sotto la guida del Cavalier (s)mascherato, in tematiche come welfare, occupazione, economia ma anche istruzione, ricerca ed università, sicurezza, difesa, immigrazione selvaggia.   

 
Altre respojsabilità, forse ben più gravi, si celano dietro i passati regni dalemiani e prodiani. Quelle "tirannidi democratiche" che volutamente non hanno intrapreso misure preventive all'attuale crisi per non compromettere il marchingegno che giorno dopo giorno salta fuori agli occhi increduli ma passivi e asuefatti degli italiani, molti dei quali godono ad essere sodomizzati politicamente tant'è che alla fine milioni dei nostri connazioniali hanno finito per ri-votarli e, in parte, ri-eleggerli.
 
Ma cari amici a prescindere da casta e mega stipendi ed indennità, a prescindere dalle retrtibuzioni e pensioni d'oro dei manager e delle alte cariche direttive dello Stato siano esse civili che militari, siasmo sicuri che abbiamo tutti ma proprio tutti sacrosante ragioni per le nostre grida di dolore quando, per esemio, affrontiamo i discorsi sul sistema ributario italiano, solo in teoria informato a criteri di progressività come da articolo 53 della Carta Costituzionale?
 
Si tratta sempre e comunque di uno Stato vampiro che prende cento e restituisce in termini di servizi dieci oppure, alla fin fine, fa sempre e comunque sì che il cornuto e mazzìato sia colui che dal fisco non può scappare mai, ovvero il lavoratore dipendente pubblico o privato ch'esso sia e i pensionati?
 
Siamo certissimi di avere una buona normativa che regola l'attività dell'appalto così come altre modalità per l'assegnazione di pubbliche opere?  
 
Siamo altrettanto sicuri di poter combattere la corruzione, grande cancro e ostruttore del progresso in Italia e in modo particolar modo nella Pubblica Amministrazione intesa in senso lato e a trecentosessanta gradi e più in generale delle istituzioni come ampiamente dimostrato da numerose innchieste della magistratura e indagini di innumerevoli Procure e direzioni della DIA a destra e a manca del paese?
 
Se è vero che l'Italia ha necessità di stabilità politica è anche vero che questa impalcatura di legno stagionato che sorregge questo apparato scheletrico particolarmente "poroso" non può essere intaccata dalla devastazione del "tarlo".
 
Probabilmente è vero: nessuno sarà in grado di riportarci ai tempi delle vacche grasse ma se si lavora bene, se non vinceranno i personalismi, l'Italia può farcela.
 
 
Sopratttutto a destra: ma dipende dalla destra che si vuole.
 
Di certo non quella di chi per il Potere scende a compromesso su tutto e con tutti. Berlusconi? No, thanks: la mia Destra è un'altra. E non solo la mia, giorno per giorno siamo e saremo di più.




permalink | inviato da enzocumpostu il 20/9/2013 alle 15:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 settembre 2013

VOX POPULI

Siamo altrettanto sicuri di poter combattere la corruzione, grande cancro e ostruttore del progresso in Italia e in modo particolar modo nella Pubblica Amministrazione intesa in senso lato e a trecentosessanta gradi e più in generale delle istituzioni come ampiamente dimostrato da numerose innchieste della magistratura e indagini di innumerevoli Procure e direzioni della DIA a destra e a manca del paese?
 
Se è vero che l'Italia ha necessità di stabilità politica è anche vero che questa impalcatura di legno stagionato che sorregge questo apparato scheletrico particolarmente "poroso" non può essere intaccata dalla devastazione del "tarlo".
 
Probabilmente è vero: nessuno sarà in grado di riportarci ai tempi delle vacche grasse ma se si lavora bene, se non vinceranno i personalismi, l'Italia può farcela.
 
 
Sopratttutto a destra: ma dipende dalla destra che si vuole.
 
Di certo non quella di chi per il Potere scende a compromesso su tutto e con tutti. Berlusconi? No, thanks: la mia Destra è un'altra. E non solo la mia, giorno per giorno siamo e saremo di più.




permalink | inviato da enzocumpostu il 20/9/2013 alle 12:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 giugno 2013

GRAZIANEDDU MESINA, IL TRAMONTO DI UN MITO: DA "BANDITI A ORGOSOLO" A "SCARFACE"

 Graziano Mesina

E' probabilmente da diversi anni che le forze dell'ordine lo tenevano sott'occhio e lo monitoravano; e sono anche anni che nella società agropastorale nella quale Grazianeddu è nato, vissuto, cresciuto e nella quale ha consumato i suoi primi crimini da pioniere dell'Anonima Sequestri sarda la droga trova collocazione abituale sia come consumo ma soprattutto come oggetto di traffico e spaccio tra i centri della Sardegna.
Qualcuno asserisce che stavolta sarebbe veramente in trappola, incastrato da intercettazioni ambientali, telefoniche, riprese video e fotogrammi particolarmente compromettenti che ritraggono la ex primula rossa del Supramonte, tombeur de femmes e abile nella tecnica dell'evasione oltre che sequestratore (e non solo) di ricchi possidenti e notabili locali in compagnia di personaggi estranei, delle volte, al mondo criminale barbaricino ma temibili nel cagliaritano e legati a doppio nodo con organizzazioni criminali nientepopodimenoche calabresi ed albanesi.
Droga, armi di provenienza illecita da guerra e comuni, così come previsto dalla Legge 110/75.
Perfino Giovanni Falcone era contrarissimo alla concessione della grazia da parte del Capo dello Stato a Grazianeddu; e se lo sostreneva avrà avuto le sue buone ragioni...
La ragione della concessione da parte di Carlo Azeglio Ciampi va collegata al suo ruolo di mediazione e assolutamente risolutivo nella vicenda del sequestro di persona perpetrato nei confronti di Farouk Kassam, figlio di Fateh, ex proprietario del famoso albergo per VIP'S "Luci di la Muntagna" situato a Porto Cervo del principe ismaelita nonché re - che oramai pare abbia "abdicato" - e scopritore della Costa Smeralda Karim Aga Kahn.
Ma se Grazianeddu verrà riconosciuto copevole e condannato entro il prossimo anno la concessione della grazia da parte del Presidente della Repubblica nell'anno 2004 decadrà inesorabilmente e per lui, questa volta, potrebbe essere veramente l'inizio della fine.





permalink | inviato da enzocumpostu il 11/6/2013 alle 14:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 maggio 2013

JEALOUS WOMAN

 

 
Sono passate alcune settimane da quando questa ragazza m'ha chiesto l'amicizia su Facebook; accettai e incominciai così con lei questo rapporto epistolare virtuale dal quale, dopo alcuni giorni, emersero su di lei diverse cose, da lei stessa confidatemi e che io ignoravo completamente: abbiamo una passione in comune, il 118: io come volontario lei come professionista all'interno di una ONLUS nel cagliaritano convenzionata con la Centrale Operativa 118 ovviamente di Cagliari.
Quel 118 "privatizzato" per  il quale più di una volta ho storto il naso e sul quale ancora ho dei dubbi e perplessità.
Ma non fu questo l'oggetto delle nostre chiacchierate o meglio non solo: mi racconta della sua vita di mamma e moglie, delle sue sventure d'amore e giudiziarie; il sospetto che il marito avesse una tresca con un' altra donna e poi la conferma fino a quando, esasperata ed accecata da una overdose di morbosa gelosia, determina una decisione: sicuramente la più errata in assoluto e del cui errore si renderà conto solo con il senno di poi: M.L. in una giornata di gennaio di quest'anno, segue il marito con la sua nuova fidanzata o compagna - questo non lo so con tutta onestà - fino ad un grande centro commerciale a pochi chilometri da Cagliari; ha un doppione delle chiavi, entra nell'auto e si nasconde, affronta verbalmente alla loro uscita dal centro commerciale il marito e la sua nuova fiamma: ad un certo punto, sempre a causa delle fortissima ed accecante gelosia che non lascia il benché minimo spazio al raziocinio, impugna un arma da taglio e la passa sul volto della rivale in amore, provocando una importante e vistosa ferita sul volto, in pratica uno sfregio.

Viene arrestata dalle forze dell'ordine e gli vengono concessi gli arresti domiciliari, in virtù del fatto che  M.L. ( la chiamerò solo con le iniziali del nome e del cognome ) è incensurata.

Cinque figli. Dialogo con lei, chiacchiero, sembra simpatica: mi sembra una donna particolarmente sveglia, più che mediamente colta.
Mi faccio coinvolgere emotivamente nel sentire le sue parole, la sua storia di donna, di soccorritrice, di mamma di cinque figli, tra i quali due coppie di gemelli. Ed ecco che si accende la lampada di Aladino e mi domando: ma perché non si consente a questa donna, visto che ieri è stata condannata a venti mesi di reclusione, di poter risarcire la società con la sua opera di soccorritrice, in orari stabili dal magistrato? M.L. in carcere non ci fa assolutamente nulla e a nulla serve mantenerla per venti mesi all'interno di quattro mura domestiche.

No, diamogli la possibilità di riscattarsi totalmente, davanti alla Giustizia e alla Giustizia Sociale, alla Comunità italiana e sarda ed alla famiglia. Facciamole fare quel che ha fatto per diverso tempo: la soccorritrice del 118, sicuramente in un contesto geograficamente lontano da quello nel quale ha vissuto. e'  una proposta, le soluzioni di certo sono molteplici, ma il carcere in questo caso non serve assolutamente a nulla né le misure classiche alternative alla detenzione come gli arresti domiciliari.

Secondo me è un caso del quale si dovrebbe discutere... 
 
 
Ieri parlavo su Facebook con un funzionario della Polizia di Stato del quale non posso e soprattutto non voglio fare il nome; si discuteva, appunto, sulle misure alternative alla galera che vengono dispensate nei confronti di coloro i quali hanno la fedina penale macchiata per i cosiddetti reati minori ma non sempre certi reati minori possono essere definiti e classificati come tali: e mi fece l'esempio delle truffe nei confronti delle persone "deboli", truffe che se ai responsabili di tali proditorie gesta viene data la possibilità di uscire sono assolutamente e sicuramente in grado di reiterare. Ci sono casi e casi dunque o per lo meno così dovrebbe essere. Ma - non dimentichiamolo - siamo in Italia...   




permalink | inviato da enzocumpostu il 10/5/2013 alle 9:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 maggio 2013

IL PARADISO LOGORA CHI NON CE L'HA

 

Andreotti è morto, incredibile ma vero: pareva eterno, l'Higlander della prima repubblica, il presunto ideatore del processo di mediazione tra lo Stato e la mafia, il conosciutore dei meandri di quasi tutti i dicasteri italiani e di conseguenza di tutti gli aspetti sociali, economici e politici del paese in quel dato momento; Abile conoscitore del momento nel quale era utile usare il bastone piuttosto che la carota.
 Giulio er gobbo e i suoi archivi, tenuti con meticolosa e certosina precisione, a tutt'oggi da storici che collaborano con l'Istituto Sturzo, dove è depositato.
Archivi segreti? Più che dire e affermare "ci sono" ci andrei cauto e direi magari c'erano, esistevano.
Andreotti  e la sua consorte mai venuti alla ribalta della cronaca mondana per la propria vita privata, pare pressoché irreprensibile.

Sinistra ed estrema sinistra hanno sputato veleno a fiumi sul personaggio per decenni, ora costoro miseramente difendono il Governo del Salviamo il Salvabile e dell'ultimo Arraffa Arraffa.

Se parliamo di stile, li ha battuti e li batterà dieci a zero.




permalink | inviato da enzocumpostu il 7/5/2013 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 febbraio 2013

ELEZIONI: SUBITO UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E DI NUOVO AL VOTO CON REGOLE ANTI-INCIUCIO: BALLOTTAGGIO UNICA ARMA

 

 
L'Italia divisa in tre tronconi: la novità Grillo, forte con il suo 25,55% alla Camera e il 23,79 al Senato strappando consensi un pò a tutti, decretando la nécrosi di UDC e FLI e Rivoluzione Civile, con una Lega che rientra in Parlamento per un soffio.
Berlusconi e la sua coalizione: 29,18 Camera e 30,72 al Senato: lui che avrebbe dovuto con coraggio - e da tempo - capitolare, trovando un vero leader di centrodestra-destra con capacità e personalità proporzionali all'impegno e all'eventuale carica di premier che poteva essere ricoperta.
Deve accendere un cero alle varie madonne d'Italia.
Bersani sommato a Nichi poi (29,54 Camera e 31,63 al Senato) già attivissimo nelle fasi dei tentativi di inciucio, cosa che Grillo - per lo meno stamane dichiarò così - non intenderebbe minimamente prendere nella benché minima consideraizone.

Ovviamente ci sono da controllare e verificare, uno per uno, i voti nei Tribunali d'Italia.

Personalmente accetterei scommesse sulla prossima data per le politiche e credo non sia tanto lontana; se Dio vuole quest'anno stesso. "Porcellum" a parte, occorre stabilire una nuova regola che consenta ai due candidati a presidente del consiglio nelle liste accettate entro i termini di volta in volta stabiliti  e che ragghiungeranno il maggior numero di consensi di contenndersi lo scranno di Palazzo Chigi con il ballottaggio.

O bianco o nero questa dev'essere la regola e che servirà a far recitare il de profundis alla schifosa e vergognosa pratica dell'inciucio, madre di molti mali italiani.

Mi dispiace per Fratelli d'Italia che al Senato non ha rappresentanti, mi dispiace e non poco per FLI e per l'amico Gianfranco Paglia, il quale sicuramente tornerà a prestare servizio nell' Esercito Italiano con il grado di Tenente Colonnello del Ruolo d'Onore.
E tra i "nemici" penso che Antonio Ingroia meritava di essere eletto, oggi più che mai, una figura la sua probabilmente necessaria.
Spero che riconsideri il suo incarico in Guatemala, delicato ed estremamente importante nella lotta contro i narcos. resta la mia grande riserva per le candidature die magistrati e non solo alle politiche essendo in servizio.

Grande preoccupazione per l'avvenire della Sardegna.





permalink | inviato da enzocumpostu il 26/2/2013 alle 11:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
ottobre