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Enzo Cumpostu: cose dette e non...
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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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enzocu@tiscali.it  



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17 giugno 2014

LE PAROLE NON SEMPRE SI TROVANO

In oltre sei anni di attività del mio blog, con circa un milione di visite o poco meno, molto spesso mi è capitato di parlare della Croce Rossa Italiana relativamente al suo funzionamento, buono o cattivo che sia, relativamente a suggerimenti, riguardo ad alcune specificità di alcune aree operative.

E' chiaro che una associazione con ben oltre cento cinquanta mila soci attivi e non ci troviamo innanzi ad uno spaccato della società italiana se consideriamo l'ampia fascia d'età, la eerogenea appartenenza socio-economica, culturale, politica, anche razziale.


E tristemente è capitato diverse volte parlare della scomparsa di nostri colleghi Volontari CRI: per malattie o improvvisi accidenti quali infarti et similia o per incidenti stradali in servizio a bordo di ambulanze CRI in attività 118; o le allora Pioniere morte sepolte dai detriti della loro casa nel terremoto terribile del 6 aprile 2009 in Abruzzo.

Ma mai, mai e dico mai ci sarmo aspettati di narrare e scrivere di una Volontaria CRI uccisa dal proprio uomo, dal padre delle sue creature, da quel qualcuno che soltanto la malvagità può aver spinto a ucciderla, lei e le sue creature. Quasi che la morte rappresentasse l'unica soluzione per eliminare ogni ordine di problemi relativamente alla relazione tra i due.

Le parole non le ho, nessuno di noi le ha. Tutti siamo stati raggelati dalle gesta di questo finto uomo, finto essere  umano.

Ciao cara collega (foto: Facebook)
 

http://www.cripavia.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=53:motta-visconti-cordoglio&catid=2&Itemid=101




permalink | inviato da enzocumpostu il 17/6/2014 alle 9:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 febbraio 2013

LOVE STORM

E delle volte penso e con ragione che la tua indifferenza non è indifferenza.
Perché si soffre anche nel dire ad altri no, perché sei d'animo gentile, perché nonostante quel che appare tu sei dolce, delicata come poche.
E io, questo, l'ho capito. Da sempre.
E forse riuscirai anche a leggere nella mia mente e a capire quanta verità ci sia nelle mie parole.
Tu hai visto i miei occhi lucidi che bruciavano dentro mentre ti sorridevo.
 E io i tuoi, scuri, bellissimi, lucenti e veri come non mai.
Quante cose vorrei dirti, ora, mentre la notte inesorabilmente ammanta con le sue tenebre queste mura che mi coprono e dove scrivo a te, dove penso a te.
Dove il freddo e l'umido che entrae nelle ossa e nel mio corpo è annullato dal calore e dalla speranza di poterti rivedere. Presto.
In questa mia vita fatta di sentimenti e di cadere e alzarsi, per poi ricadere ed alzarsi ancora. Ma fin quando avrò la forza?
Io ho bisogno di te: della tua intelligenza, dei tuoi occhi, della tua bellezza interiore.
Del candore del tuo sorriso e di quel delicato viso rimasto impresso come un fotogramma nella mia mente.

Tu sei il faro delle mie giornate, sei il motore delle mie azioni, sei l'energia che produce le mie idee. 
Tu, dolce ragazza, mi dai vita.
 
E io, ti amo




permalink | inviato da enzocumpostu il 2/2/2013 alle 21:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 gennaio 2013

L'UNICO FILMATO ESISTENTE DI ANNA FRANK

È l'unico filmato in cui compare Anne Frank. Il 22 luglio 1941 si sposa una vicina di casa ed Anne si affaccia alla finestra per vedere gli sposi. Filmato privo di audio. 

Lo potete vedere in questo brevissimo video caricto su YouTube; per molti è una cosa nota, per altri una novità.

Mi dispiace che questo video ( così come tutti gli altri caricati sul web ) non si possa visionare dallinterno dell'ASL di Nuoro ma mi è stata spiegata la ragione: i video intasano la banda a disposizione e potrebbero intralciare, se consultati da molteplici postazioni pc della nostra ASL, il traffico ergo il lavoro.

Senza dimenticare che non si potrebbe...

http://www.youtube.com/watch?v=KgVv17dmRoU 




permalink | inviato da enzocumpostu il 27/1/2013 alle 21:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 ottobre 2012

ZIBALDONE DI PENSIERI E OPINIONI A RUOTA LIBERA: QUEL CHE PENSO DICO E QUEL CHE DICO PENSO...

SULLA C.R.I. IN SARDEGNA: ora che le modalità di comunicazione sembrano in progressiva fase di mutazione, ora che la virtualità prevale delle volte anche sulla comunicazione verbale, seppur per necessità e distanza di natura telefonica, capita spesso di sostenere discussioni, pacate o accese, su una infinità di argomenti.
E ieri sera parlando di CRI (o meglio scrivendo visto che si discuteva online) ho rischiato di perdere le staffe - capita al sottoscritto come del resto capita alla mia interlocutrice - ma poi il buonsenso prevale - per fortuna - quando nell'immediato ti accorgi che la tua interlocutrice reagisce in un certo modo per lo stress continuo, dovuto al ruolo ricoperto, al quale è sottoposta.
 Ma non si può sostenere che sono " un fissato del 118 " non solo perchè così non è - o meglio in ambito Croce Rossa sarda non sostengo e promuovo solo l' urgenza e l'emergenza sanitaria territoriale - ma perché ho vissuto l'evoluzione dell'emergenza in Sardegna fin dai tempi nei quali richiedere in via di priorità assoluta l'intervento di una ambulanza medicalizzata era una chimera e far convergere nei luoghi dell'incidente o dell'evento traumatico o patologico improvviso una ambulanza con a bordo soccorritori altamente qualificati una cosa ad appannaggio solo di alcune zone e realtà territoriali e in tempi, molto spesso, inaccettabili.

Non ho nessuna difficoltà nello scrivere che voglio bene a Francesca Contu, attuale Commissario Regionale della CRI in Sardegna: sia per la sua storia di Croce Rossa ricca di esperienza, sia per la sua grande umanità e intelligenza.
Forse sono stato uno dei pochi che ha sostenuto la sua nomina, visto che non pochi storcevano il naso mostrando la loro perplessità in questo senso, ritenendola inadatta e inesperta.

Eppure ho ritenuto che Francesca fosse la persona giusta nel momento nel quale la CRI della Sardegna si preparava "all'onda d'urto" ovvero il ventilato - e ora con il decreto riorganizzativo della CRI è realmente in fase di concretizzazione - processo normativo di "privatizzazione" dei comitati territoriali o meglio alla variazione della personalità giuridica dei Comitati Locali e Provinciali.

E ritengo lo sia ancora, anche quando dissente dalla mia opinione relativa al fatto che occorrerebbe allontanare e per sempre Soci Attivi e Passivi, Volontari CRI indipendentemente alla componente volontaristica e chiunque altro in Croce Rossa si è attivato per frenare l'ingresso - nel migliore dei modi sia dal punto di vista organizzativo, formativo e tecnico-logistico - nel mondo del 118.

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SUL DECRETO LEGISLATIVO 267/2000, SULLA LEGGE 191/2009 E SULLA LEGGE 148/2011

Avendo partecipato come candidato alle tornate elettorali del 2005 e del 2010 relative al rinnovo del consiglio comunale di Nuoro, incassando una sonora mazzata con sole 19 preferenze la prima volta e appena 5 la seconda (sia nel 2005 che nel 2010 Nuoro registrò quasi un candidato per famiglia) forse sarebbe venuto il momento di tirare i remi in barca e non ripresentarmi: però un' idea ce l'ho.

Ringrazio comunque Bruno Murgia, parlamentare nuorese del PdL, per aver creduto in me e per avermi dato la possibilità di mettermi in gioco, pressoché certo di una sconfitta visto come vanno le cose a Nuoro... Beh... non solo a Nuoro...

Lo ringrazio ma il mio sogno, questa volta, è quello di muovermi da solo.


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ARMI DA FUOCO E DIVERSAMENTE ABILI


Sono trascorsi ventitre anni da quando feci l'esame, presso il Tiro a Segno Nazionale di Cagliari, per l'abilitazione al tiro con pistola, maneggio poi certificato e indispensabile per poter acquistare un arma o più armi nel numero e quantità stabilite dalla attuale normativa e per detenerla/e.
Considerando che la mia patologia rende l'apparato osteoarticolare particolarmente a rischio di fratture in caso di urti o forti colpi o contraccolpi, le uniche armi che potrei utilizzare, siano esse pistole semiautomatiche o revolvers nonché carabine semiautomatiche o ad otturatore girevole, sono quelle in calibro 22 Long Rifle.

Le munizioni 22 Long Rifle raggiungono velocità delle volte superiori ai 300 m/sec e nel contempo il loro rinculo è particolarmente basso, cosa che consente il governo e la manegevolezza dell'arma, in poligono o in spazi aperti e lontani dal centro abitato così come prevede la normativa in vigore. 

Ovvio che chi non è in possesso di porto d'armi dovrà essere in compagnia di persona con questa particolare tipologia di licenza.

A me comunque piace sparare a sagome e barattoli di latta

...E se apriamo una brevissima parentesi sul rilascio del porto d'armi per pistola per difesa personale ricordo tempo fa che alcune Questure diedero il loro parere in senso favorevole relativamente al rilascio a persone con handicap di tipo fisico per l'escalation di fenomeni di microcriminalità e le aggressioni per strada e in casa... 


Al momento mi vedo particolarmente "attratto" dalla versione civile della MP5K della Heckler & Koch camerata in cal. 22 L.R. appunto: dovrò informarmi se tale arma è annoverata tra le armi detenibili e acquistabili regolarmente - da armeria o da privato - presenti nel Catalogo Nazionale delle Armi da Sparo. 
  




permalink | inviato da enzocumpostu il 18/10/2012 alle 11:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 ottobre 2012

SOLO IL TEMPO POTRA'...

SOLO LO SCANDIRE DI UN OROLOGIO NELL'ARCO DELLE VENTIQUATTR'ORE PER SETTIMANE, MESI ED ANNI POTRA' SPEGNERE LE SOFFERENZE DELL'ANIMA.
IL TEMPO E' LA MIGLIORE FORSE UNICA MEDICINA SENZA EFFETTI COLLATERALI CHE FARA' PASSARE TUTTO.
SOLO IL TEMPO DIRA' SE LEI TI AVRA' CANCELLATO PER SEMPRE OPPURE NO.
SOLO IL TEMPO DIRA' SE LEI HA APPREZZATO LE TUE PAROLE, I TUOI INTENDIMENTI IN BUONA FEDE OPPURE NO.

SOLO CON IL TEMPO SAPRO' ... 




permalink | inviato da enzocumpostu il 16/10/2012 alle 17:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 ottobre 2012

AFORISMI

Una vita senza amore è

come un giardino senza

sole e coi fiori appassiti.


(Oscar Wilde)




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8 maggio 2012

SHEAKESPEARE NEI TRAMONTI DELLA SARDEGNA...




Tu sei per la mia mente

Tu sei per la mia mente, come cibo per la vita.
Come le piogge di primavera, sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro, per accumular ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e, subito dopo,
roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima, voglioso di restare solo con te,
poi, orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta, sazio di banchettare del tuo sguardo,
subito dopo, affamato di una tua occhiata.
Non possiedo, né perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.
Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto,
e d’ogni cosa privo.

WILLIAM SHAKESPEARE




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18 aprile 2012

A ME PIACCIONO POLPOSE :-)

 

Devo confessarlo: a prescindere dai gravi disturbi comportamentali relativi all'alimentazione ( e come molti di voi sanno del DCA si è occupata l'ASL di Nuoro in un interessante seminario sul problema) agli uomini gli stecchini e le inseguitrici di riduzione di taglie e di girovita non piacciono affatto.
Le donne che ho amato, o quelle che ho desiderato o con le quali ho avuto "a che FARE" sono tutte polpose e comunque non tendenti ad assottigliarsi per via di diete maniacali.

Negli anni Trenta, " quando c'era Lui", impazzavano le donne belle pienotte, segno di  una bulimica attività sessuale ed era quello, allora, il modello di donna ideale.

Io sono per gli equilibri.

E dovreste esserlo anch e voi, care amiche...

Sei qualcosa non va, non vergognatevi e sopratutto non esitate a segnalare il vostro problema a chi s ne occupa: invito, questo, rivolto anche e soprattutto a familiari ed amici, amiche.

Beh...A questo proposito...una così, qualora avesse anche 8-10 kg in più che... gli fate??  :-)

 
 
 
 




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21 marzo 2012

CHIACCHIERATA VIRTUALE CON UNA VERY NON IMPORTANT PERSON MA BELLA ANZI BELLISSIMA AMICA ( REALEE VIRTUALE)

 

Mariagrazia Doneddu è una mia amica sia virtuale (ci sentiamo molto spesso su Facebook) e nella realtà: io vivo a Nuoro,lei a Livornooramai da tanti anni: occhi chiari e bellissimi, lunga chioma bionda, un bel viso ( e Oddio anche il resto non è da buttare...) mente fine ed acuta, intelligente e colta,  una laurea in giurisprudenza conseguita in giovanissima età e la iniziale esperienza lavorativa qui a Nuoro presso uno studio legale di un avvocato molto famoso in Sardegna e in Italia.
 
 
 
Ciao Mariagrazia, sapevi di questa mia intenzione nel porti delle domande in questa "chiacchierata virtuale", raccontati... Comincia, appunto, con il raccontare la tua esperienza lavorativa quale aspirante legale in giovanissima età qui, a Nuoro...
 
R.:  la mia esperienza nello studio dell'avvocato Giannino Guiso è stata determinante specie ai fini di un ampia formazione non solo professionale ma di vita direi : ricordo le ore di studio dei fascicoloni dell'omicidio di Francis Turatello(*) avvenuto nel supercarcere nuorese di Badu 'e Carros,, gli insegnamenti di quello che ritengo il più grande penalista che abbia mai conosciuto. Ricordo l'ingresso al supercarcere insieme al mio "maestro" per colloquiare con un giovanissimo nuorese accusato di un famoso e cruento omicidio.
Una giovane donna in mezzo a queste realtà molto più grandi di lei.... Ero affascinata , il mio sogno era diventare penalista nella realtà nuorese! L'avvocato Guiso mi ha insegnato una cosa fondamentale : "mai parlare o esprimere pareri senza cognizione causa, farlo solo dopo essere documentati e aver studiato con dovizia le carte" 
 
(1) clicca qui se vuoi approfondire su Francis Turatello - Wikipedia

D.: Una promettente carriera però, cara Mary,  interrotta all'improvviso per amore: quasi fosse la trama di chissà quale film ecco che all'improvviso appare nella tua vita un giovane ufficiale dei Carabinieri che ti fulmina (e rimane folgorato anche egli e lo capisco perfettamente) ti sposa e ti porta via.
Oggi possiamo dire che quest'uomo non è più tuo marito, possiamo dire che è un alto ufficiale dell'Arma e che ha svolto delicate indagini di vario genere: cosa comporta per una donna essere (essere stata nel tuo caso) moglie di un ufficiale dei Carabinieri e quindi soggetto a diversi trasferimenti, nell'arco della carriera, in Italia e non solo? Dimmi quel che ti senti di dire senza entrare in vicende assolutamente private del tuo e suo passato. 
 
R.: Ero molto innamorata del mio ex marito per il quale ho fatto scelte radicali di vita che poi non hanno pagato specie in campo lavorativo...ma lo rifarei perchè la mia filosofia è seguire il cuore. Sono stati anni belli , ho sempre stima dell'uomo con il quale ho condiviso parte della mia vita e con il quale mantengo un rapporto di grande amicizia e sostegno... Posso dire che è un ottima persona anche se le cose fra noi non hanno funzionato forse a causa delle numerose missioni e della sua lontananza come spesso accade con mariti che fanno questo lavoro...ho vissuto il suo impegno da vicino spesso senza sapere dove esattamente andasse o cosa esattamente dovesse fare...

D.: Oggi tu vivi a Livorno perché il tuo ex-consorte, oltre a essere un ufficiale dei Carabiniere è stato  - tra le altre cose - paracadutista del "Tuscania": cosa pensi dell'ambiente militare? Rapporti interpersonali, aspetto sociale etc...
 
R.:ho una grande stima per la comunità militare a Livorno.,ho frequentato per anni i circoli che mi hanno aiutato a socializzare quando mio marito era via,in missione all'estero per esempio; c'era una sorta di famiglia allargata dei militari molto bella fatta di messe, pranzi ai circoli, belle feste, aggregazione, vivevo meno la città di Livorno che ho scoperto solo molto dopo, dopo la separazione quando mi sono aperta all'esterno.

D.: Nella città toscana nella quale vivi la presenza delle Forze Armate rappresenta una importantissima risorsa dal punto di vista economico: l'Accademia Navale della Marina, gli americani di Camp Derby che comunque ruotano anche sulla città che l'Ammiraglio Nelson chiamava Leghorn e, dulcis in fundo, i reparti della brigata Folgore e il Reggimento dei carabinieri paracadutisti "Tuscania": una persona che conosco originaria di quella città mi dice che anche se la popolazione è prevalentemente di sinistra se mai dovessero decidere di chiudere o spostare reparti in altre città sarebbe la prima a insorgere e non pacificamente: la domanda è come mai in Sardegna solo in alcune località la presenza dei militari è sentita particolarmente proprio in ragione degli aspetti economici (e non solo) e da noi questo non avviene? Pensi che l'antico astio da "Editto delle chiudende" delle popolazioni sarde dell'interno verso chi indossa una divisa sia ancora valido oppure no oppure si dovrebbe analizzare il fenomeno.

R.:i livornesi da sempre di sinistra non amano i paracadutisti, anzi...nonostante facciano girare l'economia della  città, li tengono distanti, li tollerano quasi, spesso ci sono scontri fra ragazzi livornesi e parà. Questo atteggiamente della città onestamente mi piace poco, non lo comprendo dato che molti di questi parà facendo missioni e quindi essendo molto benestanti spendono nelle strutture cittadine, ripeto facendo girare un economia che altrimenti sarebbe morta con il porto ,per altro ora in grande crisi schiacciato da quello di Genova.
Al contrario stravedono per l'Accademia Navale di Marina e gli aspiranti Guaridamarina, il babbo livornese  vorrebbe "sposà la sù figliola con l'ufficiale d'accademia"....non col parà...La Sardegna , specie le nostre zone hanno un rifiuto per la divisa ...."Sa Zustissa", intesa come imposizione dai tempi del regno sardopiemontese: quando mi fidanzai col mio ex marito lo notai! Fare accettare alla realtà nuorese l'apertura di una caserma è molto dura ....! Lo sappiamo...

 
D.: Sulla caserma non demordiamo e infatti presto si farà e arriverà un reparto dell'Esercito (oltre al personale della Base Logistica Addestrativa di viale Sardegna)  e non sarà importante solo ai fini economici e lavorativi.
Ma cambiamo argomento: parlami di Nuoro e dimmi qualcosa a questo proposito visto che è fisiologico che una persona che va via da tanti anni, quando torna nel luogo natìo non frequentemente ma con sporadicità, nota e rimarca le differenze tra passato e presente: le ultime volte che ci siamo visti ne abbiamo parlato, non mi sei sembrata particolarmente entusiasta della città per come si presenta al giorno d'oggi, ma le tue critiche le muovi in che settore solo dal punto di vista urbanistico? O noti anche altre cose che non vanno e possono essere cambiate senza spremere meningi e casse comunali più del dovuto?  
 
R.: Nuoro....amo la mia città e mi manca la bellezza selvaggia dei suoi paesaggi, quell'arguzia del nuorese colto che mai ho trovato in nessuna persona "continentale", quel sottile senso dell'umorismo un pò caustico che solo un nugorese può avere. Sono fiera delle mie origini nuoresi e torno con gioia a Nuoro, per quanto mi pianga il cuore notare il degrado urbanistico della città. UNa mancanza totale di aree verdi per bambini e anziani, uno sfascio delle strade con voragini da spaccare anche il fuoristrada più robusto, un costruire selvaggio da fare scempio di luoghi come la collina di Tanca Manna dove quell'orrido palazzo dell' Inps si erge su resti nuragici....il nuraghe Tanca Manna è - di fatto - un mondezzaio.
Sono stata a fare delle foto e la malinconia mi ha preso....vetri rotti, lattine di birra, controllo inesistente su di un capolavoro della nostra civiltà nuragica.... Abbiamo dei politici cialtroni sicuramente , mi augurerei una maggiore cura del nostro territorio !    

D.: hai una figlia giovane e bella che per te rappresenta sicuramente tutto: ecco anche su questo argomento perché non fai qualche osservazione e differenza tra come erano i giovani, gli adolescenti di trent'anni fa nel contesto nuorese rispetto ad oggi? Non ti faccio la classica e banale (quanto un pò stupida) domanda su "cosa manca" dal punto di vista infrastrutturale ma  " cosa manca" a loro.
 
R.:Tra me e mia figlia c'è un abisso di modo di vivere e osservando lei e la gioventù dei suoi amici mi rendo conto che i maggiori colpevoli della mancanza di uno spessore come quello che noi avevamo siamo noi i genitori, oltre agli educatori, la scuola. 
Purtroppo questi ragazzi sono figli del consumismo, della superficialità, non leggono più, non si emozionano davanti a un paesaggio...Ecco riassunto in breve la differenza fra noi e loro!

D.: E' una delle poche cose che a Nuoro ci invidiano tutti, sardi e non sardi: il Monte Ortobene che Grazia Deledda descrive anche "chiuso dalle azzurre montagne della costa, fra le quali intravedevasi il mare, confuso col cielo in una zona grigio-perla": lo vedi una "perla della natura trascurata" oppure suscita in te sempre le stesse emozioni d'un tempo? 

R.: Adoro il Monte Ortobene che resterà il simbolo della mia città, di una bellezza rara, anche se solito discorso non è minimamente valorizzato, quando ci vivevo si andava alla pista, a Sedda Ortai, si andava ai giardini in cima... 
Ora non sento più dire: " andiamo all'Ortobene?" Che tristezza!

 
D.: ultimissima domanda: quand usciamo per una cena a lume di candela?
 
R.: Eia, quando rientro a Nuoro si esce
 
 Va bene Mary, ti prendo in parola: destinazione... Monte Ortobene?
 O - come dici tu ironicamente: " ti lancio nel discesone di Mughina e senza paracadute"?


 
 
 (Nella foto:Mary G.)
 
 
.
 
 

 
 

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 21/3/2012 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 marzo 2012

BEN OLTRE LE MIMOSE

 

Un messaggio letto dal sottoscritto su Facebook diceva:
 "l'8 Marzo non regalare mimose a una donna ma rispetto"
Questo significa assecondare ogni decisione da lei intrapresa.
Sempre e comunque anche se questo comporta enormi ed immani sofferenze, delle volte.
Di questo loro ( le donne n.d.r.) non sempre sono consapevoli ma poco male. . .
Rispetto e speranza: quella sempre.
 
Auguri a tutte. 

E soprattutto auguri a te, stella. . .
 
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 8/3/2012 alle 8:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 marzo 2012

ARISTOFANE...

 
 
Ah! Quanta verità nella bocca (e nella penna) del commediografo greco del V secolo A.C.......




permalink | inviato da enzocumpostu il 1/3/2012 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 febbraio 2012

CARA ROSSELLA SE MOLTI DI NOI AVESSERO POTUTO SAREMMO VENUTI PER RIPORTARTI A CASA. LIBERATELA: E' UN VOSTRO DOVERE

Dalla mia bacheca di Facebook / from my Facebook wall: (con qualche correzione apportata al testo...)
 
Ehi dico a te: si, proprio a te che stai leggendo, che in virtù del potere che ti è stato conferito in passato o hai nel prasente avrai la concreta possibilità di saperne di più sulla sorte di questa giovane ragazza. Dico a te e ti chiedo perché in nome della Repubblica Italiana e di coloro che ci vivono il nostro Governo e altre Organizzazioni Internazionali non sono ancora intervenute per liberarla dalle mani dei terroristi. 
Tu, forse, puoi accedere a una serie di informazioni
 che molti di noi si sognano di avere, tu, volendo, puoi significativamente dare un concreto e valido aiuto a questa ragazza, rea solamente di aver osato di andare nei luoghi forse dimenticati anche da Dio, il nostro e il loro. 
Io penso che Rossella Urru sia ancora viva anche se forse non avrà la forza del bel sorriso che la caratterizza.
Indipendentemente dai suoi ideali politici, probabilmente opposti ai suoi e i suoi ai miei, ti chiedo di ADOPERARTI affinché sia LIBERA, affinché venga restituita sana e salva alla sua famiglia, ai suoi affetti, ai suoi amici, alla sua terra, alle sue passioni, ai suoi impegni.
Ti chiediamo una DICHIARAZIONE D'IMPEGNO per questa ragazza: penso che lo meriti, in nome di quell'Italia che lei ha portato in questa terra martoriata.
Liberatela, liberiamola con forza coraggioe determinazione. Subito.
Buonanotte a tutti.
She's not a famous italian journalist but... she's
 
simply a woman help the Algerian children and now
 
 
 
 WE WANT TO FREE ROSSELLA URRU FROM
 
 
 SAMUGHEO, SARDINIA ISLAND ITALY
 
, KIDNAPPED BY AL-QAIDA IN THE OCTOBER
 
2011... YOU MUST TO FREE THAT GIRL FOUR
 
MONTHS IN THE HANDS OF TERRORISTS!




permalink | inviato da enzocumpostu il 28/2/2012 alle 21:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 febbraio 2012

L'Amour le temps s'éclaircit. Ou garde en vie?

Ora che la notte è calata, ora che il silenzio mi costringe a meditare, ora che rivedo le tue foto dopo il tuo secco e irreversibile no, ora che dopo la notizia che andrai via per un anno e anche più da Nuoro, dalla Sardegna e dall'Italia mi ha fatto l'effetto di una seconda mazzata, ora che forse non ne vuoi più saper nulla di me, ora che vorresti ch'io sparissi dalla faccia della terra, bene proprio ora io ti penso e riguardo il tuo viso: vorrei che tutti sapessero come sei bella, dentro e fuori, ma allo stesso tempo dura, determinata e fredda, forse troppo. Sicuramente troppo.
 
Ricordi? Ti avevo preparato a sorpresa un fotomontaggio carino ed originale, simpaticissimo e che ti ritraeva con la tua divisa da crocerossina, il tuo baschetto  in testa, il tuo unico sorriso luminoso ed abbagliante, dentro la pagina di un libro che una piccola bimba sfogliava con curiosità e stupore.
Era davvero una immagine molto bella, che rispecchia fedelmente la tua personalità: il tuo essere mamma in primis, il tuo forte carattere di una donna che con gli artigli difende i diritti dei più deboli, in casa e fuori dalla patria.
E che - di questo sono più che certo - continuerà a farlo in Croce Rossa anche nella nazione che ti ospiterà in questo periodo.
 
Vorrei che tu sappia però che cancellarmi così, quasi se tu avessi utilizzato una spugna per eliminare un ricordo, è davvero una cosa che fa del male.
E' vero: è un cosa facile da fare, basta ignorare il problema e tutto si risolve a questo modo. E a questo mondo.
C'è chi considera il sottoscritto un imbecille solo per continuare a starti dietro, a lanciarti questo mio messaggio, disperato SOS d'amore e l'amore non si sceglie e,come hai potuto vedere, nonostante ti conosca da oltre dodici anni, in me è scattato pochi mesi fa.
 
Sarà dura disinnamorarmi di te... Sarà dura non rivederti, non poterti chiamare in ufficio per sapere come stai tu e il tuo bimbo, la tua più grande ragione di vita.
Tra breve sarete lontani e chissà, chissà se tornerete...
 Chissà se vorrai rivedermi.
 Chissà se mi consentirai di chiederti scusa: scusa, per averti amata.
 
Domani è un altro giorno: e si lavora.




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5 febbraio 2012

VITE NEL 118

 
(Nella foto:Francesca Macangelo e Patrizia Cerquoni collaboratori professionali sanitari 118 Abruzzo -C.O. 118 Teramo: MSA Presidio Ospedaliero Val Vibrata Sant'Omero (TE)
 
E mentre assurde ideologie o filosofie post-settantasettine e lottacontinuee e post-catto-comuniste del menga e non solo questioni ragioneristico-contabili ma soprattutto politiche sembrerebbero allontanare sempre più la C.R.I. dall'urgenza ed emergenza sanitaria (vedi la mia crocerossisticamente martoriata e mazziata isoletta) in questi giorni dove l'emergenza assume anche altre connotazionisoprattutto dal punto di vista sociale ( prima fra tutti l'accoglienza dei tantissimi senza tetto sparsi in mezza Italia) ho pensato a te e al tuo lavoro Patrizia, in una regione dove l'emergenza freddo la si può scrivere con traquillità con la F maiuscola.
 
Una regione dove la C.R.I. da tanto e fa tanto sia in ambito 118 che protezione civile e questadel freddo, gelo  e neve è una emergenza da protezione civile. E naturalmente tanto fanno anche gli altri, le altre associazioni, come ovunque in Italia.

Piccola, dolce, fragile Patrizia: ti penso sai quando la mattina vai al lavoro per strada con quel catorcio vecchio, quando per strada rischi per il ghiaccio ed il gelo, quando sto sul chi vive memore di qualche bottarella con l'ambulanza e memore di quello spiacevole episodio successo la scorsa estate a vostri colleghi di cui tutte le cronache parlarono e io a queste cose ci penso sempre... 
E sai quanto abbia lottato,combattuto, sostenuto il 118 ancor prima che io e te ci conoscessimo.

E noi, dovete saperlo tutti, ci conosciamo quasi nove anni: da quel giorno di fine Maggio che ci incontrammo finalmente al porto di Golfo Aranci dopo una conoscenza virtuale durata mesi e mesi a parlare e chiacchierare, e ancora ricordo quando con la tua possente forza mi hai preso in braccio al mattino ed io strappai un rametto fiorito di bouganville e te lo misi sull'orecchio... E il resto beh non si può scrivere...
Sai Patrizia dicono che io abbia una visione anacronistica della Croce Rossa: ho sorriso appena ho letto la frase, per non dire che stavo per scoppiare a ridere.
 
Io contnuerò nella mia strada e nella mia lotta che poi non è solo mia ma è un pensiero condiviso da migliaia e migliaia di Volontari. Certo, ci sono moltecose che non vanno, forse il termine "convenzione sottoscritta" può essere superato, forse si puòoperare per il sistema di urgenza ed emergenza sanitaria con meno lacci e legacci ma è un settore, questo, dove occorre investire e non solo in termini di risorse umane. Mezzi ed attrezature sono quantomeno necessari.
 
E un saluto a Francesca Marcangelo che io ricordo in veste di calciatore a Sant'Omero nella partita giocata tra gli ospedalieri del locale ospedale...


 
 
 




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23 gennaio 2012

LA PASSIONE VA CONTROLLATA... QUANDO SI PUO' !

VERISSIMO: NON SI PUO' CERTO DEFINIRE UN AUTORE, UN POETA VICINO AL MIO MODO DI PENSARE IN POLITICA MA DICE QUALCOSA DI VERO, DANNATAMENTE VERO...


LA PASSIONE di Paulo Coelho



La passione ti fa smettere di mangiare, 

di dormire, di lavorare, 
di vivere in pace. 
Molti si spaventano perché, 
quando compare, 
distrugge tutto ciò che
di vecchio incontra.
Nessuno vuole mettere a soqquadro 
il proprio mondo. 
Perciò alcune persone... tante... 
riescono a controllare questa minaccia, 
mantenendo in piedi una casa
o una struttura già marcia. 
Sono gli ingegneri delle cose superate.
Altri individui 
pensano esattamente il contrario: 
si abbandonano senza riflettere, 
aspettandosi di trovare nella passione 
la soluzione di tutti i loro problemi. 
Attribuiscono all'altro il merito 
della propria felicità, e
la colpa della propria possibile infelicità. 
Sono sempre euforici perché 
è accaduto qualcosa di meraviglioso, 
oppure depressi perché 
un evento inatteso
ha finito per distruggere tutto.
Sottrarsi alla passione,
o abbandonarvisi ciecamente: 
quale di questi atteggiamenti 
è il meno distruttivo?
Non lo so.





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2 gennaio 2012

I DUE GABBIANI JONATHAN

 
Navigare e solcare le acque di Mari ed Oceani : conoscere l'emozione del lasciare e ritrovare un porto, con il caldo o con il freddo quando si "sfiora" Capo Nord...  E il sole di mezzanotte così rapido a sparire e ad oscurare l'orizzonte che spesso nemmeno con il velocissimo ascensore si riusciva a salire al Ponte 14 della nave e dalle paratie immortalare l'evento, questo... Ricordi?
 
 
 
 
 
 
 
 
E il mercato del pesce di Bergen tra salmoni, crostacei e carne di balena che tra l'altro faceva abbastanza schifo...
 
 
 
 
 
 
 
 
E infine la traquilla, pacifica e serena Oslo, capitale inaspettatamente devastata da un gesto terroristico, orribile quanto criminale accaduto qualche settimana dopo la nostra partenza per Kiel: e dopo una tua grande sfachinata a piedi, tutta in salita e spingendo la carrozzella, la residenza del Re Harald V di Norvegia e quelle sentinelle con le piume di gallo cedrone sul cappello, un copia e incolla dei nostri bersaglieri e così come avviene in tutte le reggie delle capitali scandinave, sulla falsariga di quelle di Queen Elizabeth II, si fanno immortalare dai turisti con foto e vidocamere digitali, giapponesi in testa. Come sempre.
 
 
 
 
 
 
 
E rientrati in Italia, in Sardegna e in Baronia, ti ricordavo nella notte e nei chiari di luna d'Agosto di Sa Preta Ruja:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
...E nessuno deve permettersi di interrompere questo straordinario e particolarissimo rapporto che esiste tra noi
...da ben oltre otto anni.
 
Gabbiani Jonathan noi due: e continueremo a volare...
 
 
E porterei con me nei miei viaggi altre Donne Speciali delle quali vorrei urlare il loro nome:
 
Una giovane e straordinariamente bella mamma con il suo piccolo bambino, per esempio... 
 
 
Patrizia, se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 




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3 novembre 2011

LA DEFINIZIONE DELL'AMORE (DI UN PESSIMO POETA)

Ascoltami stella quando urlo il tuo nome

per restando in assoluto silenzio nella notte;

e quando penso ai tuoi occhi e al tuo viso

al tuo sguardo pieno di energia così

assolutamente indispensabile per la mia vita.

 

Calamità, disastri, recessione economica: nulla è

prioritario rispetto alla tua serenità

al tuo sorriso così dolce che oramai ho studiato

sotto ogni minimo particolare:

e che riempie la mia vita.

 

E le notti, insonni e in solitudine,

laddove sento il tuo profumo

e quello  della tua pelle che porta

il colore della tua terra di origine:

sole, vento, sale e montagne.

 

E sai che t' amo e per te non è affatto

novità, stupore; ma la conferma

definitiva di un sentimento non nuovo

all' essere uomo o donna, umani:

delle volte ipocrita altre volte onesto e forse troppo...

 

E il mio è puro, schietto, trasparente come l'acqua

ma ancora più pura è la tua anima

seppur io abbia dubitato di te

nella mia debolezza e gelosia

unica e imperfetta pecca dell' umano.

 

La definizione dell'amore che io do è questa:

per te Donna Speciale che muovi il mio mondo,

per te che accendi il mio cuore e i miei sensi

per te e i miei sbagli commessi

per te ragione di vita: ti amo.

 

 

 

  

     

 

 

 

 

 

 




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9 ottobre 2011

LA PIOGGIA NEL PINETO ( DI G. D'ANNUNZIO POETA E PADRE DELLA PATRIA)

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.




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4 novembre 2010

Manola De Rubeis, una donna coraggiosa

  (Manola De Rubeis)
 
Ho conosciuto questa splendida donna dotata di una non comune intelligenza lo scorso mese di Maggio a Roma, in Piazza di Spagna poco prima prima che partissi per il Nord Europa.
Manola De Rubeis è una persona semplice e comune che allo stesso tempo capace di dialogare e lavorare anche con i Grandi del mondo.
 
Di lei non si rimane colpiti solo per il sorriso e per la sua bellezza ma sopratutto per le sue parole e per il suo modo di concepire la politica attiva, quella sociale e quella internazionale.
 
Nata in Venezuela da genitori italiani, Manola si è laureata in Scienze Politiche e ha inoltre conseguito una Laurea in Giurisprudenza, diventando un avvocato internazionalista.
 
Molto impegnata nel sociale, accesa e battagliera sostenitrice dei diritti violati delle donne.
 
Mi ha promesso che verrà a trovarmi, qui in Sardegna.
 
Sono sicuro che lei manterrà questa promessa... 
 
( il testo è stato tradotto in lingua spagnola con Google Translator mi scuso se potrà esserci qualche errore )
 
 
 
 Me encontré con esta hermosa mujer con una inteligencia poco común en el mes de Mayo pasado en Roma, en Piazza di Spagna.
Manola De Rubeis es una persona común y simple al mismo tiempo, capaz de comunicarse y trabajar con el Departamento del mundo.

Su no sólo golpeó por su sonrisa y su belleza, pero sobre todo por sus palabras y su manera de concebir la actividad política, social e internacional.

Nacido en Venezuela de padres italianos, Manola es licenciado en Ciencias Políticas y Licenciado en Derecho, llegando a ser un abogado internacional.

Profundamente involucrada en defensa social, se volvió y belicoso de los derechos vulnerados de las mujeres.

Él me prometió que vendrá a verme, aquí en Cerdeña.

Estoy seguro de que se mantenga esta promesa ...

(El texto ha sido traducido al español con Google Translator Pido disculpas si puede haber algún error)




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29 ottobre 2010

Sui suicidi con le stellette: la morte di Claudia

 

 Molte volte, anche se si va alla ricerca spesso minuziosa (e il più delle volte inutile) di una plausibile spiegazione, del perché qualcuno determina il gesto estremo di togliersi la vita, non siamo in grado di darci delle risposte soddisfacenti; il fatto inconfutabile resta quello che in diciotto suicidi avvenuti all'interno delle nostre quattro Forze Armate nell'arco di un anno ben quattordici hanno riguardato l'Arma dei Carabinieri: perché?
Nel caso della bellissima ragazza della foto la spiegazione potrebbe esser data dal fatto che Claudia Racciatti, Tenente dei Carabinieri in servizio presso la caserma "Carlo Alberto Dalla Chiesa" di Roma avrebbe dovuto essere sentita a breve in relazione a uno spiacevole episodio accaduto all'interno della caserma.
La paura di un procedimento disciplinare e, peggio ancora, di strascichi giudiziari su questa vicenda, ampiamente circostanziata negli articoli della cronaca e delle agenzie di stampa sia sul web che tra i media, potrebbe essere la causa che ha spinto la ex Miss Bellezza Rocchetta Abruzzo nel 1999 a impugnare la Beretta e, con un gesto fulmineo che non ha permesso ai colleghi presenti nell'ufficio di impedirlo, si è tolta la vita, sparandosi un colpo al cuore.
Una bellissima ragazza, un bellissimo viso e una carriera brillante con un passato che ne aveva fatto un volto popolare per aver partecipato al concorso di Miss Italia e la stessa Arma scelse lei per una campagna pubblicitaria promozionale della Benemerita.
Non sono psichiatra né uno psicologo ma credo che senso dell'appartenenza, onore, paura dell'onta possano aver avuto un ruolo - ahimé - determinante per la decisione che ha spezzato questa giovane ragazza che per l'Arma e per lo Stato inteso come comunità avrebbe - di certo - potuto dare ancora molto di sé...
 
Riposa in pace Tenente Claudia...
 




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8 marzo 2010

DONNE ITALIANE CHE LAVORANO

Basta con l'inflazionata mimosa; l'8 Marzo 2010 lo possiamo commemorare con la nostra bandiera. A tutte le donne che lavorano, a quelle che servono lo Stato mettendo a repentaglio la propria incolumità, alle donne straordinarie della Croce Rossa Italiana, dall'Abruzzo e ad Haiti, a quelle che lavorano nel sociale nei più disparati settori fino alle donne del sevizio sanitario nazionale, impegnate nella battaglia per la vita e per la tutela di essa come sancito dall'articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana.

A tutte queste creature (e qualcuna di esse per me particolarmente importante) AUGURI




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14 febbraio 2010

Difesa personale attiva e passiva: quando a richiederla sono le donne

Donne e sicurezza: sono sicuramente le persone più vulnerabili oggigiorno che rischiano maggiormente nelle grandi città ma anche in quelle di dimensioni più ridotte, nelle ore notturne e nei luoghi isolati ed appartati e non solo: qualcuno ha recepito questa necessità di difesa e protezione, attiva e passiva, scritta questa volta al femminile: a Padova, per esempio, il Capitano dell'E.I. (Riserva Selezionata) Carla Selvestrel ha organizzato, con la collaborazione di due validissimi docenti di fama internazionale, un corso di difesa personale dedicato e pensato soprattutto alle donne.
Per informazioni più dettagliate clicca sul link qui in basso:
 


 




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16 giugno 2008

Scrittori con le stellette: "Una donna per soldato", Il diario del Ten. Maria Catena, Ufficiale dell'Esercito Italiano

 

 

Comunicato stampa

UNA DONNA PER SOLDATO

Martedì 17 e mercoledì 18 giugno, doppio appuntamento a Napoli e Caserta, per la presentazione del libro “Una donna per soldato. Diario di una tenente italiana in Libano” (BUR) di Marina Catena, Ufficiale dell’Esercito Italiano per la Missione ONU in Libano.

Fare il soldato, lavorare per la pace, essere donna: una testimonianza fra diario, reportage e romanzo d’avventura. Una donna impegnata da anni nelle zone calde dove sono stati inviati i soldati italiani racconta in prima persona la sua esperienza.

Nell’estate del 2006, al termine della Guerra dei trentatrè giorni, i caschi blu dell’Onu giungono nel Sud del Libano per vigilare sulla fragile pace tra Israele e il Paese dei cedri. Il comando della missione spetta all’Italia: un compito difficile, fatto di continue pattuglie, incontri con i leader locali, assistenza alla popolazione, attentati sventati. Tra i soldati che toccano il suolo libanese anche alcune soldatesse, come la tenente Marina Catena, che arriva alla base di Tibnin nel maggio del 2007. Ma che cosa ci fanno delle donne al fronte? Cosa c’entrano con la guerra e con la pace? Che differenza possono fare nell’esercito oggi? Sono solo alcune delle domande che si trovano in questo diario, nato dall’intensità della vita in prima linea e dall’esigenza di affidare alle parole non solo una quotidianità così speciale, ma anche pensieri, ricordi, segreti, racconti e immagini degli straordinari legami che nascono, durante le missioni, tra commilitoni e con la popolazione locale. Una testimonianza importante, che ci parla delle operazioni di peacekeeping e di un esercito che cambia. Un ritratto appassionato dei nostri militari, un reportage sul Libano, che del Paese ci fa assaporare i colori, le atmosfere, gli odori, la gente. Una storia personale, che è soprattutto una riflessione sulle motivazioni di una scelta coraggiosa, sulla sfi da e la bellezza di una vita “senza frontiere”.

Il libro e’ un racconto pieno di dettagli e sensazioni, che descrive a fondo il ruolo di una donna nelle missioni militari all’estero, ma soprattutto un diario semplice e spontaneo, scritto con l’animo sensibile di una donna e con il sentimento patriottico di chi indossa una divisa e vuole raccontare la vita in prima linea dei nostri soldati. Marina Catena, Ufficiale dell'Esercito Italiano ha lavorato nelle missioni di peacekeeping e nei processi di pace dal Kosovo al Libano passando dall’Iraq.

Con questo libro l’autrice sostiene l’orfanotrofio femminile di Tibnin, nel sud del Libano dove i soldati italiani sono acquartierati.

Marina Catena ha lavorato per la Commissione europea nel settore degli aiuti umanitari ed è stata per due anni in Kosovo come consigliere speciale della missione di pace Onu e in Iraq per l’operazione “Antica Babilonia”. Da qui è nato il libro Il treno di Kosovo Polje (Sellerio 2003). Attualmente è funzionario delle Nazioni Unite (PAM). Dal 2005 è Tenente dell’Esercito Italiano (Riserva selezionata).

Il libro “Una donna per soldato” sarà presentato, alla presenza dell’autrice, per la prima volta in Campania in un doppio appuntamento, organizzato e promosso dall’Associazione Culturale e di Promozione Sociale “i Meridiani” Onlus in collaborazione con l’Ufficio Reclutamento e Comunicazione del Comando Militare Esercito “Campania”.

Martedì 17 giugno (ore 18:00) presso la Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli e Mercoledì 18 giugno (ore 18:00) presso il Circolo Unificato dell’Esercito Italiano a Caserta. L’incontro di Napoli, moderato dal direttore de “Il Brigante” Gino Giammarino, vedrà i saluti di Stefanie Gangone, Vicepresidente dell’Associazione “i Meridiani” Onlus e del Col. Domenico Pace, Comandante della Scuola Militare “Nunziatella”. Seguiranno gli interventi di Giuseppe Scanni, Politologo ed esperto di Relazioni Internazionali e Pino Scaccia, Inviato speciale Tg1.

Prestigiose testimonianze anche nel successivo convegno organizzato a Caserta e moderato dalla giornalista Beatrice Crisci. Dopo i saluti di Luca Della Corte Direttore Generale dell’Associazione “i Meridiani” Onlus, del Generale di Brigata Marco Rossi, Comandante del Comando Militare Esercito “Campania” e di Nicodemo Petteruti, Sindaco della Città di Caserta, interverranno il Col. Giuseppe De Simone, Capo Ufficio Reclutamento e Comunicazione del Comando Militare Esercito “Campania”, Giuseppe Scanni, Politologo ed esperto in Relazioni Internazionali ed il deputato Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel corso dei due convegni si esibirà Rosario Morisco, cantautore e militare dell’Esercito Italiano, da sempre impegnato in missioni di pace all’estero con i propri reparti, con il brano “Signorsì” presentato al Festival di Sanremo 2008 nella sezione “Categoria Giovani”.

***

Per informazioni e materiale fotografico sull’autrice si prega contattare l’Ufficio stampa RIZZOLI : 06.8448.4382 o 02.5095.2899.

Per informazioni sull’evento si prega contattare l’Associazione “i Meridiani” Onlus al numero: 333.480.9674




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2 maggio 2008

HO BISOGNO DI TE PICCOLA MIA...

 

 
 
Voglio disegnarli in riva al mare.
Con te.
Può accadere
Se lo vuoi... 
Mi manchi... 
 
VIDEO:  I JUST CALLED TO SAY I LOVE YOU ( STEVE WONDER)







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2 febbraio 2008

Le donne, i cavalier, le armi e gli amori e...la genetica!

  

Un unico antenato per tutte le persone con gli occhi azzurri

( da http://lescienze.espresso.repubblica.it )
La mutazione è localizzata sul gene adiacente all’OCA2 e non è in grado di silenziare completamente il gene, ma solo di ridurre la sua azione limitando la produzione di melanina nell’iride
"...Una nuova ricerca mostra che le persone con gli occhi azzurri hanno un singolo antenato comune. È quanto afferma un gruppo di ricerca dell’Università di Copenhagen, secondo cui circa tra 6000 e 10.000 anni fa avvenne una mutazione nel genoma umano che si diffuse dando origine a tutta la popolazione con l’iride di questo colore. “In origine avevamo tutti gli occhi castani”, ha spiegato Eiberg, del Dipartimento di medicina cellulare e molecolare. “in seguito una mutazione a carico del gene OCA2 nel nostro cromosoma fu all’origine di un cambiamento, che letteralmente spense la capacità di produrre come tratto somatico gli occhi castani in un individuo e nella sua discendenza.”Il gene OCA2 codifica per la cosiddetta proteina P, che è coinvolta nella produzione di melanina, il pigmento che conferisce il colore a capelli, occhi e pelle. La mutazione è in realtà localizzata sul gene adiacente all’OCA2 e non è un grado di silenziare completamente il gene, ma semplicemente di ridurre la sua azione limitando la produzione di melanina nell’iride. Ciò che risulta è sostanzialmente una diluizione del colore marrone nel blu.Tuttavia, spiegano i ricercatori l’effetto sull’iride è altamente specifico Se il gene OCA2 fosse stato completamente distrutto o silenziato, gli individui portatori non avrebbero melanina né nei capelli, né negli occhi né nella pelle, una condizione nota comune albinismo.Ora, la variazione di colore degli occhi castani può essere spiegata con la quantità di melanina presente nell’iride, mentre nel caso degli individui con gli occhi azzurri vi è un piccolo grado di variabilità.“Proprio da questa circostanza possiamo concludere che tutti gli individui con gli occhi azzurri sono collegati allo stesso antenato", ha spiegato Eiberg. “Essi hanno tutti ereditato la stessa mutazione esattamente nello stesso punto nel DNA. Per contro gli individui con gli occhi castani hanno una notevole variazione individuale nell’area del DNA che controlla la produzione di melanina.”Nel corso della loro ricerca, Eiberg e colleghi hanno esaminato il DNA mitocondriale e confrontato il colore degli occhi di individui con l’iride azzurra provenienti da paesi diversi come Giordania, Danimarca e Turchia, in una ricerca durata circa un decennio, a partire cioè dal 1996, quando per la prima volta Eiberg indicò nell’OCA2 il gene responsabile del colore degli occhi. (fc)..."
 
Beh, per lo meno noi uomini sappiamo che è un unico responsabile colui che, disseminando questo colore nell'iride di milioni di donne nel mondo, in un lasso di tempo dai sessanta ai cento secoli, può averci fatto perdere la testa per una donna con degli occhi così, come quelli della foto.
Associati, magari ( e sarebbe un classico) a capelli biondi e pelle chiara.
Da dove esso provenga, però, non è dato saperlo. Amori, delusioni, romanzi a lieto fine e non, poemi...Pr colpa di chi? Del gene OCA2.
E' il caso di dirlo: ma porca. . . l' OCA!  :-)
 
 




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23 gennaio 2008

Tra il fattore C di Linda e il fattore I di Prodi

 Avevo il sentore insomma era nell' aria che Linda oggi avrebbe vinto davvero cifre importanti; ho apprezzato molto le sue parole riguardo a ciò che intenderà fare di parte della somma che ha vinto durante il telequiz "Chi vuol essere milionario?" a Canale 5: centocinquantamila Euro non sono moltissimi, ma nemmeno pochini.

Ho sentito le tue parole riguardo al fatto che intenderai aiutare i colleghi del Gruppo VdS CRI di Bosa.
Bosa e non Nuoro. E ti capisco... E ora che farai con questi "spiccioletti"? :-) 
In bocca al lupo, stellina!
E ora dal fattore C di Linda ( così come lo definisce Fini) passiamo al fattore I come Incubo che è rappresentato, appunto, dal governo Prodi, incubo di milioni di italiani che se il Signore ci concederà la grazia finirà molto presto.   
 
Questo dice Fini a proposito di ciò:
 
"Se ieri si diceva che il Presidente del Consiglio fosse alla ricerca di qualche voto" per superare la prova del voto di fiducia in Senato, "oggi al 100% c'e' la sicurezza che Romano Prodi dara' le dimissioni". E' quanto afferma Gianfranco Fini parlando con i cronisti in Transatlantico. "Non so - dice - quando lo fara', e' ininfluente, c'e' ormai la certezza che questa e' la strada". Dopo le dimissioni di Prodi cosa succedera'? "Il Presidente della Repubblica aprira' le consultazioni e qualsiasi ipotesi , anche quella di un reincarico, verra' giudicata" dal Capo dello Stato "in risposta a cio' che diranno i partiti". Il leader di An, comunque, ribadisce che il suo partito "chiedera' sempre le elezioni. Lo abbiamo fatto in Aula, lo faremo nei bar e anche nelle strade...", conclude Fini.
 
La vittoria morale del centrodestra si è già fatta sentire. Fini ha calcato la mano sul veto al Papa promosso a livello universitario da uno sparuto gruppuscolo di docenti post-sessantottini e da una banda di studenti. Ha affondato un altor fendente sull'emergenza rifiuti, sul miglioramento e risanamento che ancora non c'è stato. Prodi si dimetterà e sarà forse più che fisiologico pensarea una leggge elettorale prossima ventura. Nonsi può più governare con i ricatti morali di partitini del 2-3%... O per un voto in più o in meno alla Camera così come al Senato. Ecco perchè io sono sempre dell'avviso che l' Italai deve vedere una grande forza di Destra Italiana. Una grande forza che deve vedere la luce subito, senza indugiare, una Allenza Nazionale più rafforzata, una alleanza di destra solida e costante nel tempo nonchè numericamente significativa. (Enzo Cumpostu)
 
Devo dire però - a onor del vero - che le parole di Giordano su Cuffaro e sulla indiscutibile autonomia della magistratura non fanno una grinza. Purché si tratti di vera autonomia e su questo sinceramente moltissimi italiani hanno tutt' oggi fortissimi dubbi che per tutte le toghe sia così...




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14 dicembre 2007

Quegli ultimi trentacinque secondi

Quello di NON etichettare politicamente autori e musica è un altro dei passi forse non molto facili da portare a compimento ma non è detto che un giorno questo possa accadere. Questo video è uno degli innumerevoli di pubblico dominio presenti sul web a più precisamente su youtube.com dove Antonello il medico (medico solo per far contenti i genitori diceva lui un tempo) si esibisce in uno dei tanti concerti live. "notte prima degli esami" è il brano, premetto che non è tra i mie preferiti del cantautore romano (a me la sua musica in linea di massima piace) avrei potuto inserirne degli altri ma l'ho inserito soprattutto perchè gli ultimi trentacinque secondi dicono molto. O forse tutto.

(per guardare il video clicca due volte sul PLAY posto in basso a sinistra nello schermetto di youtube)


 


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            




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25 novembre 2007

Wish you where here

Ti ho sentita, ieri. al telefono: m'hai detto che tuo padre non sta bene. Ti ho sentita ieri, preoccupata. Ma calma e serena, come sempre. Voglio espriemere la mia vicinanza a te con questo video: wish you where here ( in inglese: vorrei che tu fossi qui) e lo vorrei davvero. Baci a te, stellina...

Vorrei che tu fossi qui (per guardare il video clica sul bottoncino PLAY posto in basso a sinistra quindi regola il volume come desideri....)
 




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11 novembre 2007

A costo di essere ripetitivo fino alla nausea...

 


"Nessuno dubita che tra le facoltà concesse ai prefetti ci sia l'allontanamento d'urgenza che prevede l'espulsione coatta dal territorio nazionale. Il problema però è che questa è una opzione discrezionale nelle mani dei prefetti e c'è da temere che passata l'ondata emotiva creata dagli ultimi fatti di sangue e anche per carenza di risorse economiche, si ritorni al vecchio andazzo di allontanamenti che si riducono a mere ingiunzioni cartacee".

Così comincia la pungente e veritiera dichiarazione di alcuni giorni fa di Gianni Alemanno (deputato di Alleanza Nazionale) relativamente al c.d. “pacchetto sicurezza”. Alemanno sostiene che l’espulsione d’urgenza è l’unica carta da giocare e l’unica soluzione da adottare per risolvere in parte il problema della insostenibile situazione di alcun città come Roma per esempio. Sono oltre ventimila i cittadini “comunitari” che hanno avuto a che fare con le forze dell’ordine nella sola città di Roma e questo fa capire l’enorme gravità del problema.

La soluzione o meglio “l’appello politico” di Gianni Alemanno va messo in risalto e in primo piano non solo dopo la terribile aggressione e –purtroppo- l’omicidio alla moglie dell’ufficiale della Marina Militare da parte di un rumeno ma tale problematica interessa anche i cittadini comunitari e non comunitari provenienti dal nord Africa, dal Maghreb o dal Canale di Sicilia. A costo di essere ripetitivo fino alla nausea sostengo che si rende assolutamente necessaria una efficace duplice azione combinata di intelligence coinvolgendo l’AISE e l’AISI unitamente all’impiego dei nostri Reparti Speciali delle nostre quattro FF.AA.: mi riferisco, in particolare, alla tratta o traffico di carne umana; a quelle carrette galleggianti che solcano le onde del mediterraneo con i loro lucrosi carichi (economico- criminalsolidale – politico - sociale se vogliamo proprio coniare una definizione quanto mai veritiera del fenomeno!) in considerazione del fatto che si dovrebbe agire (nello specifico) in questo modo:

a) La raccolta, attraverso le moderne tecnologie nel campo delle radotelecomunicazioni terrestri e satellitari nonché dell’informatica a disposizione del sistema dei servizi di informazione e sicurezza italiani di tutte quelle informazioni, dati, nonché acquisizione delle località e dei mezzi navali (mercantili e da pesca) e gommati a disposizione delle organizzazioni criminali internazionali (SIGINT);

b) acquisizione immagini in modo diretto (sorvolo con aeromobili FF. AA - FF.OO. anche non ufficiali e utilizzo sistemi tipo APHID e riprese foto/video dall’alto) delle località dal quale le carrette galleggianti levano le ancore; intelligence tradizionale (HUMINT)

c) intervento – in simbiosi con le forze dell’ordine e le autorità governative locali ma solo se si ha la certezza della impossibilità di connivenze o corruzione operata dai trafficanti umani in questo caso le operazioni dovrebbero essere completamente gestite e portate a termine dall’Italia con modus operandi e risoluzione all’israeliana “modello Entebbe” – operativo, una volta localizzato il naviglio e aver provveduto ad arrestare e/o neutralizzare i componenti delle organizzazioni a tutti i livelli;

d) in ultimo, una attenta opera investigativa rivolta ad accertare se, all’interno del territorio italiano, operano cittadini stranieri dediti a questo genere di attività criminale verificando, inoltre, se vi sono relazioni e rapporti tra costoro e cittadini italiani appartenenti a istituzioni militari e civili, ONG, ONLUS o altro volti a favorire l’ingresso nel nostro paese (incentivandone l’afflusso) di cittadini extracomunitari o pseudocomunitari e – cosa più importante – accertare se vi siano relazioni o rapporti di affari tra le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico umano internazionale o tratta e le organizzazioni di criminalità organizzata italiane che operano sia nel Meridione che nel nord del Paese.




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22 settembre 2007

Lotta per la vita

                                 Le donne - si sa - per noi uomini sono uno straordinario mondo tutto da scoprire: "strutture complesse" soprattutto mentalmente ma allo stesso tempo necessitano di maggiori attenzione e cura, soprattutto nel campo della prevenzione di patologie dell'apparato genitale e dei tumori al seno: la possibilità di accedere attraverso il Servizio Sanitario Nazionale a una campagna di vaccinazione per le bambine dai 12 anni in su vedrà, molto probabilmente, una sensibilissima riduzione di casi di donne colpite da tumore alla cervice dell'utero. Il vaccino HPV, quindi, è l'arma con la quale una delle paure e dei timori di molte donne verrà - speriamo - cancellata per sempre. L'AIF ne ha autorizzato la commercializzazione e nelle strutture del SSN già dal 2008 sarà disponibile per le donne in una fascia di età tra 12 e i 26 anni (oltre questa età pare non abbia nessun effetto): per maggiori ragguagli informatevi presso la vostra Azienda Sanitaria Locale competente per territorio.
Io direi che è abbastanza importante... Non trovate?
Vaccino HPV:  (human papilloma virus)

 

In Italia a febbraio 2007, l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la commercializzazione del primo vaccino contro il papilloma virus (HPV), responsabile della quasi totalità dei casi di tumore del collo dell’utero (o cervice uterina). 
 
E’ previsto che il vaccino possa essere offerto gratuitamente dalle strutture pubbliche dal 2008 a tutte le bambine all'età di 12 anni.
In Italia il tumore del collo dell'utero colpisce circa 3500 donne ogni anno: l’incidenza più elevata si ha attorno ai 45 anni di età, mentre è praticamente assente sotto ai 25 anni. 
 
Oggi l'arma migliore per contrastare questo tumore è il Pap Test (noto come "striscio"), un esame semplice e innocuo, che permette di identificare la presenza di lesioni anche piccolissime e di curarle tempestivamente prima che si trasformino in tumore. 
In diverse regioni italiane sono attivi dei programmi di prevenzione (screening) rivolti a tutte le donne di età compresa fra 25 e 64 anni: queste donne vengono invitate dalla Azienda USL a effettuare un Pap Test completamente gratuito ogni 3 anni. 
 
Che tipo di vaccino verrà proposto? 
Si tratta di un vaccino contro il papilloma virus (HPV). Di questo ne esistono oltre 120 diversi tipi (ceppi), ma la stragrande maggioranza non causa lesioni e tumori. Il vaccino messo in commercio è diretto contro 4 ceppi del virus: HPV 16, HPV 18, HPV 11, HPV 6. Due di questi (HPV 16 e 18) sono quelli più frequentemente correlati alle lesioni tumorali e sono responsabili da soli del 70% dei casi di tumore del collo dell'utero. Gli altri due tipi (HPV 6 e HPV 11) sono invece correlati a lesioni benigne chiamate condilomi che, sebbene fastidiose, non causano lesioni maligne. 
 
Come si contrae l’infezione? 
Il virus HPV si trasmette con i rapporti sessuali, completi e non: si tratta di una infezione comune e si stima che nel mondo oltre il 75% delle donne siano state infettate dal virus durante la loro vita. Nella maggioranza dei casi la donna non se ne accorge: infatti in 3 casi su 4 l'infezione è asintomatica, cioè non procura alcun disturbo e si risolve, senza bisogno di trattamento. Invece in 1 caso su 4 può provocare lesioni benigne (condilomi) oppure altre lesioni che invece, se non trattate, possono portare a tumori alla cervice uterina. Da quando si contrae l'infezione a quando si sviluppa il tumore possono passare anche 20-30 anni, per cui i tumori che colpiscono le donne di 45-50 anni sono la conseguenza di infezioni contratte in giovane età. 
 
Come avviene la vaccinazione? 
Il vaccino viene somministrato tramite una iniezione intramuscolare. Sono previste 3 dosi: la seconda dopo 2 mesi e la terza dopo 6 mesi dalla prima dose. 
 
Perché la vaccinazione è raccomandata a 12 anni, se il tumore colpisce maggiormente le donne adulte? 
Perché si tratta di un vaccino e quindi ha lo scopo di prevenire l'infezione e non di curarla. 
Deve essere somministrato prima che la persona sia stata infettata dal virus, condizione che si verifica sicuramente prima del primo rapporto sessuale. Infatti la vaccinazione ha la massima efficacia nelle donne che non sono entrate in contatto con il virus: l'effetto protettivo diminuisce notevolmente se si è già entrati in contatto con uno o più dei ceppi virali contenuti nel vaccino. Quindi per tutte le donne che hanno già avuto rapporti sessuali l'arma più efficace e sicura a disposizione per prevenire i tumori del collo dell'utero è il Pap Test. 
 
Qual è l'efficacia della vaccinazione? 
Gli studi realizzati fino ad oggi hanno coinvolto donne di età inferiore a 26 anni che non erano state contagiate dal virus. In queste donne la vaccinazione è efficace nel prevenire il 98% dei casi di infezione dovuta ai ceppi di HPV del vaccino e le lesioni pre-cancerose correlate, cioè quelle che possono precedere lo sviluppo del tumore. Inoltre permette di prevenire anche altre lesioni, i condilomi, non legate allo sviluppo dei tumori. 
E' fondamentale ricordare che la vaccinazione è un alleato importante per ridurre il rischio di tumore, ma da sola non basta. Il vaccino, infatti, protegge da lesioni benigne (condilomi) associate a due dei ceppi virali del vaccino (HPV 6 e 11) e previene lesioni pre-cancerose associate agli altri due ceppi del vaccino (HPV 16 e 18), che costituiscono circa il 70% dei casi. Resta, dunque, un 30% di casi che non sono protetti dalla vaccinazione e proprio per questo è estremamente importante che in futuro le donne, anche se vaccinate prima della pubertà, si sottopongano con regolarità al Pap Test ogni 3 anni
 
Posso fare il vaccino se ho più di 12 anni? 
Il vaccino può essere utile anche se si hanno più di 12 anni, ma la sua efficacia diminuisce se si è già entrati in contatto con 1 o più dei ceppi virali contenuti nel vaccino stesso. Dunque la sua efficacia è massima nelle donne che non hanno avuto rapporti sessuali. 
Le donne che hanno avuto rapporti sessuali potrebbero essere entrate in contatto con il virus senza accorgersene, dal momento che l'infezione in 3 casi su 4 non procura alcun sintomo. Quindi per queste ultime l'unica arma di provata efficacia è il Pap Test da eseguire ogni 3 anni. Attualmente il vaccino non è indicato nelle donne con più di 26 anni. 
 
Quali effetti collaterali ha la vaccinazione? 
Gli studi effettuati fino a ora hanno mostrato che il vaccino è sicuro e gli effetti collaterali più comuni sono rappresentati da irritazioni della pelle in corrispondenza dell’iniezione. Visto che il vaccino è stato testato su un numero di donne relativamente piccolo, fino ad ora non è stato possibile identificare eventuali reazioni avverse rare. Quindi, come per tutti i farmaci appena immessi sul mercato, è essenziale segnalare al proprio medico eventuali effetti collaterali. 
 
Quanto dura l’efficacia del vaccino? 
I dati a disposizione sembrano indicare che l'immunizzazione offerta dal vaccino dura 5 anni. Al momento non si hanno altre informazioni: gli studi per stabilire la durata complessiva della copertura vaccinale sono tuttora in corso e solo quando saranno conclusi sarà possibile sapere ogni quanto tempo saranno necessari i richiami.  
 




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