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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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20 giugno 2011

Un Eroe dimenticato e in penombra: Bosnia 1996: Carlo Calcagni, MAggiore E.I. colpito da MCS a causa del Depleted Uranium e dei metalli pesanti inalati

 

Chiedete la sua amicizia su Facebook

 

 
Questa è una sua fotografia non tanto recente risalente a quando era ancora Capitano.
 Carlo Calcagni, Maggiore del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano, Pilota Osservatore di Aerei Leggeri e Pilota di Elicotteri, Paracadutista, una serie innumerevole di missioni in Italia come "Vespri Siciliani" dopo l'attentato che causò la morte di Falcone a Capaci, è una delle vittime del cosiddetto Depleted Uranium e delle inalazioni di polveri di metalli pesanti durante la sua missione in Bosnia-Erzegovina nel 1996, dove operò come pilota per interventi sanitari, i cosiddetti MEDEVAC, attuati con personale militare e sanitario militare ( e in alcuni casi della CRI) a favore della popolazione civile inerme e indifesa. 
 
Ricordate il caso della bambina affetta da MCS ovvero Multiple Chemical Sensitivity, la Sensibilità Chimica Multipla?
Bene, Carlo è seguito dalla stessa equipe del Breakspeare Hospital nel Regno Unito proprio perché si tratta dell'unico centro in Europa capace e in grado di rispondere alla gravità di questo ancora imbattuto male moderno, frutto dei "progessi" umani in vari campi.
 
Un caso difficile e gravissimo dal punto di vista sanitaro quello di questo ufficiale dell'Aviazione dell'Esercito, che nel suo corpo ha tante di quelle sostanze estranee da far rabbrividire.   
E con impegno finanziario non indifferente da mandare in rovina una famiglia. aiutare questi pazienti è sacro dovere delle istituzioni militari: italiane e dei paesi aderenti all'Alleanza Atlantica.
 
Una storia, la sua, da conoscere. E se c'è qualcuno che sapeva della pericolosità dell'utilizzo di tali sostanze senza invogliare le aziende produttrici di armamenti e munizionamenti leggeri e pesanti continuando ad autorizzare la produzione e l'impiego facendo finta di nulla, se c'è qualcuno che sapeva e non ha indotto o obbligato le industrie belliche stesse a un cambiamento di rotta per ovviare a questo tragico inconveniente questo qualcuno, civile o militare che sia, se accertata senza possibilità di dubbio alcuno la sua responsabilità, deve pagare, penalmente e con la radiazione dalle nostre Forze Armate e il ritiro immediato delle eventuali decorazioni conferite.
 
In Italia ma anche in ambito NATO. Perché essere militari è ben altra cosa... 
 
 
(l'allora Ten. Pil. Calcagni durante la missione in Bosnia del 1996 e fu molto probabilmente durante questa missione che Carlo fu irradiato e si ammalò di MCS)
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 20/6/2011 alle 20:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 maggio 2011

IL 159° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLA POLIZIA NON VA EVIDENZIATO SOLO PER LE BELLE E COLORATE CERIMONIE SOLENNI...

 

 
(Fonte immagine: www.poliziadistato.it )
 
Non è un lavoro facile, rischi principali della professione a parte: non è un lavoro facile per le conseguenze che talvolta possono sorgere svolgendo una professione del genere. Salute, affetti, rischio di incolumità propria e dei propri cari fanno sì che a questa particolare attività lavorativa, rivolta essenzialmente alla tutela della incolumità, sicurezza e rispetto della legalità all'interno di quella comunità chiamata Stato venga data maggior attenzione; e quando parlo di maggior attenzione evidentemente non mi riferisco a un mero aumento salariale che - comunque - in molti casi è più che dovuto e giustamente da rivendicare e da esigere.
Scenicità e colori delle cerimonie e iniziative per il 159° anniversario di fondazione a parte, la Polizia di Stato oggi appare come una istituzione in continua crescita e evoluzione: professionale, culturale e di capacità di comunicazione verso i cittadini.
Modernizzazione e tecnologia: ma anche professionalità acquisita nei più disparati campi e settori d'intervento operativo.
Senza mai dimenticare che si tratta di esseri umani, di padri, madri, fidanzati, mariti o mogli, compagni, compagne. Comuni mortali con una vita privata come la maggior parte di noi.
Vita privata che spesso e volentieri viene influenzata (e non poco) da questo lavoro, una miscela - seocndo il mio punto di vista - tra sacrificio, passione e impegno. E un pizzico d'ambizione.

Sbagliatissimo pensare di arruolarsi (e questo vale anche per le Forze Armate) per una mera questione di opportunismo (pessima cosa) pensando che in definitiva "lo stipendio è buono e migliore di altre Pubbliche Amministrazioni".
Se non è un lavoro che "si sente" con entusiasmo è meglio cambiare strada.
E molti (anzi la maggior parte) restano, pur avendo delle volte oppoprtunità ben più vantaggiose.
 
Permettetemi di inviare un "In bocca al lupo" a tutti (uomini e alle donne) coloro che operano nella Polizia di Stato e appartenenti a tutti i Ruoli e di ogni grado e, in particolar modo:
 Fabrizio Mustaro, Giuseppe Linares, Marco Strano: tre dirigenti di Polizia, tre regioni differenti, tre storie diversissime tra loro, testimonianze concrete di come -di fatto- la Polizia opera in Italia.

Con risultati più che soddisfacenti.




permalink | inviato da enzocumpostu il 24/5/2011 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 maggio 2011

PINO SCACCIA: Un gabbiano dinamico (che non tirerà di certo i remi in barca)

 
Quasi otto anni passati a parlare sul web: tra e-mail e blog, Facebook. Dai tempi della Iraqi Freedom: Calipari, Baldoni, la battaglia dei ponti, i nostri ragazzi ammazzati, le distorsioni sul nostro modo di vedere la politica, la NATO, il mondo militare.
E parlavamo anche dei sequestri di persona in Sardegna dove egli direttamente in prima persona raccontò le fasi della liberazione di Farouk Kassam circa venti anni fa, prendendo in contropiede le forze dell'ordine e presentando Grazianeddu Mesina in tv che dichiarava che era stato lui a liberarlo e non loro.   
In questi otto anni abbiamo commentato i nostri rispettivi post, i nostri commenti, i nostri interventi: su guerre, sequestri, storia, tsunami, terremoti.
Pino Scaccia resterà a seguire noi: gli amici sul web e ora che ha lasciato la RAI e il Tg1 per raggiunti limiti di età avrà sicuramente più tempo per il mondo virtuale. Evento che - comunque - lui rappresenta con sottile ironia nel suo blog:

Lettera per un trasloco  

dal blog "La Torre di Babele" www.pinoscaccia.wordpress.com  




permalink | inviato da enzocumpostu il 18/5/2011 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 dicembre 2010

Storia di un artificiere

 
Erano veramente tantissimi anni che non lo risentivo e ancora una volta ribadisco che all'asso Mark Zuckerberg, giovane e geniale mente creativa e inventore di Facebook, dovrebbero assegnare un premio importante a livello internazionale, magari lo stesso Nobel.
Ricordo Carlo per essere stato uno dei miei compagni di gioco d'infanzia quando, negli anni settanta, si trasferì a Nuoro con tutta la sua famiglia ( il padre era dipendente civile della Difesa con la qualifica di autista del Direttore della Sezione Autonoma Artiglieria di Nuoro Ten.Col. Luigi Fiori) e la sorella Roberta frequentò, a partire dalla terza, le elementari insieme a me a S.Giuseppe, Scuola Elementare di Via Fiume e ricordo molto bene che si arrabbiava (e non poco) quando qualche mio compagno si divertiva e tirargli le trecce alle spalle.
 
Passarono gli anni e Carlo scelse, quasi contagiato dall'ambiente in cui ha vissuto per un' intera vita, la strada professionale militare frequentando il corso di Allievo Sottufficiale a Viterbo e, in seguito, conseguendo la specializzazione come Artificiere dell'Esercito.
Carlo fu assegnato al Reparto Rifornimenti di Alessandria (già Sezione Artiglieria come Nuoro) e per anni operò come artificiere nell'importante opera di anti-sabotaggio e nel preventivo disinnesco degli ordigni bellici soprattutto bombe d'aereo) ritrovate durante lavori un po' ovunque nel nord-ovest della penisola.
 
A bordo di particolari furgoni speciali (pressoché blindati e specificatamente costruiti per il trasporto di ordigni esplosivi) i nuclei Artificieri, composti da sottufficiali dell'Esercito ( prevalentemente d'Artiglieria ma anche del Genio) erano sempre pronti a partire, pressoché ventiquattrore su ventiquattro per trecentosessantacinque giorni l'anno qualora venisse richiesta la loro particolare e delicata opera di disinnesco o brillamento ordigni in loco da parte dell'autorità competente.
 
Tutto filò liscio fino a quel maledetto 2 giugno 1995 quando a Chivasso (TO) gli artificieri vennero chiamati per disinnescare cinque bombe d'aereo da duecentocinquanta libbre cadauna, risultato di un bombardamento avvenuto nel Luglio del 1944 nella zona da parte delle fortezza volanti dell' United States Air Force visto che in quel sito vi era, ai tempi, un vecchio deposito dell' Esercito.
 
Dovete sapere che ordigni del genere non possono essere rimossi per farli successivamente brillare in altro luogo quindi si procedette a quelle che erano operazioni di routine che rientrano nel manuale degli artificieri in questi casi particolari: si inizia con la perforazione della corazza che riveste le bombe con l'acido nitrico e, successivamente, cercare di far penetrare del vapore acqueo a una temperatura di circa 90° C per far sciogliere il tritolo facendolo successivamente fuoriuscire all'esterno e, infine, far brillare le spolette con delle piccole cariche.
 
Ma qualcosa andò storto e non secondo i piani prefissati: forse la spoletta della bomba venne urtata forse fatto sta che la bomba scoppiò: dilaniando il responsabile del 1° Nucleo Artificieri di Alessandria Maresciallo Giuseppe Fanunza, 32enne e originario di Sant' Andrea Frius (CA) che morirà dopo il ricovero al CTO di Torino  e il Sergente Maggiore Francesco Piccolo, 30enne originario di Cisterna (LT) morto sul colpo mentre Carlo - all'epoca Sergente Maggiore e responsabile del 2° Nucleo Artificieri di Alessandria - perderà il braccio; per l'artificiere civile del Nucleo Artificieri della Difesa Pierluigi D'Agnino (tuttora in servizio presso CERIMANT di Alessandria) ustioni diffuse nel 70% del corpo e fratture multiple agli arti inferiori; più fortunato, invece, l'allora Sergente Vincenzo D'alba, tutt'ora in servizio, salvatosi per essersi trovato a una distanza di circa cinquanta metri dal luogo della tremenda esplosione e riportando lesioni timpaniche e lesioni al viso essendo stato "leggermente" investito dall'onda d'urto e dai detriti dello scoppio.
 
Carlo Conqua, avendo riportato la mutilazione del braccio, non è stato fatto abile per il servizio e ora è Maresciallo Capo del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano. 
 
Su proposta della Presidenza del consiglio dei Ministri, in data 27 Dicembre 2002, gli viene conferita l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
 
Tanti Auguri caro Carlo: a te, tua moglie e le tue figlie. 
 
 
 
Dedico questo post a coloro che gettano fango e sterco sulle nostre Forze Armate e sulle forze dell'ordine dimenticando (in assoluta malafede( l'alto senso di responsabilità civile di questi uomini e donne che tutti i santissimi giorni rischiano la pelle per adempiere alle attività istituzionali loro preposte e che spesso e volentieri vanno ben oltre ad aspetti prettamente militari...  cari "compagni" fatevi un bell'esame di coscienza: è molto meglio!    
 
 
 
( A destra: Carlo Conqua, all'epoca Sergente Maggiore Artificiere d'Artiglieria ad Alessandria che durante il disinnesco di un ordigno bellico americano il 2 giugno 1995 perse un braccio: nell'incidente persero la vita il responsabile del 1° Nucleo Artificieri di Alessandria Maresciallo Giuseppe Fanunza originario di Sant' Andrea Frius (CA) primo a sinistra nella foto mentre la perona al centro, il dipendente civile D'Agnino, rimase ustionato graveemnte e riportò diverse fratture alle gambe nel traico incidente perse la vita anche il Segente Maggiore Artificiere Francesco Piccolo mentre il Serg. Vincenzo D'Alba subì lesioni timpaniche e al volto)
 

 

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 26/12/2010 alle 20:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 novembre 2010

Non solo stellette: il partito dei militari ( ma qualcosa nel loro programma non va...)

Più volte, negli ultimi mesi, alcuni amici della penisola con i quali interagisco su Facebook mi hanno invitato tra loro per formare questo partito: dico solo che ogni qual volta nasce una iniziativa politica nuova e che esce anche per un pò da vecchi schemi e vecchi modalità di concepire la politica fa sempre piacere. Però ci sono alcuni punti del loro programma - visto che il PSD è il Partito degli Operatori della Sicurezza e Difesa - che sicuramente non mi sento di condividere: per esempio la unificazione e la smilitarizzazine di tutte le forze di Polizia italiane, ricordando che Carabinieri e Polizia di Stato se per alcuni aspetti fanno le stesse cose i primi sono assoggettati dal codice penale militare in tempo di pace e di guerra e dai rispettivi regolamenti di disciplina militare delle FF.AA. e della Forza Armata nello specifico, la seconda invece è ordinata civilmente e, per molti versi, più elastica su rappresentanze sindacali e acquisizione di diritti del comparto sicurezza. Mi vedrei d'accordo, invece, per la creazione di un'unica componente navale che ragruppi i Servizi Navali dell'Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato. Questo può avvenire facendo sì che la Guardia Costiera non sia solo concapita come Corpo delle Capitanerie di Porto subalterno alla Marina Militare bensì rendendola indipendente quale Forza Armata con compiti di P.S., P.G. a seconda dell'utilizzo e impiego delle unità navali (tutela dellì'ambiente, salute, difesa nazionale, protezione civile, difesa civile, etc...)  
 
Così come ci sarebbe molto da dire e discutere sulla loro proposta di divieto al Ministero della Difesa di procedere all'assunzione a tempo determinato - probabilmente si riferisce ai Volontari in Ferma Prefissata a 12, 24 e 48 mesi - del personale del comparto. D'accordo invece per l'impiego del personale civile in ambiti sempre più larghi e diffusi che vedano i militari maggiormente operativi e non "imboscati" o comunque impegnati in attività che esulano spesso e volentieri da quelle che sono le funzioni ricoperte da chi ha lo "status" di militare a qualsiasi ruolo esso o essa appartenga.
 
D'accordissimo anche per la costituzione delle Forze Armate Europee.
 
Sugli altri temi - visto che il PSD si prefigge di non essere un partito fatto solo ed esclusivamente da militari ma aperto a tutti - si può discutere: giustizia, economia, fisco, lavoro, istruzione, istituzioni, famiglia, problematiche di rilevanza sociale, ambiente e tutela del territorio.
 
Le regole del gioco, in politica, stanno cambiando. Spero che per i partiti "tradizionali" questo segnale serva da scossone non indiferente: al primo posto, in assoluto, viene sempre e comunque l'onestà e la buona fede delle persone.  




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28 febbraio 2010

About Afghanistan

Afghanistan: domande senza e con risposte

Ringrazio il Colonnello TRAMAT Riccado Diasparro per avermi gentilmente concesso di pubblicare il suo post sul caso Afghanistan (clicca sopra)
 
Biografia del Colonnello EI TRAMAT (ris.) Riccado Diasparro
Col. (aus.) Esercito;
 
Unità presso le quali ha prestato servizio:
  • Brigata Alpina "Julia" 1974-1993(btg.Logistico)
  • Brigata cr. "Centauro" 1994-1997(c.te btg.Logistico)
  • Brigata Logistica-2000-2001
  • Brigata art.contraerea- 2001-2005
  • 33° rgt EW(guerra elettronica)-2005-2007
Missioni PKO "Antica Babilonia Ie IV" 2003- 2004
 
Ruoli rivestiti :
  • Logistica,  Trasporti, Materiali e Mantenimento,
  • Missioni  di Osservatore Militare ONU,
  • Missioni di Peacekeeping
 
 
(nella foto: l'allora Ten.Col. Diasparro in una fotografia del 2004 in Iraq) 




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9 maggio 2009

157.mo Anniverario della Polizia di Stato

 

La Festa della Polizia 2009: segui la conferenza stampa di presentazione dell'anniversario 
 
CLICCA NELL'IMMAGINE PER POTER VEDERE IL VIDEO (TRATTO DAL CANALE UFFICIALE SU YOUTUBE DELLA POLIZIA DI STATO) 
 
 
In questa conferenza stampa il Dottor Maurizio Masciopinto, Direttore dell'Ufficio Relazioni Esterne della Polizia di Stato illustra le cifre dei risultati ottenuti dalla forza di polizia nell'anno precedente: oltre cinque milioni di chiamate al 113 nonché relazionare su quelle che sono le nuove esigenze della Polizia: collaborare con le polizie straniere, comunicare in maniera diretta e cercando di correggere il tiro con i giovani e i giovanissimi, parlare di droga e prevenzione delle dipendenze da sostanze stupefacenti. Se la crisi economica che aleggia sui mercati finanziari può indurre le organizzazioni criminali come la mafia e la 'ndrangheta a approfittare o peggio sfruttare della particolare situazione nella conferenza si è parlato più volte del problema sicurezza un po' ovunque: strade, scuole, stadi.
La vera "prova del nove" per la Polizia sarà nel prossimo Luglio con l'evento del G-8 impegnati su un duplice fronte: la prevenzione di incidenti e sommosse di manifestanti e la sorveglianza contro il fenomeno del terrorismo internazionale che potrebbe stazionare nel nostro paese in occasione del summit.

Questo post è dedicato in modo particolare a Giovanni, Battistina e Lorenzo: tre modi di lavorare in Polizia diversi tra loro ma che perseguono lo stesso fine.




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15 novembre 2008

BRUNO MURGIA: JUNIOR E SENIOR ( IL VIDEO PERO' E' DEDICATO A QUELLO JUNIOR)

 

Ieri sera grande folla alla sala convegni della Terfidi di Nuoro nella Galleria Emanuela Loi. si è parlato del nuovo percorso che si vuol delineare per cercare di cambiare le carte in tavola in questa città, governata da una spregiudicata sinistra che non fa presagire niente di buono per coloro che vi abitano, lavorano, studiano, insomma vivono nella speranza di un futuro sereno e vada al diavolo la recessione.
Molti di coloro che leggono il mio blog potrebbero non essere profondi conoscitori della città e non sanno che l'amico Bruno Murgia ha un omonimo, già Coordinatore Provinciale di Forza Italia, dirigente medico neurologo e Direttore della U.O. di Neurologia al P.O. "San Francesco" di Nuoro.
Insomma Bruno Murgia senior (il neurologo originario di Seulo) e Bruno Murgia junior (il deputato) i quali, dopo la nascita del PdL,  fannno parte dello stesso partito.
Bruno senior (quindi il primario neurologo) ha ricordato che nella sua lunga carriera di medico e nella sua passata esperienza di formatore e docente nella scuola infermieri, qui a Nuoro sono stati sfornati migliaia di professionisti della sanità; una delle tante carte da giocare per vincere la disoccupazione e la fuga verso altri lidi è proprio questa: oltre la "health town" prossima a venire per l'accordo con la multinazionale Gaz de France con la sua Cofatech Italia e gli ottocento milioni di Euro spalmati in 27 anni noi a questo possiamo aggiungere la carta sicuramente vincente per la creazione di una scuola d'alto livello e di rilevanza regionale e nazionale delle professioni sanitarie. Un centro di elezione nella formazione sanitaria Made in Barbagia? Perché no?
La sanità, sicuramente, è uno degli argomenti importanti su cui focalizzare l'attenzione.
Ma occorre essere cauti: non scoprire cioè le carte perché l'intelligence del Partito Democratico è molto attiva, in città e non solo...
Per il momento guardatevi il mio video, che è un commento a un post scritto dall'On. Bruno Murgia nel suo blog (www.brunomurgia.it) su Michele Santoro e la sua furibonda reazione alla satira incalzante che lo riguarda.
 
ENZO CUMPOSTU VIDEOBLOG: PER GUARDARE IL VIDEO CLICCA SULL'IMMAGINE

TO WATCH  MY VIDEO PLEASE CLICK ON THE PICTURE 
 
video




permalink | inviato da enzocumpostu il 15/11/2008 alle 23:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

1 novembre 2008

Prossimamente (Domenica 9 Novembre) guardiamo la fiction RAI "Le Ali": ne vale la pena

 

 Ci sentiamo ogni tanto con lui al telefono e, un paio di volte, proprio mentre era in aeroporto pronto per partire nella zona in cui venivano girate parte delle scene di quella fiction che la RAI già trasmette gli sketch in anteprima e che andrà in onda prossimamente.
La narrazione de "Le Ali" è quella veritiera sulla vita dell'allora Sottotenente della Brigata paracadutisti "Folgore" Gianfranco Paglia, che da quel 2 luglio 1993 al Check Point "Pasta" dopo lo scontro armato con i ribelli somali del Gen. Aidid, ha visto cambiare la  vita ma la forza e la determinazione hanno sicuramente e largamente prevalso sulla nuova condizione di diversamente abile: restando nelle Forze Armate, lanciandosi con il paracadute, sosandosi, avendo dei figli e, oggi, imegnandosi per la comunità chiamata Italia quale rappresentante del popolo italiano eletto nelle liste del PdL alla Camera dei Deputati.
Presto vedremo la fiction di cui mi parlasti da tempo. Seguitela tutti, ne vale la pena.
 
Le ali: anteprima della fiction RAI sulla storia di Gianfranco Paglia (clicca per leggere trama vedere le foto e un breve trailer) 
 
Non dimenticate, inoltre, di leggere quest'altra dichiarazione di Gianfranco sulle barriere architettoniche proosta sul sito di Superabile.it: Barriere presenti, alziamo le sanzioni 
 
 
video E, per finire, intervista audio presente su Youtube.com




permalink | inviato da enzocumpostu il 1/11/2008 alle 0:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 maggio 2008

Il ritorno dell'On. Bruno Murgia (PdL) sul web: con fendenti e buoni propositi prospetta lo sviluppo generale della Sardegna

 

Finalmente Bruno Murgia ha rotto il silenzio internettiano: l'amico Bruno, riconfermato per la seconda volta anche in questa legislatura come Deputato della Repubblica nelle file del Popolo delle Libertà ritorna alla carica con il suo nuovo blog messo a disposizione tra i blog d'autore de "La Nuova Sardegna" ( storico quotidiano sardo ora di proprietà del Gruppo Editoriale Espresso)  dove tantissimi internauti non si asterranno di certo dal commentare i suoi post sui più disparati argomenti: tema dominante degli scritti di Bruno: il futuro della nostra isola e il possibile "sviluppo generale" della stessa. Argomento evidentemente delicato, importante, ma la cosiddetta blogosfera può essere una reale e concreta fucine di idee e suggerimenti politici e - perché no? - progettuali a seconda dei temi trattati.
Dunque non ci resta che leggere i post man mano Bruno li inserirà per poi commentarli.
Ecco il link al suo blog:
 
  murgia-sassari




permalink | inviato da enzocumpostu il 15/5/2008 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

1 maggio 2008

Quel 2 Luglio del '93: UN Ibis operation: Somalia 1993 and Italian Army attack at Check Point "Pasta" in Mogadiscio

Su youtube sono presenti i video dello storico documentario girato da "History Channel" lo scorso anno. E' suddiviso in sei parti, guardatele e ascoltatele attentamente, una per una.
Morti e feriti italiani in quella che doveva essere una missione di pace portata avanti dai nostri militari delle FF.AA. e che quel maledetto 2 Luglio 1993 si trasformò, per alcuni dei nostri ragazzi, in una tragedia.

PER GUARDARE I VIDEO CLICA SUL BOTTONCINO PLAY POSTO IN BASSO A SINISTRA - TO WATCH THE VIDEOA PLEAS CLICK THE PLAY BUTTON IN THE LEFT PART OF THE YOUTUBE SCREEN 


PARTE 1



PARTE 2 



PARTE 3



PARTE 4



PARTE 5



PARTE 6






permalink | inviato da enzocumpostu il 1/5/2008 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

25 gennaio 2008

Il blog festeggia 100.000 presenze:grazie a tutti coloro che leggono amici nuovi e di vecchia data

Dopo tre anni e dieci mesi, questo blog ha raggiunto la soglia delle centomila visite. Non tantissime ma neanche poche. Grazie a chi ha avuto la costanza e la pazienza di leggermi, condividendo o meno i miei pensieri. E a volte le mie gioie o le mie tristezze. Ma anche le mie speranze. Grazie ancora.
E come festeggiare questo avvenimento se non con una splendida fanciulla come questa? E' bionda, però. E le bionde appartengono al passato...
Sì avrei preferito una bella moracciona :)))


...Va bene lo stesso che dite? :)))




permalink | inviato da enzocumpostu il 25/1/2008 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

12 dicembre 2007

Chattiamo? Su Skype...

Provo a proporvi questa chat: parliamo tutti insieme in una chat pubblica di politica (e non solo) senza restrizione alcuna.

Contatto SKYPE: enzo.cumpostu




permalink | inviato da enzocumpostu il 12/12/2007 alle 0:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

6 dicembre 2007

Non immaginavo che...

...Che fosse così grave...
G. era stato operato di tumore al cervello tre anni orsono ma credevo francamente che avesse superato la cosa. Insomma che ce l'avesse fatta.
E invece, ieri sera, la notizia della sua morte mi ha lasciato di sasso.
Ci vedevamo,da piccoli, a casa di mia zia, cognata del padre e questo succedeva quasi ogni anno solitamente per le feste comandate soprattutto a Natale.
O a Ferragosto, nelle torride giornate estive con il classico pranzo bagnato con vino rigorosamente di Marreri con successiva gara a chi raccontava la barzelletta più zozza e sporcacciona che comunque facevano scompisciare dal ridere.
Cugino di mie cugine. Un tipo pacioccone, apparentemente una montagna.
Una montagna che quel maledetto male oscuro tanto temuto dall'umanità -per il quale ancora oggi l'uomo non riesce a trovare una risposta efficace per sconfiggerlo- ha portato via. Quarantatré anni sono pochi per vivere la vita appieno. Soprattutto quando si ha una moglie, dei bambini.
Certo, è relativo quanto si vive ma piuttosto è importante il come...
L'ho visto, G., per l'ultima volta al matrimono di mia cugina dove mi sembrava avesse superato la cosa. Era sorridente, allegro, abbiamo scambiato quattro chiacchiere visto che il giorno c'era veramente il mondo a quella cerimonia.
Invece non era affatto così. Mi ero ripromesso, ieri mattina, di non parlare più di cose tristi, ma in questo caso è un atto dovuto. Più che dovuto. Per il padre, innanzitutto, che da ex-presidente della Nuorese Calcio molto ha fatto - così come tanti altri ovviamente - per i diversamente abili a Nuoro. A suo modo, certo, ma comunque...ha fatto.
Ricordo il giorno in cui Idris Sanneh ( lo ricorderete con Fabio Fazio a "Quelli che...ilcalcio" su RAITRE) si è avvicinato nell'ufficio dove lavoravo con altri colleghi, in una cooperativa sociale qui a Nuoro, insieme al padre di G., organizzando per quell'occasione una partita tra la Nazionale Italiana di calcio degli Attori e le vecchie glorie della Nuorese.
Spero, almeno per quest'anno che stiamo per lasciarci alle spalle, di non dover parlare mai più di cose tristi o drammatiche a qualsiasi livello.
Concorderete,spero... E ora, un messaggio MOLTO FORTE...Per chi sa... 
(per guardarlo fai doppio click sul pulsantino PLAY posto a sinistra in basso dello schermetto di youtube)





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23 novembre 2007

Oggi si ride

 

Roma, 22 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Di certo l'uso non e' consigliabile al primo appuntamento. Almeno che non si voglia stupire con effetti speciali. Si tratta del primo preservativo spray: irrora lattice liquido che asciuga in 20-25 secondi creando una guaina che aderisce perfettamente alla forma del pene. Dopodiche' il gioco e' fatto. Dopo l'uso, viene sfilato come un normale condom. Inventato da un tedesco, Jan Krause, l'insolito contraccettivo e' in attesa di brevetto. Intanto si tenta di ridurre i tempi di 'asciugatura' portandoli ad appena 10.

Come dire: una idea del c....

Speriamo che l'inventore non utilizzi dei test di resistenza ocme nel video di 
www.youtube.com, guardate infatti che combina questo pirla con un Condom:ha avuto una idea a dir poco stramba. Anche lui una gran testa pensante a quanto vedo... o meglio...Censura!  Vabbè, oggi niente cose serie...
(per vedere il video clicca su PLAY in basso a sinistra dello schermetto quindi regola il volume a tuo piacere)
 




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20 novembre 2007

Una serata diversa: Allora, vieni?

D. è una bella ragioniera che ha qualche anno meno di me (trentasei primavere per l'esattezza) di corporatura esile, non alta, due perline alle orecchie, un viso dolcissimo (davvero) poi basta un complimento perché le sue guance assumano una colorazione rosso vermiglio. Dice di non essere più timida, ma dubito che in proposito dica la verità. Le ho chiesto più volte di uscire ma pare che il suo boyfriend non sarebbe d'accordo all'idea: gelosia eccesiva? Ma su, in definitiva si tratta solo di andare a vedere qualche bel film, ammesso che ci siano bei film.  Oppure, visto che lei balla e ama la musica di diversi generi da tanti anni, da qualche altra parte. La classica ragazza da sposare al volo. Innamorarsi di lei è molto facile ma io e D. siamo solo amici. Nulla di più.
E questo video è dedicato a lei
 
(per vedere il video clicca sul bottoncino PLAY overo sulla freccettina posta in basso a sinistra nello schermetto quindi regola il volume a tuo piacimento) 




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16 ottobre 2007

Maestre

Quante maestre s'incontrano nella propria esistenza? La prima ovviamente è lei, quella che ti è stata accanto per cinque lunghi anni alle elementari: buona e allo stesso tempo inflessibile: non dico severa ma esigente e se era necessario non si faceva di certo pregare per dare qualche scapellotto, se occorreva, a chi lo meritava. Fu proprio durante i primi mesi di scuola che la mia maestra improvvisamente si assentò perché il marito morì, d'infarto,lasciandola sola con i suoi figli; ricordo la supplente, una vera arpìa; in confronto, un Hauptmann delle Schutzen Staffel era paragonabile alla Madre Badessa delle Orsoline; per fortuna restò solo qualche mese. La maestra Gasparina Mele la ricordo come una donna di tempra forte, nativa di Orune, che per cinque lunghi anni è riuscita a infondermi curiosità, criticità e continua conoscenza nel sapere genericamente parlando: la maestra Gasparina che nell'anno scolastico 1970-71 prese in consegna una classe di bravi bambini e di scalmanati allo stesso tempo, di studiosi e secchioni e di qualche somarello/a matricolato/a. Di bimbi buoni e di qualcuno che, purtroppo, con il passare degli anni andrà incontro a cattive compagnie per poi fare, in piena adolescenza, salti di qualità tra la manovalanza del crimine e finire diritto diritto a Badu 'e Carros. G.P., molto noto a Nuoro con un soprannome particolare, era uno di questi. Quando si stancava di seguire la lezione apriva la finestra e, sorridendo rivolgendosi alla maestra diceva, quasi con un tono beffardo: "Maè, beh...per oggi mi sono stancato, ora vado ci vediamo eh! ciao!" e fulmineo saltava giù nel cortile, tra le risate dei  compagni. In prima elementare ricordo il primo bacio innocentissimo e tenero di Paoletta B., che forse vedendomi  le sembrò davvero strano immaginarmi come compagno di scuola, io così piccolino e magrissimo, più o meno come le foto della campagna di raccolta fondi di "Medicien Sans Frontiéres" piazzato su quella specie di seggiolone. E il primo giorno di scuola questa compagnetta bionda, lentiginosa e con gli occhi chiarissimi si avvicinò, sorridendomi, mi accarezzò il viso e mi bacio delicatamente sulle labbra e io non capii più un c...o! Primordi di un Don Giovanni! Peccato, però, che entrerà a far parte poi dei Testimoni di Geova.
Ero sempre seduto vicino alla maestra, era quasi una mia "guardia del corpo" allora le mie ossa erano davvero molto fragili e anche un urto involontario, mentre i bambini giocano o si danno degli spintoni, poteva provocarmi delle fratture, fratture -diciamo così- "patologiche" e spontanee che in quegli anni e più in generale fino all'età di diciotto anni non mancavano di certo, erano quasi parte della mia vita, dei "crack" da mettere in conto, un habitué del reparto di ortopedia, un cliente fisso, con abbonamento annuale. Eppure, nonostante mi assentassi spesso anche più di quaranta giorni consecutivi, non avevo difficoltà nel riprendere laddove mi ero fermato. Ma voi avete mai visto bambini di sette-otto anni leggere "Storia Illustrata" o  (famoso ai tempi parliamo del 1971-1972) "Selezione del Reader's Digest" e ancora "La Domenica del Corriere"? Non avevo mai frequentato l'asilo, sono andato a scuola con un anno di ritardo rispetto ai miei coetanei e nonostante ciò a cinque anni sapevo contare, fare somme algebriche, leggere, scrivere. Ho iniziato i miei primi giorni di scuola - come si suol dire - meno impreparato di altri. Le giornate scolastiche di quegli anni per chi ha la mia età non sarà diffiicle dimenticare: obbligatorio, non appena entrati, appendere con ordine i nostri cappottini, loden o eschimo che fossero, controllando bene che grembiuli, colletti e fiocchi rossi fossero tirati a lucido.  Preghiera all'inizio e al termine delle lezioni, esattamente come l'alzabandiera la mattina e l'ammainabandiera con il silenzio la sera in caserma. La disciplina era importante, fenomeni come l'attuale bullismo non sarebbero stati minimamente tollerati: sarebbero stati allontanati dalla scuola e forse per sempre. Il ricordo di una classe socialmente eterogenea, formata da figli di famiglie abbienti e di gente povera in canna. Era la scuola elementare n° 3 di via Fiume e i miei compagni provenivano da quelle vie vicine: via Istria, via Isonzo, via delle Frasche, via Bainsizza, via Dalmazia, viale Trieste.
Mi piace fare i loro nomi, anche se qualcuno o qualcuna sicuramente li avrò dimenticati: Pierfrancesco Corda, agente di viaggio e figlio del pioniere degli agenti di viaggio a Nuoro, quel Elettrio Corda scrittore con le sue innumerevoli opere su Nuoro e la Sardegna;  Giovanni Coghe, figlio di poliziotto falegname a tempo perso, Peppe Boe che poi diventerà ragioniere, Matteo Mutzette figlio di una maestra che insegnava in una classe con la porta accanto alla nostra, Sebastiano Giannotti " su izzu de Tineddu Giannotti de Vitzi (Bitti) che faceva il rappresentante di commercio, Antonello Mannea con il quale abbiamo poi condiviso momenti diversi in età adulta nel terzo settore, Maurizia Deiana (non so che fine abbia fatto) poi Nicoletta, Gonaria, Maria Grazia, Alessandra, Michele, Giacomino... E altri ancora, eravamo se non ricordo male 25-26. C'era uno scrittore, un tempo, tale Alberto Moravia che non si può certo definire uno scrittore di destra che un giorno disse: " i veri momenti formativi nella vita di un individuo sono quelli degli studi elementari forse perchè si riesce a plasmare ( pessimo termine!) il futuro uomo e poi segue l'università". Non sono d'accordo con ciò che sosteneva Moravia ma, sicuramente, quella che oggi definiscono quale "formazione primaria" ha la sua vitale importanza. Fondamentale.




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16 gennaio 2007

I miei primi dieci anni in Croce Rossa: si vive sperando (ma fino a un certo punto!)

In effetti sembra ieri, quando per la prima volta ho varcato la porta della nostra vecchia e un pò grigia sede del Gruppo Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana di Nuoro in via Trieste civico cinquantasei ora settantaquattro; nell'autunno 1996 cominciò il corso, il 3° Corso per Volontari del Soccorso che era stato organizzato fino ad allora dalla Croce Rossa Italiana di Nuoro. Quanti siamo rimasti di quel corso 1996-97 ? Due appena. 
E vorrei fare un bilancio assolutamente personale, un resoconto di questo tempo passato  (a seconda della mia disponibilità ovviamente) con questo maglione blu addosso. Magione blu (molto simile a quello di ordinanza attuale) che inizialmente era dei Carabinieri, sprovvisto naturalmente di qualsiasi insegna, mostreggiatura o bottoni con fregio dell' Arma Benemerita, con il distintivo-spilla d'ordinanza dei VdS C.R.I sul petto. Giornate passate al freddo. E d'inverno, nei miei primi anni di servizio come operatore radio e telefonico, fino alle 22 dopo essere uscito dal lavoro,senza nemmeno rientrare a casa, del resto come facevano altri. Mura granitiche spesse, una casa vecchia, sicuramente ha come unica nota positiva quella di preservare dal caldo nelle afose giornate estive gli ambienti non esposti al sole. Ai tempi, il 118 in Sardegna non si sapeva nemmeno cosa fosse, il servizio d'emergenza con ambulanza veniva espletato da volontari sia della CRI che di altre pubbliche assistenze nonché (avveniva anche in altre regioni d'Italia) dai Vigili del Fuoco con le loro autolettighe. Eccezion fatta per la Croce Rossa Italiana, dove i Volontari del Soccorso seguivano - e seguono tuttora e in maniera più approfondita e specifica - ai tempi una formazione omnicomprensiva, così come omnicomoprensive erano le loro attività operative di intervento (urgenze,emergenze,trasporto infermi,Protezione Civile, servizi socio-assistenziali) la situazione dal punto di vista della formazione ergo della qualità del servizio prestato variava da località a località della Sardegna. C'erano alcune associazioni locali finanziate egregiamente e che davano una discreta formazione al volontariato d'urgenza ed emergenza e c'erano invece altre associazioni locali (Croci di altri colori vari ed eventuali) dove l'improvvisazione regnava, di punto in bianco si poteva salire in ambulanza, dall'oggi al domani, ed effettuare interventi delicati d'urgenza sanitaria in caso di incidenti stradali, arresti cardiocircolatori, ictus,emorragie etc...
Con il 1.1.8. è stato tutto "rivoluzionato", partendo dal presupposto che la formazione fosse uguale per tutti, così come uguali sono i protocolli operativi applicati in tutta Italia (e a breve in tutta Europa) con un unica centrale operativa di coordinamento, tempi di intervento rapidi (ma non sempre è così!) in buona parte del territorio, miglioramento notevole dal punto di vista qualitativo dei soccorsi prestati, con il fine ultimo di non porvocare danni ulteriori a quelli già in atto a casusa di eventi sia traumatici che spontanei. 
Il 118 in Sardegna è arrivato con almeno cinque-sei anni di ritardo ( le centrali operative 1.1.8. con le ambulanza medicalizzate e le automediche  di Sassari e Cagliari iniziarono la loro attività nel 1999) rispetto al resto del Paese, dopo l'applicazione della normativa nelle altre regioni.
In provincia di Nuoro il 1.1.8. partì (pensate un pò) solo nel 2001. Pregi e difetti - evidentemente - di una Regione Autonoma della Sardegna a statuto speciale...
Dal 23 Aprile 1997 sono ufficialmente VdS. E alla Croce Rossa - non ne ho mai fatto mistero - tengo parecchio.
Ma ancora di 1.1.8. non se ne sente parlare. Si spera sempre che qualcosa cambi, ma chi ha dato (molto più di quanto la gente potrà mai immaginare) parecchio per la CRI in questi anni, anche se nel suo infinitamente piccolo, si è un pò stancato di attendere sempre tempi migliori. Cagliari, Bosa, Olbia: città che hanno anch'esse una CRI, un Gruppo di Volontari del Soccorso. Dove c'è efficienza, dove c'è operatività, dove si sono firmate convenzioni con il 1.1.8. E sarebbe tristissimo andar via, così come sarebbe assurdo migrare fuori dalla propria città per fare i volontari. Assurdo ma se le cose non cambiano lo farò sul serio.  Questo è un discorso che chi non conosce la C.R.I. non può capire. Io comunque spero sempre:
spero in un incremento numerico di ambulanze C.R.I. laddove servono nella nostra provincia;
spero si facciano corsi regolari, ovunque e a cadenza annuale;
spero non ci siano difficoltà nell'acquisire equipaggimenti e attrezzature necessarie in genere;
spero in un incremento numerico (notevole) dei miei colleghi VvdS, a Nuoro e in provincia;
spero nel maggior coinvolgimento nella nostra componente volontaristica del personale medico e infermieristico della cosiddetta area di urgenza in tutta la provincia di Nuoro. Più Volontari del Soccorso CRI medici, più Volontari del Soccorso CRI infermieri.
Ma la cosa più importante è sperare in un cambiamento del modo di concepire o dell'essere volontario all'interno del Gruppo, prendendo esempio da molte realtà siano esse sarde - Bosa, Olbia ma anche Cagliari e altri piccoli paesi sede di Gruppi VdS CRI - che della penisola, dove possono insegnare molto ed essere di esempio per tutti. Spero che la gente, i miei colleghi (presenti e futuri) siano e saranno consapevoli e abbiano un maggiore senso di responsabilità.
Riaccendiamo le sirene e i lampeggianti, questo è uno ( di certo non l'unico) tra i principali nostri doveri morali come Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana qui a Nuoro. Alcuni lo hanno capito da un pezzo, altri - purtroppo - no. O fingono di non capire.
Ragazzi, cambiate e siate più responsabili. O vado altrove.




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11 settembre 2004

Lettera aperta e amichevole a Maurizio Scelli

Caro Maurizio,

 

così non va proprio: non è assolutamente mia intenzione voler polemizzare con te nè la gestione delle operazioni umanitarie della nostra C.R.I. in terra irachena nè per le traversìe interne, con le conseguenti difficoltà logistiche, amministrative nonchè operative e quindi in termini di erogazione dei servizi alla comunità nostrana e al soddisfacimento dei bisogni in termini quantitativi e qualitativi di tutte le componenti volontaristiche dell'amata quanto odiata ( da molti ) Croce Rossa Italiana.

Molti, me compreso, hanno accolto favorevolmente alcune ( certo non tutte ) delle modifiche allo Statuto della C.R.I. che ancora non vedono una risposta fattiva, quali per esempio il passaggio del Corpo Militare da componente volontaristica  a struttura dipendente. Oppure la proposta dell'incompatibilità tra cariche associative e candidature politiche.

Conosciamo il tuo entusiasmo e sappiamo che hai molti nemici, quei nemici fuori ma anche dentro la Croce Rossa e non mi riferisco solo al tuo collega Monarca...Ma anche alla "vecchia guardia " della C.R.I....

Per quanto ci stia a cuore la sorte di milioni di innocenti vittime di questa guerra civile che si è succeduta all'operazione delle forze alleate dello  corso anno, l'Iraq e la nostra presenza nella terra del popolo iracheno, nella terra dei predoni dei media mondiali ,non può essere il "tema unico" per la nostra Associazione.

E parallelamente al tuo entusiasmo permettimi di raffrontarlo con quello di tutti i miei colleghi Volontari del Soccorso di Nuoro, lasciati quasi alla mercè di se stessi e di un Commissario Provinciale che non ho mai visto da sette mesi a questa parte; noi vittime di scontri tra prsone in carica ed ex... Quasi strattonati come nel gioco del tiro alla corda tra dissensi e diversità di vedute tra bilanci consuntivi e preventivi...Resta però inossidabile, anche se a volte vacilla, la nostra VOGLIA DI FARE che nessuno ci potrà togliere o impedire di mettere in essere.

Io credo, caro Maurizio, che la tua presenza fisica sia necessaria ovunque, non solo nei viaggi e presentazioni itineranti fatte nei principali Comitati Regionali dela penisola, ma anche qui, in terra sarda, dove se domani qualcuno facesse saltare in aria la nostra sede e le nostre ambulanze nessuno si accorgerebbe di nulla...

Maurizio noi abbiamo fatto TANTO e dato MOLTO per la Croce Rossa, per priomuovere e attivare il servizio 118 nella nostra città , per proporre nuovi e innovativi servizi in relazione ai bisogni emergenti nel territorio.

Vorremmo portare la C.R.I. nelle scuole - tra le altre cose - e insieme ai principi in cui nonostante tutto CREDIAMO cercando di rispettarli, dare anche formazione su argomenti come il primo soccorso, la protezione civile...E tante altre cose...

Avrai sicuramente mil e un'altra gatta da pelare ma ti chiediamo, in nome dei principi che ci accomunano e come cittadino italiano in nome dei diritti fondamentali del popolo quali la salute di essere presente possibilmente fisicamente per tastare con mano come effettivamente siamo in condizioni di agire...

Non deludere i Volontari e gli Uomini e le Donne che vi operano: Antonio, Maria, Francesca, la piccola Linda che sogna di diventare medico ( e tutti teniamo incrociate le dita per lei lo merita davvero è una brava volontaria) Patricia  e molti altri...  Ognuno con una storia, un passato bello o brutto come ognuno di noi del resto ma con un comune denominatore che ci dà la forza di continuare: LA SALVAGUADIA DELLA VITA UMANA IN TUTTE LE SUE FORME.

Nuoro ti aspetta e così tante altre località: verresti?

Un abbraccio fraterno.

 

Enzo Cumpostu



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