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L'IMPRESSIONE NON E' STATA DELLE MIGLIORI

Una forzatura: la presentazione di una unica via, unica possibilità, unica strada e unico territorio sul quale creare un corridoio umanitario sia solo la Sicilia; ai microfoni  parla dell'inopportunità della distruzione dei barconi (di certo non carichi ma messi in condizioni di non navigare ben prima ch'essi prendano il largo) e il considerare normale e fisiologico il fenomeno dell' immigrazione, di fatto continuo e ininterrotto da oltre vent'anni, in una giornata dove sono saltati fuori gli scafisti responsabili della tragedia ultima consumatasi (guarda caso un tunisino ed un siriano!) e le connivenze scoperte dalla magistratura tra i due criminali e personaggi all'interno del CARA di Mineo (e a mio avviso c'è ancora ben altro da essere scoperto) la riverenza verso un popolo come quello siciliano, sicuramentr impegnato e prodigo nel rendersi protegonista nell'affrontare questo evento umanitario con tragedia inclusa ma che nasconde qualcosa di molto poco chiaro.

E le cose ben poco chiare restano ancora tante.

Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana è apparso particolarmente teso in volto davanti ai microfoni del canale Sky 504 streaming e tv; teso e anche particolarmente nervoso, un noervosismo malcelato; non ho sentito dalle sue parole qualcosa di nuovo di quanto già dichiarato e ssostenuto anche in separata sede, oppure qualcosa di risolutivo sotto il profilo umanitario.

Perché è di questo che la Croce Rossa Italiana in casi simili si deve preoccupare, non di altro. Giustamente e naturalmente.

Ma l'azione umanitaria deve convogliarsi verso più fronti e canali; l'azione umanitaria andrebbe studiata paralllelamente all'azione politico-economica, sicuramente SCARSA o inesistente, da parte dell'Unione Europea che solo oggi promette interventi consistenti in più punti, vedremo di fatto di cosa si tratterà.

L'azione di belligeranza, poi: coinvolgere o non coinvolgere l'Italia? Per forza di cose dovrà essere coinvolta, seppur non con dispiegamenti di forze all'americana, ma a ondate:

probabilmente si potrebbe assistere ad un déjà vu bellico con gli air strike della coalizione sulla Libia ai tempi della guerra per "combattere" Gheddafi.

Interdizione aerea, individuazione obiettivi sensibili che non sono rappresentati soltanto dell'Islamic State, mediante l'impiego dei nostri cacciabombardieri MRCA Tornado, EFA 2000 e AMX.

Sarebbe interessante - sempre che di fatto non sia già avvenuto - una sperimentazione di quegli esemplari Lockheed Martin F-35 "completati" in quel di CAMERI.

Parallelamente sarà decisivo l'impiego delle unità della Marina Militare, compresi i nostri Sommergibili e i missili in loro dotazione ma, in primis, il Raggruppamehnto Incursori della MM tra le prime unità che dovrebbe mettere piedi in territorio libico, insieme ai paracadutisti del 185° RAO, aliquote del quarto alpini paracadutisti "Montecervino" e del nono incursori della Folgore "Col Moschin", aliquote del 17° Stormo RIAM in appoggio/coperrtuta agli eventuali MEDEVAC C-SAR e non solo..  Insomma una novella Lybian Task Force 45, gruppo Interv enti Speciali dei Carabinieri e unità del 1° Regg. par. CC "Tuscania" compresi.

Le sorprese a terra sono notevoli, attese ma anche imprevedibili, oltre a mezzi corazzati in mano dell'ISIS e le c.d. "tecniche" i pick-up cassonati al centro dei quali sono artigianlmente posizioniate delle mitragliatrici 8 in alcuni casi binate) da 20 millimetri nate di fabbrica in versioine contraerea e controelicotteri ma sul campo della guerriglia urbana tra Iraq, Siria, Medio Oriente e anche in Libia in azioni di fuoco di vario genere, difensivo ed offensivo (o di contrasto)


Poi c'è il rischio dei kamikaze imbottiti di tritolo, poi i classici IED artigianali o più sofisticati.

Solo una seconda ondata a terra potrebbe essere formata da truppe normali di fanteria meccanizzata di linea, come ad esempio la nostra Brigata Sassari.

E tutto questo spiegamentg - sempre con la condizione insindacabile che da sola militarmente l'Italia non dovrebbe fare nulla - dovrebbe essere l'apripista verso il tentativo di creare le condizioni di normalizzazione della vita quotidiana ripristinando gli elementi che in tutti gli stati civili consentono questo.

Qui non è questione di strafottenza e di radicarsi e ARROCCARSI in posizioni ben definite: oltre ai - sicuramente enormi - interessi in ballo perché si faccia o non si faccia va evitata la tragedia immane ma vanno anche fermati comportamenti criminali, criminoso-affaristici e imprevedibili risvolti demografici con implosioni sociali nel caso in cui i piani di certuni vadano in porto in un certo modo e non nei più intelligenti ed equilibrati.

Iniziamo a fare PSYOPS vecchia maniera: diffondiamo volantini, diramiamo per giorni e giorni comunicati alla radio e televisione, tramite canali RAI e Mediaset, nei quali si mette in guarda chi volesse raggiungere l'Italia sulla possibilità che sussiste relativamente all'affondamento di barconi, natanti, pescherecci e navi mercantili di qualsiasi tipo destinata a traghettare immigrati. 

Non lasciamo, però, che restino in trappola come topi: ridiamo  loro speranza, una terra promessa, anche in Africa.


http://catania.blogsicilia.it/migranti-presidente-croce-rossa-dalla-sicilia-il-meglio-dellitalia/294284/


Pubblicato il 21/4/2015 alle 14.41 nella rubrica L'OSSERVATORIO ITALIA.

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