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SE CONSEGNASSIMO ALLA STORIA LE OPERAZIONI DI SPIONAGGIO DURANTE LA COLD WAR ATTRAVERSO LE OPERAZIONI SOTTO COPERTURA DELLE INTELLIGENCE NATO E DELLA ORGANIZZAZIONE STAY-BEHIND FINO AI PRIMI ANNI OTTANTA MI SEMBRA UN ATTO DOVUTO. MA NON SIAMO PRONTI...

 

Nella foto tratta dal film “Allied: un’ombra nascosta”,  Marion Cotillard nei panni di Marianne Beausejour,  mentre Brad Pitt interpreta il Lt.Col. Max Vatan, ufficiale canadese aggregato alla Royal Air Force e operativamente agente operativo dell’OSS Operation Strategic Service, la mamma della CIA e dell’MI 6 britannico.

 

(fonte immagine: Paramount Pictures)

 

Guai sposarsi tra spie dello stesso servizio o di sevizi diversi o di servizi di paesi diversi; una storia che emerge nell’ultimo film di Robert Zemeckis e interpretato dall’attore ex compagno e marito di Angelina Jolie, interprete di film quali Thelma & Louise fino agli ultimi Mr. & Mrs. Smith e World War Z.

La trama, in sintesi, parla di due spie dell’intelligence angloamericana, ergo anche Canadese e di altri paesi membri dell’allora Commonwealth, impiegate sotto mentite spoglie in Marocco dove avevano ricevuto l’ordine di uccidere l’ambasciatore del Reich in terra magrebina.

Coinvolti sentimentalmente, i due si sposano e vanno a vivere a Londra ma dopo un po’ di tempo l’Ufficio “V” dell’intelligence, ovvero quello incaricato delle intercettazioni radiofoniche e radiotelegrafiche, nella persona del suo direttore, lo manda a chiamare avvertendolo che… E qui non continuo, andate a vedere il film.

E mentre lo guardavo, ho pensato alle diverse operazioni sotto copertura alle quali furono sottoposti i nostri agenti durante la seconda guerra mondiale e alcuni anche dopo il 1945, quando vide la luce il SIFAR e iniziarono allo stato embrionale le attività della Stay-Behind NATO, meglio conosciuta come Gladio in Italia e in Europa.

 

Ritengo oramai in buona parte fuori luogo mantenere segrete molte delle azioni della Stay-Behind in Europa dall'immediato dopoguerra almeno fino ai primi anni ottanta, oppure ragionevolmente sino alla fine degli anni settanta; e sarebbe estremamente interessante discuterne sia a livello - inizialmente governativo - negli stati ove essa era attiva o lo è tutt'ora se è il caso di scrivere una bella - ricca storicamente e tecnicamente nei dettagli - sceneggiatura per un regista importante e pratico del genere.

 

Consegnare attraverso un opera cinematografica alla Storia delle pagine non conosciute della cronologia del nostro paese, della Unione Europea e della NATO: ovviamente, per quanto è ritenuto conveniente e non controproducente rivelare senza alcune difficoltà, in considerazione del delicato ruolo svolto in passato.


Anche se, forse, il momento non è dei più "rilassanti" per essere pronti, mentalmente, a un discorso del genere.


   

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 14/1/2017 alle 19.44 nella rubrica Diario.

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